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Get me high, vola la voce internazionale di Aba

Una nuova grande voce per la musica italiana con ambizioni internazionali.  Aba, all’anagrafe Chiara Gallana, già si è fatta notare nel mondo dello spettacolo. È l’interprete ideale di blues, soul, jazz e gospel, con una buona esperienza live: tra le sue collaborazioni, la più recente e appariscente è stata con la star internazionale Jermaine Paul (nominato ai prestigiosi Grammy Awards e vincitore del “The Voice”, versione USA) che l’ha invitata ad esibirsi come guest artist in alcuni suoi concerti a Los Angeles, Bali e Giacarta.

Aba fotografata da Erica Fava

Aba fotografata da Erica Fava

Negli ultimi due anni, Aba ha collaborato anche con artisti del calibro di Mario Biondi, Elio e le Storie Tese, Giorgia, Luca Tommassini, Zibba, è stata spesso ospite in trasmissioni televisive: finalista ad “X Factor”, edizione 2013, dove ha avuto l’opportunità di crescere professionalmente sotto la guida di Elio, ha preso parte a una puntata di “Un posto al Sole” su RaiTre – interpretando se stessa come ospite musicale del “Bar Vulcano”; e ha cantato insieme a “Elio e le Storie Tese” nel programma di RaiDue “Il Musichione”. Nell’autunno 2014 è stata ospite fissa nella trasmissione “Domenica In” su Raiuno; è stata impegnata su La7, al fianco di Maurizio Crozza, in “Crozza nel Paese delle Meraviglie”.
Uno dei suoi videoclip, per il singolo “Indifesa”, ha superato la soglia delle 150 mila visualizzazioni. Dal 17 giugno, sarà in radio e (in vendita) nei digital store “Get me high”, il primo singolo del nuovo album, che sta ultimando in studio e uscirà nei prossimi mesi. Su Vevo sarà possibile vedere il videoclip della canzone. “Dopo la bellissima esperienza di “X Factor” ho avuto la fortuna di lavorare con la mia passione e, fra concerti e programmi tv, ho passato due anni intensi e ricchi di vita. L’anno scorso però ho sentito che era giunto il momento di dedicarmi alla mia musica, di scolpire meglio la mia identità artistica, di cercare di descrivermi a parole mie. L’album è quasi pronto, ho preferito concentrarmi su me stessa. GET ME HIGH è la prima canzone che ho scelto per far sentire qualcosa di nuovo al pubblico e a chi ha continuato a seguirmi in questi anni, un assaggio di quello che verrà quest’autunno, un po’ di energia per affrontare quest’estate intensa ma così tanto sognata. Ecco, finalmente libera, finalmente io, finalmente Chiara, e non solo Aba.”

Nella scelta del primo singolo la cantante è stata aiutata da Nek: “Dio benedica la tua voce. “Get me high” è fighissima. In questa canzone sai essere te stessa” – così lui ha commentato la canzone dopo averla sentita. Prodotta dal chitarrista Carlo De Bei – autore già per il compianto Mango – “Get me High” è un funk uptempo che si distingue per il fortissimo senso ritmico e sottolinea il timbro di Aba e la sua tessitura vocale, dotata di volume e profondità, agile e brillante al tempo stesso.

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Quello che non si impara a scuola lo spiegano i Giorni Anomali

Giorni Anomali è una band viterbese composta da: Federico Meli alla voce, Stefano Capocecera al basso, Alessio Forlani e Riccardo Aquilanti alle chitarre e Federico Maragoni alla batteria. Il loro secondo album uscirà a settembre, abbiamo intervistato la voce.

Giorni Anomali

Giorni Anomali

di Milly Abrusci

Chi sono i Giorni Anomali?
E’ una band che fa rock italiano del filone di Vasco Rossi e Gianna Nannini.
Com’è fare rock in Italia?
E’ una cosa che mi butta nella disperazione più nera perché mi rendo conto che ci sono o il rock underground o il mainstream e noi non siamo né uno e né l’altro. Questa è la cosa che mi spaventa di più di questo nostro progetto, ma abbiamo già una nostra nicchia e il nostro pubblico, quindi insisteremo su questo piano.
Come mai avete dato il nome Giorni Anomali alla band?
Perché Giorni Anomali è una delle prime canzoni che ho scritto ed era lo specchio della società.
Quindi i testi delle canzoni li scrive lei?
Sì, esatto.
Che differenza c’è tra il disco Va tutto bene e Quello che non si impara a scuola in uscita a settembre?
La vera differenza è che dai temi sociali sono passato all’introspettivo.
Nel 2013 avete partecipato a Sanremo Lab.
Credo che per entrare a Sanremo ci sia bisogno di dinamiche un po’ diverse da Area Sanremo a Sanremo Lab, sono più che altro dei palcoscenici dove rendersi conto in quale scalino si è posizionati nel panorama discografico. Per entrare, penso ci sia bisogno di altre spinte.
Non pensate di ritornarci?
Se abbiamo qualcuno che ci accompagna di veramente grosso. Andare da soli è davvero inutile.
Il vostro tour è già iniziato.
Sì, le prossime date sono: 20 giugno, Lucca Stadio Porta Elisa; 21 giugno, Grassobbio BG @dieci; 26 giugno, Viterbo Piazza del Gesù; 11 luglio, Soriano nel Cimino VT; 16 luglio, Ascoli Romana Beer Fest e 1 agosto, Castel Giorgio TR “Atuttorock”.
Durante i concerti state facendo conoscere due singoli che saranno contenuti nel nuovo disco.
I singoli che presentiamo sono Io non la voglio una vita normale e Al popolo dei giorni anomali che tra l’altro sono già in rotazione radiofonica.
Come mai la scelta di interpretare e far suonare in radio due canzoni di un album che deve ancora uscire?
Al popolo dei giorni anomali è piaciuto molto a Marco Biondi e quindi ha deciso di farlo girare su Virgin Radio. Per questo l’abbiamo fatto uscire come secondo singolo, altrimenti ci saremmo fermi a Io non la voglio una vita normale.

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Mario Biondi, il signore della musica

Ci sono concerti che non si possono raccontare, vanno vissuti e basta. Spettacoli talmente belli che non basterebbero milioni di parole per rendere l’idea. Come il live di Mario Biondi che vi raccontiamo.

Mario Biondi

Mario Biondi

di Milly Abrusci

Tutto è pensato nei minimi dettagli: ampio spazio alla musica che varia tra diversi stili quali il soul, funky, dance, pop e reggae, ma anche alla ricca scenografia con una tecnologia esclusiva in led, alle coreografie delle due coriste/ballerine e agli strumenti che vanno dal violoncello alla batteria, dalle percussioni alla tromba fino al piano, al sax e alla chitarra. Un concerto di oltre due ore in cui il “Barry White italiano” ha incantato, entusiasmato e letteralmente folgorato il pubblico pugliese con i suoi brani più vecchi fino a quelli più recenti dell’ultimo album Beyond. Un susseguirsi di emozioni partite sin da subito con A handful of soul, brano di apertura, continuate con I’m her daddy e Rio alla fine del quale saluta Bari: “Il popolo di Bari, benvenuto! Che bel posto, quanta bella gente! Non abbiamo beccato una bella giornata di sole, ma magari ci rifacciamo domani.”

Al termine di ogni canzone lascia spazio a tutti i suoi musicisti concedendo a ciascuno un assolo e invitando il pubblico ad applaudire. Prosegue con A child runs free prima di dedicare Ecstasy a tutti i presenti, con l’ausilio delle due bellissime coriste gemelle che fanno il loro ingresso sul palco. E’ la volta di Love dreamer, No more trouble e Be lonely, canzone che fa scaldare finalmente il pubblico che accompagna la profonda voce di Biondi a suon di mani per tutto il pezzo. “Grazie! Siete tantissimi lì in fondo, ciaoooo! Cantiamo una canzone insieme, noi e voi?”

Mario Biondi saluta i fan

Mario Biondi saluta i fan

Prima di riprendere con My girl, presenta tutta la band in inglese. Sul palco portano uno strano strumento, ci gioca e chiede a cosa potrebbe servire. Agitandolo si capisce subito che sta per cantare Never Stop e che quel lungo cilindro serve a emettere il suono dell’acqua. Entra così, nel vivo di Sun con Shine On (canzone che gli ha regalato tante soddisfazioni), What have you done to me (“in Francia con questa canzone i corridoi vengono occupati e tutti iniziano a ballare”), Lowdown, I can’t read your mind e La voglia La pazzia L’idea, unica canzone in italiano: “Voglio salutare un po’ di persone importanti presenti stasera: Agostino Marangolo, grandissimo batterista italiano, Serena Brancale che abbiamo conosciuto quest’anno a Sanremo e Michael White (suo sosia) ”. Solo per Open up your eyes le gemelle Lunari si trasformano in assistenti di volo con una bellissima divisa rossa. Proseguendo sempre con le canzoni tratte dall’ultimo lavoro discografico, le coriste indossano un meraviglioso vestitino in paillettes accompagnando ogni canzone con bellissime coreografie. E’ il momento della tranche finale: All of my life, Love is a temple, All I want is You, Heart of Stone, Blind e Over the world.

Mario Biondi riceve una sua fotografia

Mario Biondi riceve una sua fotografia

La band e Biondi abbandonano il palco accompagnati da un lunghissimo e caloroso applauso che termina solo quando rientrano, uno per volta, tutti quanti per il bis: This is what you are, accolta da un’ovazione, e Where does the money go, scritta da due ragazzi pisani. Tra una canzone e l’altra, però, anche se la mezzanotte non è ancora arrivata, il crooner catanese intona uno speciale Happy Birthday a Marco Scipone che di lì a poco compie ventisei anni. Il pubblico è in piedi in prossimità del palco. E’ il momento dei saluti con l’ennesimo ringraziamento ai musicisti: Alessandro Lugli alla batteria, Federico Malaman al basso, Massimo Greco alle tastiere e programmazione, David Florio alle chitarre, Marco Scipione al sax, Fabio Buonarota alla tromba e Romina e Miriam Lunaria cori, danze e coreografie. Un fan gli consegna un ritratto fatto su tela e il cantante e compositore siciliano lo solleva e lo mostra a tutti con grandissimo orgoglio. Il concerto è finito, il teatro pian piano si svuota e il pubblico commenta soddisfatto la performance di una delle voci più belle del panorama italiano. Mario Biondi non si ferma qui, il suo lungo tour continua per tutta l’Italia ed Europa.