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Eminem a Milano: il racconto del primo concerto in Italia del rapper di Detroit

di Antea Morbioli

Dopo anni di attesa, finalmente Eminem tiene il suo primo concerto in Italia, precisamente all’Area Expo Experience di Milano (in passato, solo due frugali apparizioni in altri programmi televisivi). In 80 000 mila, tantissimi giovani sotto i 25 anni ma anche qualche affezionato di altri tempi, pronti da ore sotto il sole per ascoltare il più famoso rapper bianco.

Eminem a Milano

Eminem a Milano

Il tutto inizia, in ritardo di circa mezz’ora, con la proiezione di un video in cui Eminem è un vero e proprio gigante che si ribella alla polizia in elicottero e distrugge i palazzi che lo circondano, mostrando alla fine un dito medio alla telecamera. Il telo bianco che copre il palco scivola giù e lascia spazio a Marshall Mathers, vero nome dell’artista, in tenuta 100% rap: cappuccio sopra un cappello rosso che gli copre il viso e una tuta grigia. Dietro di lui una città deserta e il numero 313, rappresentativo della città americana in cui è cresciuto, Detroit. Esplodono dei fuochi d’artificio e delle luci rosse sulle note di Medicine Man, cover del suo scopritore Dr. Dre. Si entra subito nel vivo a cantare senza sosta Won’t back down, 3 a.m., Square Dance e Kill you, che finisce con un simbolico colpo di pistola. Sul palco Eminem non è solo: c’è una band, una sezione d’archi e un deejay che lo accompagnano, oltre a un altro rapper, Mr Porter, che gli fa da spalla per tutta la serata.

Si va avanti con White America e in seguito Rap God, dove le rime escono ad una velocità impressionante. Mr Porter ora invita il pubblico ad accendere le luci di tutti i telefonini perché è la volta di Sing for the moment, un campionamento del brano degli Aerosmith, e finalmente Eminem si mostra per bene ai suoi fan, senza felpa ma con ancora il cappello rosso. Continua con Like toy soldiers e Forever, anche questa conclusa con un colpo di pistola, per poi incoraggiare tutti i presenti ad alzare il dito medio per seguirlo in I just don’t give a fuck. I due rapper ogni tanto fanno delle pause per instaurare un dialogo con la loro gente, creando scherzosamente due fazioni che si scontrano a colpi di chi urla più forte, ma lo spazio dedicato alla musica prevale. Quindi ancora con Framed, Criminal e The way I am, che finisce a sorpresa con un assolo di chitarra elettrica.

Il palco rimane al buio per qualche secondo, giusto il tempo per far entrare in scena Skylar Grey, talentuosa cantante e collaboratrice di Eminem, in un elegante abito verde. La ragazza interpreta qui per l’occasione tre diverse interpreti femminili che sono entrate in contatto con Eminem: prima con Walk on water, dell’ultimo album, nei panni di Beyoncé; poi in Stan, campionamento del brano di Dido; infine con Love the way you lie come Rihanna. Dopo questo tocco di eleganza, la situazione torna nel più profondo urban con la canzone preferita da Mr Porter: Berzerck, seguita da ‘Till I collapse e Cinderella Man. Ci sono anche Fast lane, che vede il contributo sul palco di Royce Da 5’ 9’’, River e The Monster, altro brano vincente dell’accoppiata Eminem/Rihanna.

Mr. Porter e Eminem si concedono un altro veloce scambio di battute, il rapper bianco chiede al pubblico se ha voglia di tornare indietro ai tempi in cui lui era molto più stupido di adesso e ovviamente i fan scoppiano in urla eccitate perché si ritorna ai quei pezzi esilaranti che hanno fatto la storia. Così si susseguono My name is, The real Slim Shady e Without me, urlate a squarciagola da cori affezionati. Dopo l’ennesimo colpo di pistola, lo show è agli sgoccioli. Eminem torna serio e canta Not afraid, per concludere con il pezzo che gli è valso l’Oscar come “miglior canzone originale” per il film da lui steso interpretato 8 Mile, Lose Yourself. Con il suono finale della chitarra elettrica Eminem si ritira, seguito da una festa di fuochi d’artificio.

Uno spettacolo che, sebbene la grandezza dell’artista, si è mantenuto semplice e genuino, senza ricorrere a particolari scenografie o costumi e senza troppi colpa di scena. Un pizzico di esuberanza e carisma in più non avrebbero guastato per soddisfare la lunga attesa di un suo concerto; forse però, con i suoi 45 anni, i tempi di sgarri e polemiche sono passati anche per lui che ora vuole solo mostrarsi come artista maturo.