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Le interviste di Note Spillate: il masters di Rita Pavone

Rita Pavone

Un album di cover, ma definirlo così è più che mai riduttivo. I brani sono ricercati, ma mai scontati.
Da ragazzina ascoltavo personaggi che in Italia sarebbero arrivati molto dopo: un amico di mio padre lavorava sulle navi e mi faceva avere dischi che qui ancora non si conoscevano. Ecco, in questo disco porto quello che ho amato davvero, volevo togliermi questa soddisfazione. Torno alle mie origini.
Un lavoro a 360° in quanto non è solo interprete.
No, ho voluto mettere mano su tutto quello che riguarda la buona riuscita del disco: mi sono occupata di alcune traduzioni (il disco contiene 15 cover americane e le stesse in versione italiana, ndr), ho faticato per trovare un arrangiatore che fosse all’altezza e sono anche produttrice esecutiva. Credo sia un disco spiazzante e mi sono resa conto che anche le radio adesso hanno un’attenzione nuova nei miei confronti.
Possiamo parlare di ‘una seconda vita artistica’?
E’ importante che la gente ti lasci crescere, che ti dia il tempo di studiare. Penso al film ‘Se mi lasci ti cancello’ dove ho visto un Jim Carrey cambiato, maturo, che non conoscevo. Ecco, voglio far vedere un’altra Rita. Non so se è l’inizio di un nuovo percorso ma se la voce dovesse tenere, un altro Masters non mi dispiacerebbe.
Masters: un omaggio agli artisti che canta.
Si, un omaggio a loro che sono i miei ‘Maestri ispiratori’, ma ‘masters’ anche come le matrici dei dischi.
E’ ben visibile la soddisfazione verso tutte le persone che hanno collaborato per questo lavoro.
Non è facile mescolare in una squadra tanti mondi così diversi, ma sono molto soddisfatta, soprattutto del mio arrangiatore, Enrico Cremonesi, che ha svolto un lavoro impeccabile. 7 brani sono stati suonati dal vivo a Roma al Forum Village e registrati col nastro analogico, e il tutto poi mixato da James Caruso e masterizzato a Londra da John Davis (Che collabora con U2, Lana del Rey.. ndr.). Enrico Ruggeri, per il quale provo una stima infinita, ha firmato 5 traduzioni.
Prevede un tour a breve?
E’ nell’aria ma ancora tutto da organizzare. Sicuramente mi piacerebbe farlo nei teatri. A breve però sarò sul palco dell’arena di Verona con Gianni Morandi dove faremo un medley e proporrò un mio brano.
Trasmette carica da far invidia. Come vede i giovani cantanti di oggi?
Credo che Marco Mengoni, Emma e Alessandra Amoroso abbiano delle voci splendide. L’importante è che qualcuno li diriga verso la giusta strada in modo tale da mantenere sempre l’entusiasmo necessario senza perdersi.

(Intervista di Marta Favini)