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Matteo Brancaleoni alle Grotte di Castellana: la Puglia accoglie sempre la grande musica

Il “crooner italiano” Matteo Brancaleoni sbarca sabato 12 Settembre 2015 in Puglia alla Taverna degli Amici delle Grotte di Castellana, l’esclusivo locale che ha già avuto negli scorsi mesi ospiti illustri come : Fabrizio Bosso , Audio 2 , Rosalia De Souza , Sergio Caputo , Tony Esposito e Joe Amoruso.

Matteo Brancaleoni

Matteo Brancaleoni

Matteo Brancaleoni stimato da Michael Bublé, Fiorello, Renzo Arbore, Red Ronnie, Jovanotti e Maurizio Costanzo, Matteo Brancaleoni presenterà il suo spettacolo, completamente rinnovato, in un mix fra canzoni del songbook americano, da Sinatra a Tony Bennett, e grandi classici del repertorio italiano conosciuti in tutto il mondo, celebrando così il “Made In Italy” anche della canzone. Per cinque anni fra i dieci migliori cantanti jazz italiani per il magazine JazzIt, Brancaleoni ha all’attivo 6 dischi ed ha venduto oltre 35mila copie in Italia, USA, Canada, Finlandia, Francia, Germania, Spagna e Giappone. Ha calcato il palco del Blue Note per ben 13 volte, registrando dodici sold out. Negli anni ha collaborato con jazzisti del calibro di Franco Cerri, Renato Sellani, Gianni Basso e Fabrizio Bosso. Il suo debutto discografico “Just Smile” e il suo secondo album “Live In Studio” sono stati accolti entusiasticamente dal pubblico e dalla critica nazionale ed internazionale. Il Matteo Brancaleoni 4tet è composto da Matteo Brancaleoni (voce), Nino La Piana (pianoforte ), Roberto Chiriaco (contrabbasso), Gianpaolo Petrini (batteria).

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Le “poche ore” di Donato Santoianni

Il 13 marzo esce Poche ore il nuovo singolo del giovane cantautore Donato Santoianni, secondo estratto dopo il singolo Parte di me (maggio 2014), che anticipa l’uscita del nuovo progetto discografico in lavorazione.

La cover di "Poche ore" di Donato Santoianni

La cover di “Poche ore” di Donato Santoianni

Poche Ore sarà disponibile in digital download e sulle principali piattaforme streaming (prodotto da Nuova Gente e distribuito da Artist First) e in rotazione radiofonica. Il brano, selezionato dalla commissione del Festival di Sanremo 2015 tra le migliori 60 nuove proposte, è una raffinata Ballad Pop che oltre ad essere firmata dal cantautore stesso, vede la firma di Gianni Bella, con la collaborazione di Luca Lanza e la supervisione di Chiara Bella.

Poche Ore è una produzione con influenze internazionali, accompagnata da un testo d’autore e d’amore: “E’ una dichiarazione d’amore che ogni donna vorrebbe sentirsi dire, quella dichiarazione che può permettere di recuperare anche un amore apparentemente finito, quelle parole sincere, in grado di cancellare qualsiasi sbaglio, di convincere la propria metà che senza di lei quel che rimane sono solo utopie e poche ore vuote -racconta l’artista- il testo che ho realizzato mi rispecchia profondamente, un’amore a senso unico, una visione monotematica ma non sofferente. L’ipotetico protagonista della canzone è consapevole di essere dipendente dalla sua storia d’amore ma non la vive con sofferenza o disperazione, come spesso viene raccontato, ne prende atto e si accontenta di quel che ha, vive di ricordi e solitari sguardi ma accetta che sia così, senza disperazione. Sono estremamente grato a Gianni Bella, nell’ultimo periodo è diventato il mio unico grande riferimento, non solo per una questione affettiva, insieme a Chiara ho riscoperto molte sue canzoni, anche poco conosciute, di una bellezza che mi ha travolto e che mi hanno dato grande ispirazione. Gianni è stato pragmatico, mi ha trasmesso la sua grande capacità di essere melodico e quindi popolare, ma con un gusto davvero moderno, a tratti psichedelico”.

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Matteo Brancaleoni, il jazz con Bublè e l’album Natale

Matteo Brancaleoni è tra gli artisti più affermati e apprezzati nel mondo del jazz. La sua voce è celebre e molti artisti hanno espresso più volte grande apprezzamento, da Fiorello a Renzo Arbore, da Michael Bublè a Maurizio Costanzo. L’artista ha da poco rilasciato una nuova edizione del suo album di Natale Christmas with you e ha in serbo un nuovo lavoro per il 2015. Lo abbiamo intervistato.

Matteo Brancaleoni

Matteo Brancaleoni

di Matteo Rossini

Partiamo dalle origini, come nasce la sua passione per la musica?
L’ho avuta fin da bambino quando giocavo con una tastierina, però, in realtà, sono dell’idea che la musica è in ognuno di noi già da quando siamo nella pancia della mamma.
Negli ultimi anni il jazz sembra vivere una seconda vita, è così?
Non credo stia vivendo una prima o seconda vita, noi italiani facciamo sempre le cose un po’ in ritardo, il jazz esiste da cento anni e c’è sempre stato. In questo periodo vedo un’abbondanza di progetti jazz, ad esempio Lady Gaga con Tony Bennett, forse perché si cerca ci strizzare l’occhio agli ascoltatori di jazz che ancora acquistano dischi. Invece il ritorno dei crooner è in parte dovuto alle condizioni sociali di questo periodo, il jazz si affermò dopo la crisi del ’29 e forse ora sta tornando popolare per una sorta di ricorso storico.
Nel 2007 duettò con Michael Bublè, ricordi?
Fu parecchio emozionante, lo conoscevo già, ma lui mi trascinò sul palco a mia insaputa.
Come andò?
Conoscevo Michael da tre anni, l’avevo incontrato alcune volte come giornalista, ma non gli avevo mai detto niente della mia musica. Nel 2006 inviai il mio primo disco a suo nonno con cui ormai avevo stretto un rapporto di amicizia, ogni volta che veniva in Italia, lo accompagnavo in giro. Un giorno mi dissero di andare a Roma per intervistare Michael, mi sembrò strano poichè non era prevista nessuna conferenza stampa, ma andai. La sera, durante il suo spettacolo, Michael scese dal palco, così pensai che desiderasse camminare tra il pubblico come suo solito, e mi alzai per farlo passare, ma lui mi disse che avrei dovuto cantare con lui e mi trascinò letteralmente sul palco. Fu davvero emozionante e Michael è una persona molto generosa e intelligente, si merita davvero tutto il successo che ha.
Quest’anno ha fatto uscire una nuova edizione del suo disco di Natale, com’è nata l’idea di un album natalizio?
Chi fa jazz si deve scontrare per forza con il repertorio natalizio. Questo genere nasce con i crooner americani, basti pensare a Silent night. Le canzoni di Natale sono un prodotto statunitense, quando pensiamo al Natale, non ci vengono in mente sonorità italiane poiché la nostra musica non ha all’interno quei suoni tipici delle canzoni delle festività, come campanelli, archi e violini. In Italia la musica natalizia si basa su strumenti come organo e cornamusa, mentre in America ci sono sonorità provenienti dal jazz. Quindi, possiamo dire che il repertorio natalizio è stato veramente inventato dai crooner americani, anche a livello immaginifico.
Quindi diciamo che è stato tutto naturale…
Io mi ricordo che il primo disco che mi regalò mio padre fu il 33 giri di White Christmas di Crosby. La musica di Natale è un prodotto americano che è arrivato in Italia e non ho potuto far altro che scontrarmici.
C’è un brano del suo repertorio a cui è particolarmente legato?
Beh è difficile, si è legati a tutte le canzoni, è un po’ come esserne zio o padre, le hai immaginate per tanto e dopo molto le puoi finalmente coccolare. Se però dovessi scegliere una canzone, direi New Life, perché la registrai con voce e chitarra per farla ascoltare e quando mi ritornò completamente arrangiata, fu emozionante, davvero tanto. Mi sembrò assistere a un parto, avevo pensato per tanto tempo a quella canzone e ora finalmente ce l’avevo.
Progetti per il nuovo anno?
Nel 2015 sarò in concerto a Milano, in concomitanza con l’EXPO, per il lancio di un progetto, un nuovo album a cui sto lavorando da un anno.
Anticipazioni sull’album?
Toccherà il repertorio italiano e avrò diverso ospiti, ma per il resto tengo è ancora tutto un mistero.