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Max Gazzè si fa videogioco per Alchemaya

Per il lancio del suo progetto ‘sintonico’, “Alchemaya” (uscito il 9 febbraio in doppio cd, triplo vinile e in digitale per Universal Music), Max Gazzè diventa anche il protagonista di un videogioco: una vera e propria performance di pop art senza precedenti che trascina il pubblico in un viaggio epico e fantastico tra astronavi aliene, dinosauri e simboli magici.

Max Gazzé si fa cartoon

Max Gazzé si fa cartoon

Su soggetto di Francesco Gazzè, ideato, disegnato e sviluppato da Francesca Pasquinucci e Davide Giannoni di Imaginarium Creative Studio, il videogame rappresenta un ulteriore svolgimento del concept di Alchemaya, l’opera sintonica di Max: le illustrazioni realizzate a pennarello per la grafica del disco e del libretto di sala, infatti, hanno continuato a stimolare idee, dando vita a 4 psichedelici e avventurosi livelli, a cui si aggiungeranno in seguito, tramite aggiornamento, quelli finali, di chiusura del gioco.

Il pubblico, che può accedere gratuitamente al videogioco su maxgazze.it, coinvolto in questa missione tra le stelle, deve aiutare Max a recuperare più oro possibile da consegnare agli Anunnaki, alieni buoni che intercettano l’uomo per arricchirlo e migliorarlo geneticamente, combattendo i dinosauri contrari alla sua evoluzione.

La “colonna sonora” del gioco, parte integrante di questa piccola opera visiva, è costituita da sonorizzazioni e adattamenti musicali che riportano alle atmosfere e agli arrangiamenti dei brani di Alchemaya.

Ora Max Gazzè è atteso negli instore di tutta Italia per presentare al pubblico il suo album. Si parte venerdì 16 febbraio da Firenze (18.30 Feltrinelli RED Piazza della Repubblica), per proseguire il 17 febbraio a Roma (ore 17.00 Feltrinelli via Appia Nuova), il 18 febbraio a Napoli (ore 17.00 Feltrinelli Piazza Martiri), il 19 febbraio a Lecce (ore 18.30 Feltrinelli via Templari), il 20 febbraio a Bari (ore 18.30 Feltrinelli via Melo), il 21 febbraio a Pescara (ore 18.00 Feltrinelli via Trento), il 22 febbraio a Genova (ore 18.00 Feltrinelli via Ceccardi), il 23 febbraio a Milano (ore 18.30 Feltrinelli piazza Piemonte), il 24 febbraio a Torino (ore 17.00 Feltrinelli Stazione Porta Nuova), il 26 febbraio a Padova (ore 18.00 Feltrinelli via San Francesco), il 28 febbraio a Bologna (ore 18.00 Feltrinelli piazza Revegnana).

In estate l’artista porterà Alchamaya live in alcune delle location storiche più affascinanti d’Italia: il 5 agosto sarà alle Terme di Caracalla di Roma, il 7 agosto allo Sferisterio di Macerata, il 25 agosto al Teatro Antico di Taormina e il 2 settembre concluderà con un grande evento all’Arena di Verona. Prevendite aperte su ticketone.it.

 

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Max Gazzè, un tour che è un sogno: la recensione

Dopo aver girato il mondo da New York a Los Angeles, da Miami a Tokio fino a Shanghai, Max Gazzè torna in Italia, prima a Roma e poi al Mediolanom Forum di Assago a Milano, per chiudere in bellezza questo tour, con un concerto che rimarrà sicuramente nel cuori di tutti i presenti.

Max Gazzè in concerto

Max Gazzè in concerto

di Carlotta Sorrentino

Non è facile trasformare un palazzetto strapieno in una festa tra amici, ma Max Gazzè c’è riuscito creando insieme alla sua band, formata da Cristiano Micalizzi alla batteria, Clemente Ferrari alle tastiere, Giorgio Baldi alla chitarra e “Dedo” (Max De Domenico) agli strumenti a fiato, un’atmosfera gioiosa e divertente che ha fatto ballare e divertire il pubblico di tutte le età che per un paio d’ore si è sentito parte del fantastico mondo che Max Gazzè ci racconta nelle sue canzoni. Ape il concerto con La favola di Adamo ed Eva per poi alternare successi del passato con le canzoni dalle sonorità più elettroniche dell’ultimo album Maximilian. Album uscito precisamente un’anno fa. Ma questa data non  è importante solo per l’uscita di quest’ultimo album, precisamente 20 anni fa, nel 1996, Max usciva con il suo primo album: Contro un onda del mare.

Album a cui dedica un’omaggio durante il live. Durante il concerto non mancano le sorprese, dall’apparizione di un misterioso cardinale durante Sotto casa a un concerto nel concerto dove Max e la sua band si avvicinano al pubblico per dedicargli una selezione di brani, aperta da Sposa, in una versione più acustica. Non mancano di certo i momenti di simpatia e l’occasione al pubblico di far sentire la proprio voce sulle note in un’assolo di basso di Cara Valentina. Sicuramente un concerto che non ci dimenticheremo velocemente, ironico e intelligente. Non possiamo fare altro che ringraziare Max Gazzè per questa festa, travestita da concerto, che ci ha regalo.

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Prendere il largo col surf pop/rock dei Dupé

I Dupè sono una giovanissima band molto promettente nata dall’incontro del rock con il pop e il surf. Il gruppo è attualmente al lavoro al primo ep, ma grazie ai singoli “Passo dopo passo” e “Prendo il largo” abbiamo già potuto capire di che pasta sono fatti. Li abbiamo intervistati.

La cover di "Prendo i largo" dei Dupé

La cover di “Prendo i largo” dei Dupé

di Matteo Rossini

Quando e come nascono i Dupè? Qual è stata la vostra evoluzione artistica?
I Dupè nascono nell’estate del 2013 grazie a Stefano Paladini e Filippo Scandroglio. Abbiamo iniziato un percorso partendo dai gusti musicali che ci hanno accompagnato fin dall’adolescenza: dal rock dei Guns N’ Roses alla chitarra di Jimi Hendrix fino a sonorità più acustiche come Jack Jhonson e Donavon Frankenreiter, conosciuti grazie alla nostra passione per il surf. In questo momento stiamo esplorando sonorità che vanno ad abbracciare un po’ tutte le nostre influenze, non solo queste citate, continuando la nostra ricerca ed evoluzione artistica. Ci piace molto suonare parti strumentali, improvvisare dal vivo e raccontare storie attraverso i nostri testi in italiano.
Come vi definireste?
Jam rock perché significa fare un po’ quello di cui si ha voglia passando da genere a genere e mescolando suoni diversi alla ricerca di qualcosa di nuovo e divertente.
Quali sono le vostre principali influenze musicali?
La musica blues, rock, reggae e folk. Le nostre influenze derivano da Ben Harper, Jack Jhonson, Xavier Rudd e John Butler.
“Passo dopo passo” è quasi un inno alla calma e a godersi la vita, siete veramente così anche nella realtà?
Si, ci piace vivere in pieno relax e goderci la vita…quando è possibile! Siamo consapevoli del mondo che ci circonda e non siamo utopici, però ci piace fare quello che ci fa star bene. Il nostro sogno è vivere grazie alla nostra passione per la musica e stiamo lavorando molto duramente per raggiungere quest’obiettivo. Quindi sì, ci piace vivere in tranquillità, ma soprattutto chi non lo desidererebbe? In questo periodo storico non è molto facile. Nonostante le difficoltà della nostra società, cerchiamo sempre di trovare una via di fuga in cui rintanarci e star bene.
Com’è nato il video di “Passo dopo passo”?
“Passo dopo Passo” è una canzone nata un po’ per gioco in una serata a casa di amici, così come il video.
Siete al lavoro sul primo ep, cosa dobbiamo aspettarci?
Un sound ben distinguibile. Utilizzeremo strumenti come la chitarra Weissenborn e l’ukulele insieme a percussioni e tastiere. Il tutto sarà sostenuto da un’ottima parte ritmica. Sarà un lavoro nel quale cureremo molto gli arrangiamenti e le parti strumentali senza uscire dalla forma canzone.
I testi?
In Italiano.
Tre aggettivi per descrivere l’ep?
Suggestivo, caustico e rustico.
A oggi qual è stata la vostra più grande soddisfazione?
Quando siamo stati chiamati per aprire il concerto di Max Gazzè a Festambiente. Ci siamo esibiti su un palco davanti a quasi 4000 persone e siamo stati felicissimi di vedere gran parte del pubblico cantare i nostri brani.
Quali sono i vostri progetti futuri, oltre all’ep ovviamente?
Sicuramente continuare l’attività live e crescere ancora, ma soprattutto crearci un seguito di pubblico più grande che possa rispecchiarsi nei nostri brani.
Con chi vorreste collaborare in futuro?
Sarebbero troppi gli artisti con i quali ci piacerebbe lavorare. Siamo aperti a tutti i tipi di collaborazione, la curiosità e la voglia di arricchirci dal punto di vista musicale non mancano, quindi qualsiasi progetto preso nel modo giusto può darci nuovi input.