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Ermal Meta a Teatro con Gnu Quartet: il racconto di una favola

La complicità è scattata a RisorgiMarche perché è nell’ambito della manifestazione ideata da Neri Marcorè a favore delle zone colpite dal sisma che è nata la collaborazione artistica tra Ermal Meta e gli Gnu Quartet, che porteranno in giro per i teatri italiani i pezzi più belli del cantautore riarrangiati in chiave acustica.

Ermal Meta

Ermal Meta

di Camilla Battista

Il tour prenderà il via il 30 gennaio da Nizza Monferrato, primo dei numerosi sold out registrati a pochi giorni dall’apertura delle prevendite. In attesa di godere di questa dimensione teatrale più morbida e intensa, racconto come ho musicalmente conosciuto Ermal, ripercorrendone la carriera dai primi successi con La Fame di Camilla a oggi, attraverso i brani cui sono più legata. Premetto che farò molta fatica a non scrivere di tutte le canzoni, da quelle dei primi EP fino alle bonus track, alle canzoni donate ad altri artisti, alle collaborazioni fino agli inediti che Ermal ha eseguito live ma che non ha ufficialmente pubblicato.

Anno 2009: nell’euforia del progresso tecnologico impazza Youtube, sogno di ogni adolescente dell’epoca drogato di musica. Quel che ricordo è che mi è bastato stupidamente scrivere il mio nome nella barra di ricerca e mi si è aperta una finestra sul mio mondo interiore, come se per caso avessi trovato le risposte a tutti gli interrogativi esistenziali che mi affliggevano. Avevo fame di comprendere la mia anima in fiamme, di trovare sollievo dalle brutture del mondo e di cantare quelle note fino allo sfinimento come mantra di sopravvivenza. La stessa fame di riscatto e di sovvertire leggi già scritte aveva sicuramente Ermal, nei cui primi album de La Fame di Camilla sono evidenti i riferimenti alla sua esperienza di vita e alla lontana terra natia, l’Albania degli anni Novanta da cui si fuggiva per inseguire un futuro migliore (temi quanto mai attuali).

Ne doren tende (sul palmo della tua mano, ndr). (Primo e secondo album La Fame di Camilla e Buio e Luce) Già presente nei primi ep, è uno dei brani più belli de LFDC, in cui Ermal già dava dimostrazione delle sue doti vocali. Da ascoltare al buio e in silenzio, quest’intreccio di chitarre, che ben si sposa con la lingua madre di Ermal, trasporta l’ascoltatore in una sorta di dimensione onirica, in un’atmosfera sospesa che ricorda un po’ i Sigur Rós, in uno stato di dormiveglia in cui la mente è poco lucida, non oppone resistenza, non ha filtri, non si racconta bugie. È una promessa a se stessi di riaversi dalle difficoltà, delusioni e privazioni della vita e che “tutto ciò che ho perso lo ritroverò nel palmo della tua mano”. Mi piacerebbe molto ascoltarla a teatro  in versione acustica.

Sperare: (dal secondo album, Buio e Luce) sono ricorrenti le parole speciale, anormale, migliore nella scrittura di Ermal. Piuttosto nota al pubblico oramai perché riproposta durante alcuni eventi, non necessita di spiegazioni. Va semplicemente ascoltata.

Come il sole a mezzanotte: (singolo, presente sia nel primo che nel secondo album) è perfetto. Conosciuto anche perché inserito nella scaletta del primo Assago di Ermal, è un brano pervaso dalla sottile malinconia di chi non si sente mai abbastanza, di chi vive con l’amarezza della disillusione ma, alla fine, trova in se stesso il coraggio di reagire e di sentirsi speciale perché la vita è un dono inestimabile. Per me da inserire nella lista dei brani più belli degli anni 2000.

Astronauti: (dal terzo album, L’attesa) dolce e sognante descrive alla perfezione, in parole e musica, l’intenso trasporto dell’amore attraverso la metafora degli amanti come astronauti. Il tempo musicale sembra descrivere la dilatazione dei tempi in prossimità di un buco nero, cioè la dilatazione del tempo che ognuno di noi percepisce in presenza della persona da cui è attratto…(Ma quanto piacciono ad Ermal le stelle e la gravitazione?)

Rivoluzione: (dal terzo album, L’attesa) musicalmente morbido ma affilato nel testo. Un monito contro l’inazione e l’inettitudine della nostra generazione. Bisogna essere coraggiosi e sporcarsi le mani per realizzare i nostri sogni perché “vivere non vuol dire morire lentamente”.

Dalla partecipazione a Sanremo Giovani 2016 la storia è nota: l’evoluzione di Ermal nella scrittura, sempre molto curata ma meno ermetica, e nella composizione è evidente, ma la fame di musica, l’anima e i contenuti sono immutati. Omettendo le canzoni più famose, degli ultimi lavori cito:

A parte te: (primo album solista, Umano) poesia con cui solitamente Ermal conclude i concerti, che descrive un sentimento incancellabile che “non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno del giudizio”. La particolarità di questo brano è che si presta a differenti interpretazioni: son parole per un amore perduto oppure per un parente; è infatti una delle mie canzoni preferite perché mi ricorda la mia amata nonna.

Umano/Volevo dirti: (primo album da solista, Umano) le considero l’una il prolungamento dell’altra. C’è qui tutta la tortuosa strada percorsa da Ermal, le porte in faccia, il sudore, la rabbia, un mondo che va “tutto al contrario”, “chi vince senza aver talento” e l’amore vero come unico porto sicuro.

Voce del Verbo: (ultima traccia di Vietato Morire) un ponte tra il secondo e il terzo album. Canzone sofferta. Quanta paura fa aprirsi nuovamente ai sentimenti e alla vita se hai il cuore in brandelli?

Quello che ci resta: (dal terzo album, Non Abbiamo Armi) suonata poche volte dal vivo, è una struggente ballad che racconta delle fragilità di un amore, forse in bilico sull’orlo della sconfitta. “Tutto quello che ci resta è una candela accesa tra me e te”.

Mi salvi chi può: (ultima traccia di Non Abbiamo Armi) musicalmente complessa e ricercata, che dimostra la sconfinata cultura musicale di Ermal, ha sonorità care ai Radiohead, ai Pink Floyd, ai The Doors. Un’implorazione di aiuto al vocoder nella prima parte, per poi esplodere quasi in un grido di dolore nella seconda, con la speranza che sia proprio l’ascoltatore ad accogliere la sua richiesta. “Perché da soli fa male pure l’aria, anche una goccia di buio ti avvelena un sole intero di felicità”. Lacerante.

Ermal, artista e persona, perché son la stessa cosa, è speciale perché è sempre rimasto fedele a se stesso, migliorandosi e non dando mai per scontato l’inspiegabile tardo successo una volta ottenuto. Negli ultimi anni l’umiltà e la generosità che da sempre lo contraddistinguono lo hanno portato anche a lavorare con artisti emergenti. Tra questi, e vi consiglio l’ascolto  dell’opera prima in uscita, c’è Pierfrancesco Cordio, cantautore prodotto da Ermal appunto, e che aprirà tutte le date del tour nei teatri. Non mi resta che augurare, a noi e ad Ermal, buon tour!

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Non abbiamo armi – Il concerto: un’altra perla di Ermal Meta

NON ABBIAMO ARMI – IL CONCERTO contiene 2 CD live e, nella versione Deluxe, 3 CD + il doppio DVD del concerto sold out al Forum di Assago dello scorso 28 Aprile oltre ad un ricco booklet fotografico.

La cover del nuovo lavoro di Ermal Meta

La cover del nuovo lavoro di Ermal Meta

Nei 2 dischi live anche 2 brani inediti: Ercole e UN’ALTRA VOLTA DA RISCHIARE, scritto e cantato con J-AX, in rotazione radiofonica da una ventina di giorni. E tra pochissimi giorni ERMAL META parte in tour con GnuQuartet per mettere in scena spettacoli unici e irripetibili nei più bei teatri d’Italia, prima di tornare per una grande festa in musica il 20 Aprile 2019 al Forum di Assago (MI).

30 gennaio: Nizza Monferrato (AL), Teatro Sociale
31 gennaio: Nizza Monferrato (AL), Teatro Sociale
02 febbraio: Milano, Teatro degli Arcimboldi SOLD OUT
04 febbraio: Napoli, Teatro Bellini
05 febbraio: Pescara, Teatro Massimo
11 febbraio: Catania, Teatro Metropolitan
12 febbraio: Palermo, Teatro Al Massimo
15 febbraio: Reggio Emilia, Teatro Valli SOLD OUT
16 febbraio: Trento, Auditorium Santa Chiara SOLD OUT
17 febbraio: Trento, Auditorium Santa Chiara
25 febbraio: Roma, Sala Santa Cecilia
28 febbraio: Bologna, Teatro Duse

01 marzo: Cremona, Teatro Ponchielli
06 marzo: Bari, Teatro Petruzzelli SOLD OUT
08 marzo: Montecatini Terme (Pistoia), Teatro Verdi
09 marzo: Assisi (Perugia), Teatro Lyrick
11 marzo: Venezia, Teatro Goldoni
12 marzo: Venezia, Teatro Goldoni SOLD OUT
18 marzo: Trieste, Teatro Rossetti
23 marzo: Genova, Teatro Carlo Felice
24 marzo: Torino, Teatro Colosseo SOLD OUT
25 marzo: Torino, Teatro Colosseo

20 aprile: Milano, Mediolanum Forum NUOVA DATA

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Io mi innamoro ancora, il nuovo singolo di Ermal Meta: GUARDA IL VIDEO

Sopra l’amore non c’è una scommessa su cui puntare…Sotto le scarpe non c’è un’altra storia da calpestare…

Ermal Meta

Ermal Meta

IO MI INNAMORO ANCORA: IL VIDEO

Che il primo amore non si scordi facilmente, è un dato di fatto ma non è l’unico “primo” al quale rimaniamo legati; chi più chi meno ha un ricordo speciale collegato alla sua prima auto, che normalmente è un catorcio che cammina per affetto, ma è il “veicolo” che ti traina verso la libertà di muoverti come e quando ti pare…

E a questa macchina gli voglio bene…

Per non parlare degli undici (senza contare le riserve) che sgambettano sulla sacra erbetta; se il primo amore spesso viene lanciato nell’orbita del “c’eravamo tanto amati”, la squadra del cuore rimane lì per tutta la vita…

E alla mia squadra io gli voglio bene, anche se non vince mai…
io gli voglio bene, come Totti al suo pallone…

E la prima casa: un buco dove per muoverti inventavi un balletto ogni mattina, ma era lei ed era tutta tua…

E alla mia casa io gli voglio bene, anche se non c’è il mare…

Una licenza poetica e una lista di ricordi da mettere in tasca; perché il cammino è lungo, la strada è tanta e la dolcezza di un “mi ricordo che…”, fa sempre bene. Il nuovo singolo che non poteva aver miglior collocazione se non quella estiva, è denso di colori come ci racconta il video firmato dalla SlimDogs e girato nell’assolata capitale, dove è bello ritrovarsi in un arcobaleno…