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Mika fa pace con la sua identità: “My name is Michael Holbrook” è il suo nuovo album

A dodici anni dal grandioso debutto di Life In Cartoon Motion lanciato dall’indimenticabile Grace Kelly, il nuovo progetto di Mika arriva – dopo grande attesa – sull’onda del successo di Ice Cream, hit estiva indiscussa del 2019, e dei brani Tiny Love, Sanremo, Dear Jealousy e Tomorrow che hanno fatto da apri- pista al nuovo disco.

Mika

Mika

di Alberto Dotti

My Name Is Michael Holbrook ci porta a scoprire l’essenza dell’identità di Mika: l’uomo dietro l’artista. Mika apre il proprio cuore e spalanca le porte sulla propria vita a chi ascolta la sua musica: colori forti e un messaggio intimo ci accompagnano in un disco che è molto più che un semplice disco: si parla di crescere, di prendere in mano la propria vita, mantenendo però viva la semplicità, la genuinità e la vitalità che è in ognuno di noi. L’album è il risultato di un’evidente maturazione artistica di Mika che – attraverso drammi familiari e gioie personali che l’hanno portato ad aprirsi di più – riesce ora a dare una vera e propria svolta alla propria carriera, prendendosi anche qualche rischio e voltando nettamente pagina rispetto al passato. Ma non finisce qui: altre gemme dell’album sono Paloma, dedicata alla sorella sopravvissuta a un terribile incidente, la ballata Ready To Call This Love in duetto con Jack Savoretti, l’intimissima Blue, e poi Cry, Platform Ballerinas, I Went To Hell Lastnight e Stay High.

Che rapporto c’è tra Mika e Michael?
Ho sempre avuto un brutto rapporto con il mio nome. L’ho sempre associato alle multe, alle cose burocratiche. Ma è comunque il nome di mio padre: forse è anche per questo se ne ho preso le distanze…Avevo bisogno di liberarmi, di prendere il volo. Ma sapevo che prima o poi avrei dovuto fare i conti con me stesso.
Questo disco ha risolto il conflitto?
Assolutamente sì. All’inizio non pensavo nemmeno di chiamarlo così. Mio padre ha sempre nascosto la sua storia: io diciamo che ho cercato di tirarla fuori. Attraverso il pianoforte ho riscoperto chi sono e da dove vengo. Questo album mi ha permesso di rimettere a posto le cose, ecco.
Cosa è per te il successo?
Pagarmi le bollette. Lo so, sembra strano. Ma è così. Il successo è vero quando puoi proiettarti con distanza. È libertà di esprimersi senza esser controllato, senza esser vincolato. È autonomia artistica. So che spesso appare come una contraddizione, ma non per me.
Sanremo è un brano molto romantico, come ti è venuto? E perché proprio Sanremo?
È il primo posto dove sono stato in italia. Da piccolo ricordo che si partiva con la famiglia dal sud della Francia e si scendeva in Liguria, tra Bordighera e Sanremo. Ci venivamo spesso. La canzone non parla del festival, ma del mio ricordo dell’Italia: un paese nel quale improvvisamente mi sono ritrovato e che improvvisamente ha iniziato ad amarmi. Sanremo era qualcosa che volevo avere ma che non sapevo come avere. Per quanto sia in difficoltà in questo periodo, sono felice di poter affermare che questa sarà la prima volta che in tour canterò completamente senza ansia almeno la metà delle canzoni della track list… un successo “Mika” da ridere!
Qualche dettaglio sulle date in Italia?
Sia le grafiche che le transizioni saranno in italiano. Inoltre, il Revelation tour mi permetterà di avere un rapporto diretto e molto intimo con il pubblico. La scenografia sarà come un’installazione, un’opera d’arte: volevo qualcosa di puro e intenso. È un’estrazione del mio mondo. Avrò anche un pianoforte magico che farà cose spettacolari, ti dico solo questo.
Hai qualche progetto in tv?
La voglia c’è. Casamika avrei potuto portarlo anche in Spagna, America e Sud America. Ma ho rifiutato perché dovevo scegliere se fare tv o dedicarmi all’album. Ho fatto la decisione giusta, ne sono sicuro. Rispetto al futuro in televisione c’è un’idea… ma non posso ancora dire niente!
Sei felice di venire in Italia?
Alla follia. Per me sarà una emozione viaggiare da un estremo all’altro della Penisola. Con Stasera CasaMika vi ho invitati tutti a fare festa a casa mia, stavolta sarò io a venire a casa vostra. Verrò bussando alla vostra porta, città per città.  Spero mi accoglierete!

Il tour italiano promosso da Barley Arts si articolerà in ben 12 tappe nelle grandi arene di altrettante città, un record per un artista internazionale di grosso calibro:
Dom 24 Novembre, TORINO (Pala Alpitour); Mar 26, ANCONA (PalaPrometeo); Mer 27, ROMA (Palazzo dello Sport); Ven 29, CASALECCHIO DI RENO, BOLOGNA, (Unipol Arena); Sab 30, MONTICHIARI, BRESCIA (PalaGeorge); Lun 2 Dicembre, LIVORNO (Modigliani Forum); Mar 3, ASSAGO, MILANO (Mediolanum Forum); Sab 1 Febbraio 2020, PADOVA (Kioene Arena); Dom 2, BOLZANO (PalaOnda); Mer 5, NAPOLI (Teatro PalaPartenope); Ven 7, BARI (Palaflorio); Sab 8, REGGIO CALABRIA (Palacalafiore).

Il giro proseguirà nella primavera del 2020 negli Stati Uniti, in Canada, Sud America, Giappone, Cina e
Korea.

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Sanremo 2017, Mika: “Sto preprando il nuovo album”: l’intervista

Mika arriva al Festival di Sanremo e contagioa l’Ariston con la sua energia. Lo ho intervistato.

Mika a Sanremo

Mika a Sanremo

Tornerà Casa Mika?
Sì e con tante novità. Voglio fare musiche nuove.
Diventeranno disco?
Sto lavorando a un nuovo album. Ma le musiche non sono connesse necessariamente a quelle che so creando per il programma Rai. L’anima di Sanremo è l’Orchestra. Quella rimane sempre al di là di chi conduce.
Cosa farà stasera?
Un medley delle mie canzoni e un omaggio musicale a George Michael.
Le piace?
Non lo ho mai conosciuto ma sono stato un suo stalker artistico. Ho voluto lavorare dove lui stesso ha lavorato. Non credevo che morisse così giovane. Lo omaggio con grande voglia. Farò Jesus to a Child.
Come sono andati a X Factor Manuel Agnelli e Alvaro Soler che sono a Sanremo anche loro?
Qui ho trovato anche dei concorrenti. Vedere qui Michele Bravi e Chiara, che hanno superato momenti difficili, mi fa provare per loro ammirazione. Non importa da dove vieni ma come combatti la sfida dopo. Sono felice di vedere il viaggio dei due artisti.
I due giurati?
Chissenefrega della mia opinione. Io a X Factor mi sono divertito tanto ma è arrivato il momento che dovevo fare altro. Tre è il numero magico.
Come è lo stato di salute della musica italiana?
C’è poca musica indie. Non ci sono locali: la mancanza di cultura dei locali è un grosso problema. Da lì vengono tutte le più belle cose.
Dove sono le sue origini?
Mi sento apolide. E il mio nomadismo è all’origine della mia musica.

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Piccola Orchestra di Tor Pignattara a Stasera Casa Mika

La Piccola Orchestra di Tor Pignattara, composta da ragazzi adolescenti italiani, immigrati di seconda generazione e richiedenti asilo, è tra gli ospiti della terza puntata di Stasera Casa Mika in onda martedì 29 novembre in prima serata su Rai 2.

Piccola Orchestra di Tor Pignattara

Piccola Orchestra di Tor Pignattara

La Piccola Orchestra di Tor Pignattara riunisce ragazzi e ragazze di varia provenienza (Italia, Filippine, Eritrea, Cina, Egitto, Nigeria, Senegal, Romania, Ghana ed Ecuador) in un laboratorio permanente sociale e musicale che dal 2012 si svolge a Roma e in cui si suonano strumenti di ogni parte del mondo e vengono accolte musiche, storie ed esperienze di ogni angolo del pianeta. Un esperimento di integrazione, tra i pochi in Italia, che in questi anni attraverso la musica ha fornito ai ragazzi strumenti di crescita umana e culturale e un nuovo modello di confronto e condivisione. In questi anni l’Orchestra ha puntato con forza sulla creatività dei componenti del gruppo nella convinzione che arte e cultura  possano essere di grande aiuto per superare difficoltà e disagio.