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Non cede il fronte dei Modena City Ramblers

I Modena City Ramblers

I Modena City Ramblers aprono un nuovo fronte occidentale. Non c’è niente di nuovo ma bisogna tenerlo aperto. “Niente di nuovo sul fronte occidentale” parla di ferite ancora aperte che tormentano il nostro paese: si va dalle “Due magliette rosse” che rievocano il regime di Pinochet  a “Il giorno che il cielo cadde su Bologna”, che col ritmo di una Spoon River parla di morti ammazzati ingiustamente. Note Spillate ha intervistato Francesco Moneti, violista del gruppo.

Come è il vostro concerto.
E’ basato su “Niente di nuvo dal fronte occidentale”.
I classici ci sono?
Certo. La nostra storia parte nel 1991 e dunque le canzoni che più il pubblico ha amato non possono mancare. Ma dobbiamo spingere il nuovo arrivato, i live restano ormai la sola forma di promozione.
L’ album d’esordio però è del 1993.
Giusto, era “Combat Folk”.
Un doppio in questo periodo è ardimentoso.
Anche anacronistico ma avevamo tutto.
Che intende?
Credo sia un bell’oggetto musicale che va oltre l’aspetto musicale.
Nella vostra storia tante anime.
La matrice è irlandese ma abbiamo attraversato il pop, il rock, il punk, il reggae e pure il dub.
Avete suonato molto all’estero.
Se pensiamo che siamo un gruppo connotato in una regione anche per il nome che portiamo ne abbiamo fatto tantissimi.
Anche il sud vi ama nonostante siate i Modena.
Io sono un infiltrato toscano nel gruppo ma è vero, in Sicilia su duemila persone in piazza il novanta per cento è locale.
Lei collabora anche con la Casa del Vento.
Li ho conosciuti che ero minorenne e ho partecipato a ogni loro disco.
Con Luca Lanzi avete appena finito un tour speciale.
Io la chiamo zingarata. Abbiamo riproposto il repertorio degli esordi, essendo entrambi siamo nati con la Casa nel Vento.
Collaborazione che proseguirà?

Mi hanno chiesto di essere più presente. Ce le metterò tutta.
Il futuro dei Modena?

A maggio ci fermiamo poi si parte col tour estivo

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Casa del Vento e Modena City Ramblers…un viaggio per due nelle nostre coscienze

La locandina dei "Giorni dell'Eden Tour"

E’ una musica da esportazione genuina quella di  Luca Lanzi della Casa del Vento e Francesco Moneti dei Modena City Ramblers: amici nella vita, animati dalla voglia di costruire qualcosa insieme, un vero progetto.
Luca Lanzi cos sta combinando con l’amico Moneti?
Entrambi siamo nati con la Casa del Vento poi lui è passato con i Modena. Ma le radici comuni ci uniscono e vorremmo rilanciare le sonorità folk-rock.
Sono le radici della Casa del Vento.
Proprio così. Lui se ne è andato presto ma ha collaborato praticamente a tutti i nostri dischi. Ci uniscono un legame antico e affinità musicali.
Avete altre idee comuni?
Stiamo riflettendo su un percorso comune.
Tipologia?
In inglese e in forma acustica. Per me è una lingua nota, avendo una moglie inglese . E comunque mi attrae.
In concreto?
Partire in due anche per pochi soldi e divertirci a suonare nei club.
Casa del Vento che fa?
Siamo quasi pronti per il tour legato al disco “Casa dell’Eden”:
Dopodiché?
Forse il prossimo passo potrebbe essere un disco dal vivo.
Una novità per voi.
Non ne abbiamo mai fatti. Inoltre con Sauro Lanzi ci piacerebbe rimettere insieme il gruppo originario.
Per fare che?
Rileggere i nostri inizi.
Patti Smith vi ha voluto come collaboratori.
Abbiamo partecipato al suo ultimo disco “Banga” con  “Seneca”, ballata dedicata al figlio di Steven Sebring il regista che ha diretto il film documentario “Dream of life” sulla vita di Patti, e “Costantine’s dream” dedicata a San Francesco d’Assisi e Piero della Francesca.
Bella soddisfazione, vero?
Eccome, anche perché abbiamo  suonato insieme dal vivo.
In Italia come è stato vissuto questo sodalizio?
E’ passato quasi inosservato. Ci aspettavamo un po’ più informazione da parte della stampa musicale specializzata. Ma non è stato così.
Occasione persa?
Posso sottolineare solo il nostro dispiacere.
Si contiene.
Suonare con Patti Smith non capita ogni giorno.