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White Lies, altri due concerti in Italia

Dopo i due intensissimi live dello scorso novembre a Milano e Roma, i White Lies tornano per coinvolgere nuovamente il pubblico italiano, in due appuntamenti: 27 luglio a Ferrara sotto le stelle – Cortile interno del Castello e il 29 luglio a Sestri Levante al Mojotic Festival – Ex-convento dell’Annunziata.

White Lies

White Lies

A ottobre 2016 è uscito il quarto album della band inglese, Friends, che è entrato subito in Top20 in molti paesi europei. Riconfermando il loro stile unico sia nella scrittura che dal vivo. A gennaio è uscito il nuovo ed energico singolo Don’t want to feel it.  Dopo il successo del disco d’esordio, To Lose My Life, accompagnato da hit come Farewell To The Fairground, Death e To Lose My Life, che ha vertiginosamente scalato le classifiche di vendita piazzandosi al numero 1 in UK, i White Lies pubblicano nel 2011 il loro secondo album, Ritual, prodotto da Alan Moulder (già collaboratore di Depeche Mode, N.I.N., Smashing Pumpkins) anch’esso conquista le classifiche inglesi, piazzandosi in pochi giorni al terzo posto.  Dal vivo il trio originario di Ealing è capace di dipingere atmosfere scure e allo stesso tempo adrenaliniche, rendendo i loro show davvero unici. I testi poetici sono scanditi dalla voce decisa e teatrale di Harry Mc Veigh e accompagnati dal basso e dalla batteria rispettivamente di Charles Cave e Jack Lawrence Brown. Si confermano una tra le live band più emozionanti della new new-wave inglese. Dopo aver girato il mondo, suonando nelle migliori location e festival, tornano finalmente nel nostro Paese per due show imperdibili.

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Tame Impala: dall’Australia con furor (di popolo)

Tame Impala

Il loro nome è per molti un mistero, almeno per chi non ha mai fatto un safari fotografico nel cuore dell’Africa (quindi diciamo l’80 per cento della popolazione mondiale) o non s’intende di zoologia di quelle zone (quindi diciamo il 90 per cento della popolazione mondiale). Stiamo parlando dei Tame Impala, la band australiana più amata dell’ultimo quinquennio che si è battezzata in questa stramba maniera per rendere omaggio all’antilope africana della savana. Formatisi a Perth nel 2007, hanno sfornato per ora un EP e due album in studio che non solo hanno raccolto i favori della critica, ma anche entusiasmato incredibilmente il pubblico di tutto il globo.

Nonostante il genere musicale prescelto dal gruppo non sia certo quello più in voga in questi anni, ossia l’indie rock psichedelico, i Tame Impala si sono guadagnati il quarto posto nella classifica dei dischi più venduti in Australia nel 2010 con il loro esordio, “Innerspeaker”, e l’ottantesima posizione tra gli album più gettonati in Italia nel 2012 con la seconda fatica, “Lonerism”. Non male, visti i presupposti: capelloni, strambi, introversi, intimisti, avversi alle mode e lontani anni luce dal pop.

Anche se tra le note di alcuni pezzi (come la celebre hit “Feels Like We Only Go Backwards”) s’intravede molto di quel power pop portato in auge da mostri sacri di quel genere come i Beatles…Eppure, dai 4 di Liverpool, i 4 di Perth (anche se da poco si è aggiunto Julien Barbagello al quartetto) hanno ereditato semmai l’amore viscerale per quei suoni psichedelici e sperimentali che rendono l’ascolto di ogni loro pezzo un vero e proprio trip con retrogusto alla Woodstock. Dal momento che ogni loro brano assomiglia a una favola sussurrata nell’orecchio, non c’è luogo più azzeccato per ascoltarli dal vivo della Baia del Silenzio di Sestri Levante, anche conosciuta come Baia delle Favole in omaggio a Hans Christian Andersen (lo scrittore danese a cui si devono capolavori fiabeschi come “La sirenetta” e “La principessa sul pisello” che s’innamorò dell’insenatura da Mille e una notte della cittadina ligure). Proprio qui, presso l’ex Convento dell’Annunziata, la band australiana si esibirà il 13 agosto, chiudendo l’edizione di quest’anno del sempre più interessante Mojotic Festival.

E da tutta Italia i fan dei Tame Impala sono pronti a partire per non perdersi il live dell’anno: Kevin Parker, Dominic Simper, Jay Watson, Nick Allbrook (che non si è ancora capito bene se ha davvero lasciato la band o meno) e Julien Barbagello ammalieranno tutti a suon di note fatate tratte da “Innerspeaker” e “Lonerism” in una cornice così estasiante che, se Andersen potesse assistere al concerto, di sicuro ne uscirebbe una nuova fiaba. Probabilmente la migliore.

(Presentazione di Camilla Sernagiotto)

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Baustelle portano il loro "fantasma" nella Baia del Silenzio

Baustelle

Si chiama Baia del Silenzio, eppure anche lei di tanto in tanto ama alzare un po’ il volume e ascoltare buona musica per tutta la sera. Ed è per questo che il Mojotic Festival l’ha eletta reginetta del ballo, scegliendola come location dei migliori appuntamenti d’estate in cartellone. Per chi ancora non conoscesse una delle realtà più interessanti della scena indie rock nostrana, Mojotic è l’associazione culturale che dal lontano 2005 promuove eventi alternativi in Liguria e che dal 2008 organizza ogni estate a Sestri Levante (Genova) la rassegna musicale che fa gola a tutti i musicofili dal palato più fino.

Dopo aver portato niente po’ po’ di meno che i Blonde Redhead, Joan As Police Woman, Patrick Wolf e Bonnie Prince Billy a mangiare trofie al pesto, testaroli e focaccia appena scesi dal palco, dopo aver fatto suonare i Verdena alla Bocciofila Rivana (in perfetto hipster style) e Dente nell’ex-Convento dell’Annunziata e dopo essersi inventati performance all’avanguardia come il gettonatissimo “Shhhh! Silent Disco” (in cui ci si dimena al ritmo della musica ascoltata in cuffia), le menti che stanno dietro al Mojotic hanno pensato bene di invitare la band più apprezzata del panorama cantautoriale alternativo made in Italy: proprio loro, i Baustelle.

Sabato 20 luglio il gruppo capitanato da Francesco Bianconi salirà sul palco montato nella Baia del Silenzio per incantare tutti i presenti con un live che già solo per la cornice varrebbe la pena non perdersi. Protagonista della serata sarà “Fantasma”, sesto disco della band senese uscito quest’inverno e già etichettato come capolavoro sia dalla critica sia dal pubblico. Un concept album di diciannove tracce per il cui arrangiamento Bianconi & Co. si sono avvalsi della collaborazione della Film Harmony Orchestra di Breslavia, che ha contribuito a rendere il brani ancora più coinvolgenti.

Nonostante la label discografica di Fantasma abbia un nome altisonante (Warner Atlantic), i Baustelle per la prima volta hanno assunto il ruolo di produttori artistici di se medesimi, curando in tutto e per tutto (assieme all’ingegnere del suono Marco Tagliola) il tappeto sonoro dell’album e mantenendo così quel retrogusto indie e alternativo tanto apprezzato da tutti coloro che ripetono come un mantra “vade retro mainstream”. Sentire “Fantasma” suonato live alla Baia del Silenzio è un’esperienza mistica. O meglio: fantasmagorica.
(Presentazione di Camilla Sernagiotto)

L’intervista di Note Spillate ai Baustelle