0

E’ in arrivo il concerto imPerfetto di Meg

Dopo l’ultimo lavoro in studio, Imperfezione, torna MEG, l’amata cantautrice partenopea, punto di riferimento femminile della musica alternativa italiana, le cui canzoni si trovano in perfetto equilibrio tra tra elettronica e pop, a metà tra tradizione e modernità.

Meg

Meg

Il 29 settembre 2017 esce  Concerto imPerfetto, un disco contenente l’ultimo live della cantautrice che sarà pubblicato dalla sua etichetta Multiformis e distribuito da Artist First. Ad anticipare l’uscita dell’album, ecco il video di Parentesi che racconta il viaggio di MEG attraverso strambi visori stereoscopici che la trasportano dal mondo reale a molteplici mondi da esplorare. Mentre la MEG esploratrice compie questi viaggi di perlustrazione attorno al globo, la MEG “reale” resta immobile in uno spazio che di reale ha ben poco: che si tratti solo di un luogo della coscienza, da cui partono tutti questi viaggi in astrale? Forse si, perché elementi delle varie dimensioni iniziano progressivamente ad intrecciarsi. L’idea del video nasce dal ricordo dei vecchissimi View Master che da bambini indossavamo curiosi e che, semplicemente premendo un pulsante e passando di immagine in immagine, ci trasportavano repentinamente in luoghi sconosciuti regalandoci emozioni da avventurieri: “Credo che noi esseri umani nel corso della nostra vita, viviamo svariate vite, come fossero dei capitoli, ognuno diverso dal precedente, imprevedibili. Non sono per natura una persona che ama guardarsi alle spalle, anzi, ho bisogno di sentirmi in esplorazione costante e di guardare sempre avanti, solo così mi diverto, la sento come una missione”, afferma MEG.

A partire da novembre, MEG sarà impegnata in un tour esclusivamente teatrale, per una tournée invernale che offrirà uno spettacolo raccolto, in grado di coniugare la parte più intimista e acustica e quella più elettronica e sperimentale, estremi che MEG, con questo show, vuole esasperare. Questo spettacolo, infatti, così come il nome della sua etichetta, (Multiformis), riassume la sua carriera eclettica fatta di contaminazioni di diversi stili e suggestioni musicali. Un’occasione unica per vivere un’esperienza intima con MEG. La prima data anunciata è quella di Roma il 21 dicembre con un concerto prenatalizio presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica.
A breve verranno comunicate tutte le date del tour. Prevendite
disponibili da giovedì 22 giugno sul circuito ticketone.it- Sala Petrassi (20 euro platea / 17 euro galleria)

0

Francesco Gabbani, salpa da Verona, tra filosofia e allegria, il tour di Magellano

Palpabile l’emozione di Francesco Gabbani che sottolinea l’orgoglio per l’obiettivo raggiunto con il nuovo disco Magellano (grafica dei ragazzi di ShipMate Milano), certificato disco d’oro in un mese. Dal Teatro Romano di Verona lo attende con un live che deve la sua forza alle tracce del nuovo disco. Lo abbiamo incontrato e intervistato.

Francesco Gabbani a Verona

Francesco Gabbani a Verona

di Irene Venturi

É stato Amen a far girare il volano, perché?
Non avevo ancora raggiunto la combinazione emotiva ed esperienziale tale per avere le carte vincenti. Non avevo ancora incontrato Fabio Ilacqua e ad oggi non credo di potermi esprimere senza di lui nonostante io stesso sia autore di molti miei pezzi.
Cosa si aspetta dal questo tour ?
Mi aspetto una coerenza di supporto e che affrontino il mio live con lo spirito giusto. Il live è focalizzato sul valore delle canzoni e della musica, senza effetti speciali e filtri. lo ritengo un tour di grande responsabilità in cui spero di poter dare una giusta chiave di lettura al mio pubblico.
Avvertiamo un desiderio di presentarsi più come musicista, giusto?
Sarà un live Rock and Roll, mi divertirò a essere un performer, anche senza la scimmia. La maggior parte del tempo mi vestirò di musica e di strumenti. Mi farò guidare dal pianoforte, la chitarra e le percussioni.
Ultimamente il clima di terrore ha avvolto anche l’ambiente musicale aumentando le misure di sicurezza e le attenzioni. Esiste la tensione e la paura? Spegne la luce o qualcosa rimane ancora acceso?
Spengo la luce. Vogli spegnere la luce per evitare le paure insensate e per poter trasmettere pace anche al pubblico. Tendo a non percepire paura, anche in piazza Duomo per il concerto di Radio Italia è stato così.
Dopo il tour che la vede impegnato in 42 date in tutta Italia cosa la aspetta? Ha il tempo per scrivere canzoni ora?
Mi aspetterà una pausa. Cerco di elaborare le emozioni che mi aspettano in questo tour per ricavarne spunti interessanti per qualcosa di nuovo. Sono ottimista.
Il suo pubblico si riflette in un target under 14 molto presente, come lo interpretato?
Si tratta comunque di canzoni che hanno un doppio livello di lettura. Mi aspetto sempre un pubblico molto eterogeneo. Non pretendo che chi non ha mai colto il significato profondo delle mie canzoni lo capisca ai miei concerti. Nei live tendo a non parlare molto e quindi nemmeno a spiegare ciò che voglio trattare con i miei testi. Faccio il cantante, il mio mestiere è questo. I numerosi bambini nei miei concerti lo ritengo un risultato delle emozioni e dell’energia della mia musica.
In scaletta anche Vengo anch’io di Enzo Jannacci, ti senti un suo erede?
Semplicemente lo sento molto vicino a me. Riesce a combinare la facciata ironica con un’analisi sociale profondissima. Alla fine quanto è vera la frase Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale. Per vedere se la gente poi piange davvero e scoprire che per tutti è una cosa normale e vedere di nascosto l’effetto che fa.

Il Teatro Romanoi di Verona durante il live di Francesco Gabbani

Il Teatro Romanoi di Verona durante il live di Francesco Gabbani

IL CONCERTO
Ci sono 21 i brani in scaletta, arricchita dai brani dei suoi tre dischi. Ci aspetteremmo Occidentali’s Karma in chiusura, a completamento di un cerchio, di un viaggio, ma la troviamo tra le prime proposte come a dare importanza ad altre tappe e voler svoltare per raggiungere una nuova meta. Ci troviamo ad essere pellegrini di un percorso che si declina con suoni rock, elettronici, energici, alternati con intermezzi intimi, introspettivi, che nella loro semplicità arrivano diretti al pubblico. Salite e adrenalina per poi godersi paesaggi mozzafiato, silenziosi, che lasciano spazio al mondo individuale di ognuno. Non sapevamo mica che si andava di là e invece siamo qui. Incontro non casuale il nostro con Francesco che mantiene alta la tensione proponendo sempre nuove domande. Intro con percussioni al grido di Oh Oh Voga, che apre il viaggio musicale con Magellano. Teatro Romano caldo da subito. Si nomina Casanova e non si può far altro che togliersi la felpa, gesto accolto a furor di popolo. The show must go on nonostante una corda della chitarra non voglia collaborare e restare in “equilibrio”. Francesco vuole oscurare il frastuono e la frenesia che circonda per a moment of silence. Niente da fare, è comunque carica elettrica allo stato puro. Credete al destino? Ci crediamo al destino, che finge di essere lontano invece è qui vicino, clandestino. Allora luci accese, eternamente ora, ed è eternamente magia. Secondo cambio della chitarra che sembra non voler far parte dello show. Susanna, brano portato al successo da Adriano Celentano e reinterpretato sul palco di Sanremo da Gabbani, si conclude con un dialogo tra Francesco e il fratello Filippo, batterista e coautore, entrambi alle percussioni. C’è la voglia di tornare piccoli, rivivendo la musica come da bambini, spiriti liberi a cui non servono parole per comunicare quando in mezzo c’è la musica, e così è rimasto.

Francesco si lancia dietro al palco e lo ritroviamo con piacere con le mani che accarezzano il pianoforte, cantando l’amore e il mal d’amore, perché amore è tutto ciò che un essere umano può provare e tutto ciò di cui un essere umano è composto. Il teatro lo segue a squarciagola e telefoni accesi creando lui stesso la scenografia più semplice e bella che un concerto possa avere. Tutto si illumina d’immenso. Alla sedicesima canzone possiamo dire Amen, nonostante non sia ancora ora di andare in pace. La voglia è quella di rimanere fino alla fine. É uno spettacolo impreziosito da molte domande, perché sono le domande che mandano avanti il viaggio. Nell’introdurre i suoi brani Francesco si limita a non dare alcuna risposta ma a porgere solo spunti di riflessione. Si riflette in tutto il suo percorso artistico che vede la necessità di utilizzare una doppia chiave di lettura per ogni sua canzone, perché ognuna cela un’analisi della società attuale e dei suoi aspetti più contorti. Tra le granite e le granate, terza canzone in scaletta, ha come focus il fenomeno dei turisti dell’orrore, impegnati a scattare selfie in posti protagonisti di fatti terribili, e pone l’accento su una società che vive anche le cose belle in modo negativo. Giochi di parole con l’obiettivo di farci ballare senza perdere di vista messaggi non banali sull’esistenza dell’uomo. In conclusione, abbandonata la scimmia, troviamo pachidermi e pappagalli per farci affrontare il tema del complottismo dilagante. Album breve, potremmo definirlo un concept album, ma ricco di suoni e soprattutto di contenuti. E allora Amen e Namastè e continua il viaggio…

0

Vhelade, figlia del mondo: ecco la magia Afrosarda

Non poteva che essere figlio della mezzanotte il primo album della cantante di origini africano/sarde Vhelade nata a Milano da padre zairese e madre sarda. E appunto per rendere omaggio alle sue origini intitola il suo disco di debutto Afrosarda. Si sente la mano saggia e sapiente di Fabio Merigo.

Vhelade

Vhelade

di Carlotta Sorrentino

Il disco, presentato alla stampa nella meravigliosa cornice del giardino di casa Fornasetti a Milano, contiene 14 tracce tra le quali troviamo i primi tre singoli: Oro nero, Insieme e Afrosarda, brano che da il nome all’album. Presenti due importanti feauturing con Tormento e Dargen D’Amico. Afrosada è lo specchio dell’anima della cantante, nel quale si percepisce l’amore che la cantante ha per la vita, madre terra, per il rispetto e le uguaglianze. Il suo live ha suscitato emozioni tra il pubblico, tanto da far commuovere il padre, anche lui artista, che ammirava l’eleganza della figlia. Sicuramente una cantante come Vhelade è una boccata d’aria fresca nel panorama della musica italiana, un’animo sensibile talvolta inquieta che possiamo leggere e trovare nei testi dei suoi brani. Nelle sue canzoni si percepisce l’unione di più generi musicali, che fanno emergere le differenti culture presenti nell’artista.