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Vanessa Semprini omaggia Ivano Fossati con La Casa del Serpente: guarda il video

Esce su YouTube la personale versione acustica di Vanessa Semprini La casa del serpente, brano scritto da Ivano Fossati

Vanessa Semprini

Vanessa Semprini

LA CASA DEL SERPENTE: IL VIDEO

A distanza di un mese dalla rivisitazione del brano di Alberto Fortis Il duomo di notte, la giovane riminese torna con un brano ricco di significato: “Ma la casa del serpente ha i suoi colori e il sole ne sta fuori, non sfiora la fragilità di chi fa della paura una sua serenità” – “un’alternanza d’immagini e parole in questo verso, che racchiude la fragilità dell’essere umano e l’essenza profonda del brano” –così descrive il brano Vanessa Semprini. Il brano registrato all’Aisha Studio di Milano, vede la produzione artistica del Maestro Umberto Iervolino. Attualmente Vanessa Semprini è impegnata nella semifinale nazionale di Area Sanremo nella sezione “Nuove proposte”.

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Marco Mengoni, tutto è pronto per il tour: via il 27 aprile 2019 da Torino

Da venerdì 19 ottobre in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali arrivano VOGLIO e BUONA VITA. Per la prima volta MARCO MENGONI sceglie ben due brani per anticipare il suo prossimo disco di inediti che uscirà il 30 novembre su etichetta Sony Music.

Marco Mengoni in concerto

Marco Mengoni in concerto

L’ANTEPRIMA >> La release di venerdì è stata preceduta da una speciale anteprima in cinque città italiane dove, grazie alla collaborazione con Musement, Marco ha incontrato alcuni fortunati fan e ha condiviso con loro il primo ascolto dei due singoli. Milano e l’Orto Botanico di Brera, Roma e il Chiostro del Bramante, Firenze e Palazzo Strozzi, Venezia e Cà Pesaro, Napoli e il Museo Pietrarsa: queste le cinque città e i luoghi dove la bellezza, uno dei temi portanti del progetto, viene esaltata.

LA MUSICA >> Entrambe le tracce segnano un’importante svolta per Marco dal punto di vista  artistico, grazie ad un sound inaspettato che passa attraverso esperienze musicali molto diverse. In pittura e in fotografia, il contrasto è mancanza di sfumature nei colori, e così la giustapposizione di luce e ombra è il filo conduttore di questi primi due brani, che aprono una prima importante finestra sull’intero disco. I due brani usciranno per la prima volta in contemporanea nei paesi di lingua spagnola nelle due versioni Quiero e Buena Vida.

VOGLIO >> è un’esplosione di energia, di vita e di desiderio, un uptempo scritto da Marco insieme ad Andrea Bonomo e Gianluigi Fazio. “VOGLIO gioca con il contrasto senza sfumature, con un tempo verbale che poche volte ho usato nella mia vita e qui viene ripetuto quasi a perdere valore e significato originario – racconta Marco – Questo pezzo prende ad esempio luoghi comuni, modi di dire e atteggiamenti di vita quotidiana che vengono ribaltati ed esasperati frase dopo frase, dove tutto è il contrario di tutto. Io e miei musicisti abbiamo lavorato in studio e l’arrangiamento è quindi istintivo e “sporco”, in un rimpallarsi veloce di battere e levare coerente con il contrasto che il pezzo stesso rappresenta.

BUONA VITA >> cambia nettamente l’approccio testuale e il suono. Scritto da Marco a quattro mani con Fabio Ilacqua e prodotto da El Guincho (già produttore dell’ultimo lavoro di Rosalia), questo brano lascia spazio a sonorità inedite che accompagnano un manifesto per augurare il meglio a chi c’è e a chi non c’è più. “In superficie è una canzone allegra, armonicamente in maggiore che però nasconde un significato molto profondo – spiega Mengoni – Un allontanamento da tutti i compromessi a cui la vita ci ha obbligato, volere bene a prescindere dalle esperienze e quindi augurare un buon percorso a tutte le persone che hanno fatto, fanno e faranno parte del nostro vissuto. Il contrasto ritorna anche in questo brano, vestito da influenze latine e allegre che ho incontrato durante il mio viaggio. Ho ascoltato musica molto lontana dalla nostra e, in questo caso, ho preso spunto da un genere che nasce in una piccola isola dei Caraibi, dove canzoni apparentemente leggere raccontano storie molto profonde e importanti”.

Ma per questo nuovo progetto torna anche il live con #MengoniLive2019. Annunciate le prime date del tour prodotto e distribuito da Live Nation che partirà il prossimo 27 aprile da Torino (PalaAlpitour), poi arriverà a Milano (Mediolanum Forum – 1 maggio), Roma (8 maggio – PalaLottomatica), Bari (13 maggio – Palaflorio), Caserta (16 maggio – Pala Decò), Eboli (18 maggio – Palasele), Firenze (21 maggio – Nelson Mandela Forum), Verona (24 maggio – Arena di Verona), Rimini (29 maggio – RDS Stadium), Bologna (30 maggio – Unipol Arena).

I biglietti per #MengoniLive2019 saranno eccezionalmente acquistabili sulla app ufficiale Marco Mengoni per 48 ore a partire dalle ore 10.00 di lunedì 22 ottobre. Dalle ore 10.00 di martedì 23 ottobre partirà la prevendita My Live Nation riservata agli utenti registrati su www.livenation.it, mentre dalle ore 11.00 di mercoledì 24 ottobre si potranno acquistare su tutti i canali ufficiali e i punti vendita autorizzati.

Radio Italia è radio ufficiale di #MengoniLive2019.

Link download App Ufficiale: http://tosto.re/marcomengoniapp
Link pre-save: https://SMI.lnk.to/Voglio-BuonaVitaIn

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U2, Innocence + Experience Tour al Forum di Assago: il racconto

Seconda data italiana per il mastodontico Experience + Innocence Tour e secondo sold-out per il Mediolanum Forum, gremito di spettatori di ogni età. Un gruppo che, dopo oltre 40 anni dalla loro formazione, ha ancora molto da dire e da raccontare al suo pubblico. Sono gli irlandesi U2 i protagonisti della serata.

U2 a Milano

U2 a Milano

di Federico Moia

Il gruppo – uno dei più importanti della storia del rock – regala al capoluogo meneghino una grandissima esibizione in cui la musica è importantissima, ma è solo parte di uno spettacolo più grande e complesso. Grandi canzoni, come si diceva, quattro musicisti in formissima, un impatto visivo grandioso e intelligente nella sua semplicità e, soprattutto, un messaggio universale di fraternità, amore, generosità e unione di cui gli irlandesi sono i portabandiera da moltissimi anni, come ben sa chi segue il gruppo. Con grande gioia di tutti i fan, la seconda data milanese non è stata una mera replica della serata precedente, ma ha saputo regalare a tutti i presenti alcune chicche esclusive, che la faranno ricordare a lungo.

Una lunga intro, sulle note di Love is All We Have Left e di Zooropa, in cui vengono proiettate sul megaschermo – che sarà l’elemento fondamentale della scenografia – immagini di alcune città europee distrutte all’indomani della Seconda Guerra mondiale. L’idea di Europa unita, perno di tutto lo show, viene subito messa in chiaro. Dopo questo potente filmato iniziale, ecco il primo pezzo su cui, finalmente, si
presentano i quattro musicisti, tra le ovazioni del pubblico. Si tratta di The Blackout, uno dei brani dell’ultimo album Songs of Experience – seguito ideale del precedente Songs of Innocence del 2014. Il palco, anzi i palchi, sono enormi e gli U2 giocano con la scenografia, facendola diventare parte integrante dello show. Due palchi, uno appunto gigantesco, l’altro più intimo, collegati da una lunga passerella-
megaschermo in cui i quattro entrano letteralmente durante l’esecuzione di Stay (Faraway, so Close), sovrastati dalle immagini, dalle luci e dai colori che vengono proiettati da tutte le parti, trasformando l’arena in un arcobaleno popolato di volti felici e sorridenti. Più di 10.000 persone che saltano, ballano e cantano incessantemente per tutte le due ore dello show, dirette magistralmente dall’istrionico Bono, al
secolo Paul David Hewson, che sarà il vero mattatore della serata, togliendo, forse, un po’ di visibilità ai compagni di una vita, almeno agli occhi del grande pubblico. I più appassionati, certamente, hanno riconosciuto come le performance del chitarrista The Edge, del bassista Adam Clayton e del batterista Larry Mullen Jr. siano state a dir poco fenomenali.

Dopo i primi brani, un filmato animato ci proietta nella seconda parte dello show, quella più intima e raccolta, che non a caso si svolge sul palco minore. Il poco spazio costringe i musicisti a unirsi, farsi vicini. È la metafora della storia della band, che dopo lo strepitoso successo dei primi dischi si trova quasi sepolta, oppressa dalla gloria e dalla fama. È la metafora che dà il nome al tour. L’innocenza di una band viene messa a dura prova dall’attrattiva sensualità dei riflettori. È un lungo cammino, anche interiore, attraverso il quale si viene tentati continuamente dalla fama. Bono, veste i panni del diavolo tentatore Macphisto, prima di lanciarsi nell’acclamatissima Elevation, seguita a ruota da altri due dei brani più amati del gruppo Vertigo e Even Better Than the Real Thing, rispettivamente dagli album How to Dismantle an Atomic Bomb del 2002 e dal famigerato Achtung Baby, probabilmente l’album più famoso della band, targato 1990. Insomma, un lungo percorso attraverso l’intera discografia della band. Un percorso in cui, come ricorda Bono, l’esperienza si trasforma in saggezza. Proprio in questa seconda parte le prime stoccate del gruppo, da sempre attivo nelle battaglie sociali, alla delicatissima e complessa situazione politica e sociale di odio e discriminazione che incombe sull’Europa e in cui anche l’Italia è tra i Paesi più coinvolti. Bono – sempre nei panni di Macphisto – allude in modo esplicito alle recentissime uscite del governo in tema di politica interna, come la proposta di costringere alla chiusura entro le 21 i “negozi etnici”. Forse il paragone con Mussolini è un po’ scontato, ma fa ben capire quale sia la posizione politica del gruppo irlandese, che ricordano al pubblico italiano come “la grande città europea Milano” si meriti ben più dei politici attuali. L’unione, la fratellanza, la generosità e l’accoglienza saranno quindi il leit-motiv di tutta la seconda parte del concerto, che si snoda con equilibrio tra gli inediti del disco, tra cui Get out of your Own Way e Summer of Love e i brani storici che tutti i fan attendevano come Pride (In the Name of Love) e New Year’s Day. Sui maxi schermi vengono proiettati filmati drammatici a cui i notiziari degli ultimi mesi ci stanno tristemente abituando. Gommoni in mare, migranti che fuggono da città bombardate e distrutte dalla guerra, scene di povertà e miseria. Dall’altra parte della barricata, cortei anti-immigrazione e raduni di naziskin. Una realtà che affligge allo stesso modo tutta l’Europa, in bilico tra la difficile gestione del fenomeno migratorio e l’incombente avanzare dei sovranismi. Ma le immagini di dolore e sofferenza si trasformano presto in un messaggio di speranza. Volti sorridenti, abbracci generosi e una vera intesa tra esseri umani a suggellare quei valori di cui gli U2 si fanno da sempre alfieri. L’ultimo brano City of Blinding Lights, introdotto dall’Inno alla Gioia di Beethoven e sulle note del quale viene issata una gigantesca bandiera dell’Unione Europea ci ricordano quali sono i valori sui quali è stata costruita la civiltà del nostro continente.

L’encore ci regala altri quattro brani, tra cui la primissima live di Landlady, dal nuovo album, un inno alle donne di tutto il mondo e alla parità tra i sessi, e alla famosissima One, sempre da Achtung Baby, insieme all’ultimo Songs of Experience l’album più rappresentato. Mentre sfumano i colori e la musica non mancano ringraziamenti e parole di stima per Milano e per l’Italia intera da parte di Bono e compagni, al termine di un concerto che va al di là del mero intrattenimento musicale. Un’esperienza che prima di tutto vuole far riflettere e che vuole trasmettere le idee del gruppo su tanti temi di attualità. Missione raggiunta, vedendo l’entusiasmo del pubblico e la pioggia di applausi quando alla fine il gruppo scende dal palco.