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Rosalia conquista l’Italia con El Mar Querer

Molto amata in Spagna e presentata già dalla stampa internazionale come l’artista da tener d’occhio del 2018 soprattutto dopo la sua esibizione all’ultimo Sònar, Rosalìa annuncia l’uscita del suo atteso secondo album, “El Mal Querer,per il 2 novembre. La cantante di Barcellona ha scritto i testi e le musiche e ha anche co-prodotto l’album insieme a El Guincho.

 

Rosalia

Rosalia

Con l’album di debutto “Los Ángeles”, Rosalìa aveva già ricevuto il Best New Artist Latin Grammy e aveva già dimostrato la capacità di riuscire a creare un mix unico tra le più classiche influenze del flamenco e i suoni urban più contemporanei. Ultimamente il suo suono e il suo stile sono diventati ancora più particolari, anche grazie ai video pioneristici di “Malamente” e“Pienso En Tu Mirà”, e la fan base spagnola di Rosalìa è cresciuta enormemente, come in un secondo momento quella di livello internazionale.

 

Tra i fan di Rosalìa si possono annoverare anche Pharrell Williams, Khalid, J Balvin, Juanes, Romeo Santos, persinoPedro Almodóvar è stato conquistato dall’indubbia qualità dei video e ha scelto di far debuttare in veste di attrice nel suo nuovo film “Dolor y Gloria”  la cantautrice ventiquattrenne al fianco di Penélope Cruz.

 

«El Mal Querer rappresenta il modo in cui io intendo il flamenco oggi», ha raccontato Rosalìa, «ho lavorato due anni interi della mia vita su questo progetto, costruendolo senza fretta. Mi ha aiutato a migliorare e a crescere come musicista, compositrice e produttrice, e per questo sono grata. Il mio sogno è sempre stato quello di condividere la mia musica con le persone e queste sono canzoni create proprio per tutti».

 

In attesa di pubblicare il suo album, Rosalìa è al momento negli Stati Uniti dove si è già esibita al Hollywood Bowl a Los Angeles e in uno showcase per i Latin Grammy a Miami con Juanes.

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Claudio Baglioni Al Centro della Musica: recensione, scaletta e date

Per festeggiare i 50 anni della sua carriera, Claudio Baglioni sceglie uno spettacolo a 360° degno di uno dei pilastri della musica italiana. L’Arena di Verona è stata scelta come luogo di inizio per questo memorabile tour ospitando l’artista per tre serate di fila, di cui quella di sabato 15 trasmessa in diretta su Rai 1 alle ore 21:00 (regia di Duccio Forzano).

Claudio Baglioni fotografato da Angelo Trani

Claudio Baglioni fotografato da Angelo Trani

di Antea Morbioli

La grande sfida è stata quella di voler posizionare il palco al centro inaugurando così, sia per l’Arena sia per  Claudio Baglioni, un’esperienza unica nel suo genere. Tutti i posti sono quindi numerati per ospitare fino a 17 000 spettatori, dando la possibilità al pubblico di godere di una visuale totale e senza aree privilegiate. Con 450 metri quadrati e 8 pedane computerizzate, il palco fa da scenario a quello che Baglioni definisce viaggio: il percorso senza soste ma incredibilmente piacevole che ha sperimentato insieme a tutti gli organizzatori nella preparazione dello show, ma anche il ripercorrere delle tappe importanti della sua carriera insieme ai suoi fan. Difatti lo spettacolo è stato concepito come un romanzo musicale da narrare in ordine cronologico, ovvero dalla prima canzone del 1968 fino ad oggi, scegliendo 35 brani su un repertorio di 400 totali e facendo in modo che ciascun album abbia almeno un pezzo che lo rappresenti all’interno dello
spettacolo. In occasione di questo evento, esce anche il cofanetto contenente 4 CD con 50 successi del grande artista e il video musicale di Al centro (ora online), che rappresenta il vero e proprio viaggio di una folla entusiasta, mescolata a grandi volti del cinema italiano, per arrivare in Arena dove si trova Claudio.

Concerto
Lo spettacolo inizia con il brano che dà nome al tour, Al centro. Un brano strumentale con un grande coro, poiché Baglioni stesso ammette di aver voluto creare una sorta di colonna sonora dedicata a tutta la sua carriera. Il palco è sfruttato pienamente: sulla sua superficie vengono proiettate immagini diverse a seconda delle situazioni e nei quattro angoli si trovano i vari musicisti, in tutto 22 e polistrumentisti. Dei ballerini camminano veloci da una parte all’altra con delle valige in mano (simbolo per eccellenza del viaggio) ma alla fine sul palco rimane solo un viaggiatore: Claudio Baglioni, che fa emozionare subito con Questo piccolo grande amore e il pubblico si illumina di lucine colorate. “Benvenuti, bentrovati e bentornati nel mercato delle emozioni e delle sorprese” così Claudio saluta le persone venute ad acclamarlo, mentre il palco si trasforma in una piazza con un via vai di ragazze corteggiate da militari sulle note di Porta Portese. Prende in mano la chitarra per Quanto ti voglio, mentre coppie di ballerini danzano leggiadre attorno a lui. Il romanticismo continua nei successivi Con tutto l’amore che posso e Amore bello dove l’Arena si tinge di rosa, per poi lasciare spazio a W l’Inghiterra, in cui Baglioni si ritrova circondato da scozzesi e ombrelli in vero stile british. Torna alla chitarra per Io me ne andrei e con E tu scalda tutti i cuori, mentre il mare  sul suolo sfiora di continuo i suoi piedi. “Ho anche corso da fermo per andare il più lontano possibile” afferma Claudio, anticipando Poster e poi a ruota Sabato pomeriggio, Quante volte e Solo. Quando è il turno di Un po’ di più delle ragazze ballano in modo molto sensuale su delle sedie e, dopo altri brani, è ora di accontentare anche il pubblico femminile con un gruppo di ragazzi euforici e atletici che si scatena con Via. Fino a ora la serata è stata un’esplosione di colori, coreografie e scenette coinvolgenti magistralmente coordinate dalla regia di Giuliano Peparini, il quale ha ammesso quanto fosse stato difficile creare uno show per qualcuno che si ammira, ma allo stesso tempo anche facile poiché le immagini uscivano spontaneamente attraverso il racconto delle varie canzoni. È quindi il momento di fare una breve pausa, come suggerisce l’entrata in scena di un pianoforte suonato da Walter Savelli, per dare tempo al protagonista di cambiarsi d’abito. Claudio rientra con una chitarra e intona Strada facendo, accompagnato unicamente dalle coriste. Anche in questa seconda parte, è un susseguirsi di canzoni senza sosta come Avrai, Uomini persi e Notte di note, note di notte, dove sembra di essere in un sogno con tanto di funambolo acrobatico. E ancora tanti brani, Baglioni non mostra nessun cenno di stanchezza e la sua voce risuona del tutto limpidissima mentre canta insieme al pubblico Mille giorni di te e di me e poi, con Acqua dalla luna, lascia spazio ai bravissimi giocolieri e circensi che condividono con lui il palco. Secondo e ultimo stacco con il pianoforte che porta alla fase finale dello show, con i brani più recenti dell’artista. Qui la situazione è meno sfarzosa di quella iniziale, forse perché Claudio Baglioni voleva arrivare al centro del suo viaggio e quindi sentire maggiormente la vicinanza con i suoi fan. Purtroppo verso la fine di Sono io inizia a piovere ma, nonostante ciò, Claudio si dimostra una tigre fino alla fine e canta gli ultimi due brani, Tutti qui e Con voi, con il pubblico rimastogli fedele anche sotto l’acqua. Lo spettacolo, prodotto da F&P Group e Bag, è stato un successo: più di tre ore filate di grandi pezzi, accompagnati da ottimi musicisti e coriste ed il tutto arricchito dall’eccellenza di oltre 150 performers, con 20 cambi d’abito in scena. Il tour si dividerà in due periodi, in modo tale da rendere possibile il lavoro a Sanremo dell’artista, e magari la tappa finale sarà proprio l’Arena di Verona come chiusura di un cerchio, di un viaggio.

TOUR “AL CENTRO”: PRIMA PARTE
16 e 17 ottobre – Nelson Mandela Forum di FIRENZE
19, 20 e 21 – Pala Lottomatica di ROMA
23 e 24 ottobre – Pala Prometeo di ANCONA
26, 27 e 28 ottobre – Mediolanum Forum di MILANO
30 ottobre – Pala Evangelisti di PERUGIA
2, 3 e 4 novembre – Pal’Art Hotel di ACIREALE (CT)
6, 7 e 8 novembre – Pala Florio di BARI

10 e 11 novembre – Pala Sele di EBOLI (SA)
13 e 14 novembre – Unipol Arena di BOLOGNA
16 e 17 novembre – Kioene Arena di PADOVA
20 e 21 novembre – Pala George di MONTICHIARI (BS)
23 e 24 novembre – Pala Alpitour di TORINO

TOUR “AL CENTRO”: SECONDA PARTE
16 marzo – Modigliani Forum di LIVORNO
26 marzo – Palasport di REGGIO CALABRIA
29 marzo – Pala Lottomatica di ROMA
2 aprile – Pala Rubini Alma Arena di TRIESTE
5 aprile – Forest National di BRUXELLES
7 aprile – Hallenstadion di ZURIGO
9 aprile – RDS Stadium di GENOVA
15 aprile – Pala Verde di TREVISO
24 aprile – Nelson Mandela Forum di FIRENZE

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Aurora D’Amico, da Palermo alla conquista d’Inghilterra

Un tour intenso nel Regno Unito per la cantautrice palermitana Aurora D’Amico quello che partirà domenica 7 ottobre dal The White Rabbit di Brighton. Sette date durante il quale presenterà al pubblico i brani dell’album d’esordio “So many things” (etichetta discografica 800A Records, distribuzione Audioglobe). Il disco è cantato in inglese ed è stato anticipato dal videoclip del brano “Oceans Between Us, disponibile su youTube (http://bit.ly/OceansBetweenUs) e dal lyric video del brano “Human Being”, online da oggi: https://youtu.be/-xwkLWPQ3n4

Aurora D'Amico

Aurora D’Amico

Le altre date del tour sono:
12 ottobre – Salt Cafè, Bristol
14 ottobre – The Bath Brew House, Bath
15 ottobre – LS6 Cafè, Leeds
23 ottobre – West Street Live, Sheffield
24 ottobre – Leaf, Liverpool
31 ottobre – The Barn Meanwood, Leeds

“So many things” è composto da 10 brani folk rock ed è il diario personale di Aurora“scritto in periodi diversi, in Paesi diversi e volutamente aperto al resto del mondo, con qualche segreto nascosto tra le righe e tantissime storie in cui spero anche altri riusciranno a rispecchiarsi. Un disco in cui si mischiano passato, presente e futuro; ricordi, dubbi e speranze. Così tante cose che si muovono a velocità diverse, ma che caratterizzano la vita di ognuno di noi allo stesso modo”, racconta la cantautrice.  Aurora D’Amico (voci, chitarre acustiche, piano, tastiere) è stata accompagnata in tutti i brani da Fabio Rizzo (chitarre acustiche, chitarre elettriche, drum machine, lap steel, voci), Ruggero Micciché (batteria, percussioni) e Carmelo Drago (basso). In alcune tracce hanno collaborato Francesco Pomiero alla chitarra elettrica, Alberto Mannino alla chitarra elettrica, Francesco Incandela ai violini e Sergio Beercock (voci background).

Aurora D’Amico nasce a Palermo, nel 1993. Con una forte passione per la musica e un vero e proprio “sogno americano”, inizia a scrivere canzoni in inglese all’età di 15 anni. Nel 2013 diventa una studentessa del Berklee Music College, vince una borsa di studio e completa con il “General Music Studies Certificate”. Nell’estate del 2015 Aurora intraprende un pellegrinaggio artistico, che la vede fare tappa in diversi festival organizzati in Sicilia. Lì suona i suoi brani per la prima volta davanti a un pubblico, con il solo accompagnamento della chitarra acustica. Nell’aprile del 2016 esce il primo EP intitolato “Barefoot”, prodotto e registrato in Inghilterra da Nathan Mackenzie. A inizio 2017 entra nel roster dell’etichetta 800A Records e avvia con Fabio Rizzo (Alessio Bondì, Fabrizio Cammarata, Nicolò Carnesi, Dimartino) la produzione del suo primo long playing, “So Many Things”.