0

Kris torna con Ragazza bellezza: è il coraggio di rinascere

Esce venerdì 12 luglio, il terzo singolo di KRIS “RAGAZZA BELLEZZA”. Dopo l’ottimo riscontro dei precedenti, il nuovo brano è pubblicato su etichetta Stemma Records e distribuito su tutte le piattaforme dalla Believe Digital e porta la firma della stessa della Kris e di Alessandro Bonanni. Il pezzo è prodotto e arrangiato da Stefano Borzi (Tiromancino – Federica Carta) con la collaborazione del chitarrista David Pieralisi (Michele Zarrillo – Alessandra Amoroso) e del tecnico del suono Mirko Cascio (Daniele Silvestri – Fabrizio Moro). La copertina è realizzata dall’illustratore Michele Cerone.

Kris

Kris

Ragazza Bellezza è il coraggio di rinascere -dice Kris -sciogliendo le catene, per salpare verso nuovi orizzonti.

Cristina Milanese in arte “KRIS”, 29 anni di Roma, è una cantautrice effervescente e dinamica che ama fondere melodie pop con il sound electro/indie. Nei suoi testi descrive una donna forte che preferisce reagire con positività e determinazione piuttosto che subire passivamente. Nella continua ricerca di nuovi sound ha da poco iniziato una collaborazione con Leo Pari, tastierista dei The Giornalisti, per scrivere e sviluppare insieme alcuni brani che la giovane cantautrice aveva già in mente. Inoltre è attualmente in finale al Premio Lunezia con “Vite spezzate”, brano interamente scritto da Kris e dedicato a Pamela Mastropietro, giovane 18enne barbaramente uccisa a Macerata il 30.01.2018, in quanto entrambe nate nello stesso quartiere romano (Piazza Re di Roma). Una canzone emozionante e profonda che descrive lo stato d’animo e la battaglia di una madre al fianco di un figlio tossicodipendente. Kris studia canto e chitarra presso la Stemma Music Academy e recitazione alla Saint Louis de France. Canta anche in Francese, Spagnolo e Inglese. Nel 2013 partecipa come corista al programma televisivo “Amici” di Maria De Filippi. Nel 2014 viene selezionata dalla 1star per registrare il videoclip di “Se bruciasse la città” di Massimo Ranieri partecipando ai 2 concerti live organizzati dallo storico locale romano “Piper” in occasione del festeggiamento dei suoi primi 50 anni. Dal 2014 al 2016 canta e suona nei locali della Capitale con la Band nota come “Cristina e i poco seri”. A marzo 2017 pubblica il suo primo singolo contenente l’inedito “Resto io” e la cover del noto successo di Loredana Bertè “Il mare d’inverno” che in brevissimo tempo raggiungerà il #38 posto nella classifica iTunes TOP 200 POP. Numerosi riscontri anche durante la promozione sia in radio, web e TV che live.

Dopo l’ottimo riscontro del primo singolo “Resto io” pubblicato a marzo 2017, il 16 giugno esce con il secondo singolo inedito di Kris “Bloody Mary”. Il brano in pochi giorni riesce a scalare la classifica di iTunes raggiungendo un ottimo posizionamento nella Top100 della classifica generale dei singoli più venduti, con una permanenza di oltre una settimana. Inoltre “Bloody Mary” ha ottenuto un elevato riscontro nell’airplay radiofonico. Anche sui social ottimi riscontri soprattutto attraverso il canale YouTube con oltre 70mila visualizzazioni. Kris in pochi mesi si fa conoscere da un ampio pubblico anche grazie alla partecipazione al Summer Live Tour 2017 che le ha permesso di calcare palchi importanti in tutta Italia, condividendo gli spettacoli con diversi artisti già noti quali: Federica Carta, Antonio Maggio, Francesco Guasti, Chiara Dello Iacovo. Pur essendo romana, Kris è stata “adottata” dalla regione Puglia grazie alla partecipazione agli spettacoli del comico del salento Piero Ciakky (insieme ad altri artisti come gli Scemi Freddi di Colorado) che le consentono di aprire anche i concerti estivi della Band degli “Alla Bua” e gli show “Party Salento” organizzati dai Dj’s di Radio Studio Più Italia con collaborazione degli YouTubers Party Zoo Salento.

0

Noel Gallagher e gli High Flying Birds live a Mantova: il racconto della serata

Piazza Sordello, Mantova. Noel Gallagher e i suoi High Flying Birds aprono la rassegna di concerti dell’estate mantovana in una delle più suggestive piazze della città. Nell’attesa del nuovo album, il gruppo gira ancora tutto il mondo cavalcando l’onda del successo degli ultimi anni.

Noel Gallagher in Piazza Sordello

Noel Gallagher in Piazza Sordello

di Antea Morbioli

 

Puntuale come sempre, il maggiore dei Gallagher sale sul palco insieme alla band davanti a circa tremila persone e parte subito alla carica con Fort Knox, brano d’apertura del loro ultimo album Who built the Moon? del 2017. Con Holy Mountain Noel presenta la sua crew, ma è solo un’introduzione veloce, perché lo spettacolo continua con Keep On Reaching, It’s a Beautiful World e She Taught Me How To Fly. Gli High Flying Birds hanno voluto quindi eseguire i primi cinque pezzi nella stessa identica successione di come sono stati pubblicati nell’album e le pause dello show sono dettate unicamente dai continui cambi di chitarre del frontman. L’ex Oasis spiaccica a stento qualche parola e con un “This song is for you” presenta al pubblico il nuovo singolo della band, Black Star Dancing, con sonorità decisamente più disco e dunque molto lontane dal brit-pop a cui siamo stati abituati. Segue Rattling Rose, brano anch’esso contenuto nell’EP Black Star Dancing, uscito il 14 giugno di quest’anno.

Dopo le due novità, la band si ritira e lascia The Chief solo sul palco, illuminato da un fascio di luce per l’intensa Dead in the water. Ed ecco finalmente ciò che tutti aspettavano: una carrellata di pezzi all’insegna della nostalgia dei bei tempi andati, le greatest hits degli Oasis. Inutile dire che anche le persone più contrarie alla loro reunion in realtà non vedevano l’ora di cantare a squarciagola i brani più famosi del gruppo. I fratelli Gallagher sono molto spesso sotto i riflettori a causa delle loro continue baruffe e degli innumerevoli insulti che si scambiano sui social come passatempo, ma questa sera Noel lascia spazio solo alla musica, senza nessuna frecciatina verso fratello minore… E sembra quasi divertirsi nel vedere la gente così presa a cantare insieme a lui le canzoni hanno fatto la storia. The importance of being Idle, Little by Little, Whatever, The Masterplan, Half the away, Stop crying your heart out… Non hanno certo bisogno di presentazioni, è un susseguirsi di boati
da parte del pubblico entusiasta che impazzisce per riprendere con i cellulari ogni singola strofa.

I musicisti si concedono qualche minuto di pausa dietro le quinte e rientrano poco dopo per la chiusura del concerto: Aka…What a life! del 2011 e poi la grandiosa Don’t look back in anger, in cui Gallagher ha voluto far cantare per un po’ il pubblico da solo. Per il gran finale The Chief ha scelto di rendere omaggio ai mitici Beatles, probabilmente la band inglese che più ha ispirato la carriera degli Oasis e che appassiona notoriamente entrambi i fratelli. All you need is Love è un inno all’amore e alla semplicità, un pezzo che si ascolta con piacere e che non stanca mai, tributo perfetto a una band senza tempo. Novanta minuti circa di concerto che sono volati e che ci hanno fatto cantare tanto, nella speranza di poter ripetere magari di fronte ad una rimpatriata in stile Oasis.

0

Laurie Anderson tra arte, musica, suggestioni e impegno sociale

È una cornice strana quella che stasera fa da cornice allo show di Laurie Anderson, la musicista/artista/attivista che da quasi cinquant’anni sa coniugare musica, arte e impegno sociale. L’esibizione della newyorkese si colloca al termine della prima giornata del Terraforma Festival, festival della musica sperimentale e sostenibile.

Laurie Anderson a Milano

Laurie Anderson a Milano

di Federico Moia

E, in effetti, la Anderson rappresenta il non plus ultra di entrambe queste categorie. Fin dagli anni ’70 il suo estro artistico la porta a giocare, a contorcere a sperimentare con i suoni fino all’inverosimile. Suggestioni sonore si mischiano a frammenti e brani recitati, mentre la luce e i video amplificano la componente sensoriale della sua performance/concerto. È un pubblico eterogeneo quello che assiste alla sua esibizione. Dalle centinaia di giovani campeggiatori che parteciperanno al festival fino a hipster che la additano a guru per questo XXI secolo così ricco di sfide globali e problematiche. Senza scordare tanti “giovani dentro” che probabilmente la conoscono e la seguono dagli esordi, o almeno dagli anni ’80, quando la sua stella ha iniziato a brillare anche nel circuito mainstream. Quasi senza preamboli, verso le 21.30 sale sul palco e attacca senza un saluto né un’introduzione con le sue visioni audiovisive. Il suo violino sciorina cacofonie, suoni distorti, acuti infernali, alternati a passaggi dolci e armoniosi tra cui il pubblico si perde. Ad accompagnarla un solo altro musicista al contrabbasso, che pur in posizione centrale sul palco, catalizzerà su di sé ben pochi sguardi. La Anderson propone un’esperienza più che uno show, in cui chiede spesso al pubblico di interagire, come parte fondante e indispensabile del tutto. Urla, risate, battiti di mani, tutto contribuisce a creare l’opera d’arte.

I suoni e le melodie sono improvvisati al 100% e cercano di accompagnare il mood dei vari brani che la Lauren recita cercando di raccontare il suo mondo. Addirittura – si vanta – non ha mai ripetuto due volte la stessa sequenza di note. Le sue parole rievocano tempi in cui il mondo era sano e forte, e in cui gli animali non si erano ancora estinti. Scandaglia le profondità dell’animo umano e si interroga dell’origine della nostra esistenza e della nostra memoria. Chiede di gridare, di alzare un vero e proprio inferno con le urla di rabbia che scaturiscono dal cuore dei presenti, così come fece Yoko Ono quando apprese dell’elezione di Trump, presidente che verrà più e più volte attaccato durante lo show. Ma anche risate e momenti più spensierati come quando improvvisa su una base musicale del noto cantante soul James Brown. Insomma, al termine dell’esibizione ci si rende conto di aver partecipato – e non solo assistito – a una vera e propria opera d’arte. La cosa più speciale è che anche chi non si trovava davanti al palco ha potuto essere parte di questa cornice musicale, grazie ai suoni potenti e puliti che si diffondevano in tutto il parco di Villa Arconati di Bollate, hinterland milanese– la venue per i tre giorni di festival – arricchita da luci, laser e installazioni artistiche di vario tipo, rendendo la performance un evento nell’evento e l’evento dell’evento. Difficile descrivere diversamente i giochi e le suggestioni che una delle più grandi artiste americani dell’ultimo mezzo secolo offre al pubblico. Un inizio migliore per il Festival Terraforma non si poteva proprio desiderare.