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Alice Caioli porta a Sanremo gli specchi rotti

Alice Caioli porterà sul palco del prossimo Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte il brano Specchi Rotti.

Alice Caioli

Alice Caioli


Il brano scelto dalla Commissione capitanata dal Direttore Artistico  Claudio Baglioni, parla di lei e del proprio vissuto in relazione al mancato rapporto con il padre. Una finestra come portale attraverso cui mettersi in contatto con la figura paterna. Specchi rotti è la metafora della discrepanza tra la percezione di sé allo specchio in una visione intatta, solida e perfetta e quella che è invece la vera essenza, spesso frammentata e a pezzi. Alice Caioli ha 22 anni ed è siciliana. Nonostante la sua giovane età, vanta partecipazioni televisive come “Io Canto” nel 2010 e X Factor nel 2013 fino alla fase Boot Camp

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Braschi, a Sanremo canta che nel mare ci sono i coccodrilli

Da oggi è disponibile il videoclip di Nel mare ci sono i coccodrilli, il brano che Braschi porterà in gara nella sezione Nuove Proposte della 67ma edizione del Festival di Sanremo, già in rotazione radiofonica.

Braschi

Braschi

La storia del giovane cantautore si snoda tra Santarcangelo di Romagna, la sua città natale, e gli Stati Uniti. In linea con il respiro internazionale che caratterizza il progetto di Braschi il videoclip di Nel mare ci sono i coccodrilli è stato girato a New York. Le immagini di Braschi che canta di sé tra le strade della grande mela, si alternano ai particolari che la contraddistinguono e la rendono unica al mondo: il giallo dei tipici Taxi nel traffico metropolitano, i vagoni della subway, il via vai multietnico dei cittadini per le affollatissime avenues da cui svettano gli alti grattacieli di Midtown.  Il videoclip è stato girato nei giorni che hanno preceduto l’anteprima live di Trasparente,  il nuovo disco di Braschi che uscirà il 10 febbraio per iMean Music & Management e distribuito da Artist First.  Proprio alla Casa Italiana Zerrilli Marimò di New York, importante polo di socializzazione e interscambio culturale a cavallo tra Stati Uniti e Italia, il giovane cantautore ha cantato per la prima volta live i brani contenuti nel nuovo album.

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Kaligola “oltre il giardino” dopo la partecipazione a Sanremo

Gabriele Rosciglione, in arte Kaligola, è stato il partecipante più giovane del Festival di Sanremo 2015 nella sezione Nuove Proposte con il brano Oltre il Giardino che dà il nome anche all’album. Ha diciassette anni e frequenta il quarto anno del liceo scientifico, a Roma. Lo abbiamo intervistato.

Kaligola

Kaligola

di Milly Abrusci

Ciao Gabriele, come stai?
Bene, sto facendo un documentario su un progetto d’arte per la scuola.
Ti è piaciuta l’esperienza sanremese?
Sì, mi è piaciuta molto e la rifarei. Sono anche molto contento perché ho vinto il Premio Sergio Bardotti per il Miglior testo , uno dei premi migliori che potessi ricevere. Una soddisfazione enorme considerando che sia il testo che la musica li ho scritti io.
Sulla tua pagina facebook hai commentato le modalità di votazione per quanto riguarda le Nuove Proposte scrivendo Televoto ingannevole (?).
Ero appena stato eliminato ed in un momento di delusione mi è venuto spontaneo scrivere quella cosa senza nemmeno pensarci.
La prima canzone a esibirsi era sempre quella vincitrice.
Era tutto molto frettoloso, il tempo per votare la seconda canzone era davvero breve considerando che subito dopo l’esibizione veniva chiuso il televoto.
Come sta andando la vendita dell’album?
Sinceramente non lo so, per me è già molto strano e nello stesso tempo bellissimo vedere nei negozi il mio album. E’ una situazione nuova e sono già felice così. Spero, ovviamente, che il disco piaccia e che venga comprato.
Cosa dicono i tuoi compagni di scuola?
Adesso si sono calmate un po’ le acque, ma i giorni di Sanremo erano tutti felici ed emozionati per la mia esperienza. Ora è come se non fosse successo nulla.
Qualcuno ti ha chiesto l’autografo?
Sì, ed è stata una sensazione strana. In passato ne avevo già firmato qualcuno per gioco, perché avevo scritto dei testi. Quando, però, iniziano a chiedertelo in tanti è davvero bellissimo.
E tu, dietro le quinte del Festival, l’hai chiesto a qualche artista?
Ho preferito scattare la foto piuttosto che farmi firmare l’autografo. La foto rimane di più.
Non eri l’unico rapper del Festival.
C’erano anche Moreno e Nesli, anche se ora Francesco ha cambiato un po’ genere.
Che musica ascolti?
Prediligo il rapper americano, ma ascolto un po’ tutta la musica americana e inglese.
Nel tuo singolo d’esordio Ego Sum Kaligola c’è qualche frase in latino.
Sì, ho voluto inserire delle citazioni di autori latini non solo in Ego Sum Kaligola, ma anche in Un altro giorno perché mi sembrava carino e perché, avendo scelto come nome d’arte Kaligola, mi sembrava coerente.
Pensi di rimanere fedele al rap?
Cambiare del tutto no, magari mischierei un po’ di generi andando un po’ più sul funk. Mi piacerebbe fare in un intero album così perché amo molto questo genere.
In Oltre il Giardino ci sono due canzoni d’amore.
Qui o in un’altra dimensione racconta la storia d’amore verso un fantasma, mentre Lost parla di un rapporto virtuale. E’ dedicata un po’ a tutti coloro che non riescono a parlare davvero con i propri compagni perché rimangono bloccati in questa dimensione.
In Piacere (Nessuno) dici “Io flippo, scatto e schietto, sopra a un letto di parole, faccio rap per contestazione”.
Sì, “faccio rap per contestazione” nel senso che non scrivo solo testi d’amore o autocelebrativi. E’ una frase ironica per spiegare quello che faccio. C’è tanta omologazione, non sopporto molto le mode che i ragazzi seguono solo per apparire e per seguire la massa. Piacere (Nessuno) è una canzone polemica verso il mondo d’oggi.
L’anno prossimo ti rivedremo sul palco dell’Ariston?
Perché no, vedremo.