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Pacifico porta in tour Bastasse il Cielo: la recensione

Sul palco dell’ex chiesa di San Leonardo, oggi sede del Centro di Ricerca Musicale gestito da Angelica – festival internazionale di musica, Pacifico, per gli amici Gino, è entrato in punta di piedi con la delicatezza e l’eleganza che da sempre lo contraddistinguono per presentare la sua sesta fatica.

pacifico
di Camilla Battista

Autore tra i più noti ed apprezzati del panorama musicale italiano, Pacifico ha all’attivo sei album, tra cui uno di soli duetti, una raccolta ed un EP, ElectroPo, titolo di una delle tracce del nuovo album. Ha scritto per Gianna Nannini, Gianni Morandi, Adriano Celentano, Giorgia, Zucchero, Venditti, Ramazzotti e tanti altri. E finalmente ritorna dopo sette anni con un disco di inediti e un tour intimo e intimista, in bilico tra riflessione ed ilarità. Mi è piaciuto definire quest’album sin dal primo ascolto un concept, di quelli alla vecchia maniera, nel concetto più che nella realizzazione, il cui leitmotiv è l’attenzione alle piccole cose: un genitore che invecchia, un figlio che cresce, i ricordi collezionati in tanti anni di amore. Un disco di quelli che si lasciano ascoltare, che ti fanno rallentare. Pacifico si è pregiato della collaborazione di grandi musicisti che hanno suonato per Bob Dylan, Dire Straits, Tina Turner, Brian Eno. Queste sonorità curate del dettaglio dal vivo risultano ancor più convincenti ed intense, grazie ai bravissimi musicisti romagnoli che lo accompagnano in questo viaggio promozionale.

Cala il buio. Inizia il concerto. Siede alla sua Roland. Due abat-jours di luce calda donano la sensazione di addormentarsi e sognare. La primissima è Bastasse il cielo, prima traccia dell’album omonimo, pervaso da questa atmosfera ovattata ed onirica in cui viene introdotto subito l’ascoltatore. Si entra da subito in contatto con le nostre verità più profonde. Preponderante è la presenza dell’elettronica, sia nel registrato che nel live, che impreziosisce senza appesantire. Un uso sapientemente ricercato ed attento di synth e mellotron, con nostalgici slanci di chitarre molto rock, che si sposano perfettamente con il timbro vocale di Pacifico e la sua parola inconfondibile sono sinonimo che anche nell’era della tecnologia e del cloud è possibile produrre musica di qualità. Il concerto prosegue alternando vecchi successi e tracce inedite. La nuova Il destino di tutti, e poi le indimenticabili Pioggia sul mio alfabeto e Pacifico. Qualche brano è stato introdotto da alcuni pensieri, atti a spiegare il senso dell’album e a calare lo spettatore nel significato della canzone stessa. Cito uno stralcio del discorso che mi ha colpito di più sul concetto di bellezza, prima di Canzone fragile: “La bellezza passa sulle cupole e sulla pelle, siamo noi a doverla salvare. Aggiustiamo il tiro, voliamo più basso: cosa resterà, cosa lasceremo dopo di noi?”. Questa riflessione mi ha riportato alla mente le parole pronunciate da Cristicchi nel suo ultimo spettacolo: “Non è la bellezza che salverà il mondo: siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza.”. Ed è così. Tutto ciò di cui non ci prendiamo cura non dura. È poi il momento di Solo un sogno: brano con un testo epico suonato con tanta passione. Una chicca. C’è tanto passato, fotogrammi di vita vissuta raccontati come in un film: “Nono, non sono d’accordo. Il cielo non basta a difenderci. […] No, caro mio, quello che fai resta e si tramanda. Tutte quelle tracce di vita precedente a te. In Salto all’indietro ci sono i ricordi d’infanzia.

Quello che so dell’amore mette in luce i limiti dell’essere umano sull’amore e sul nostro sentire noi stessi e l’altro: per amare occorre compiere un atto di fiducia nei confronti nel prossimo, un incosciente salto nel vuoto perché non sapremo mai cosa sente davvero l’altro. Suona quasi come un testamento spirituale, parole che solo un padre può scrivere per cercare di rispondere alle domande di un figlio che crescendo prima o poi gliele porrà. Semplicemente, primo singolo estratto, è un misto di freschezza e vintage molto accattivante sulla mancanza di empatia tipica dell’attuale generazione: di questi tempi non abbiamo più tempo. Forte radiofonicamente. Arriva Molecole, con un suono pieno ed intenso che simula perfettamente quello di una foresta di notte. La prima parte si conclude con il capolavoro Boxe a Milano, che dà il titolo anche a un monologo teatrale portato in scena da Pacifico stesso e che racconta della nobile arte della Boxe nella Milano degli anni ’50. Dopo una profusione di ringraziamenti, a grande richiesta, concede un bis suonando ElectroPo, Le mie parole (uno dei suoi capolavori e manifesto sull’importanza centrale della parola, reinterpretata da Samuele Bersani) e Come un fuoco lento, dal sound molto “celentaniano”. Un bellissimo viaggio di due ore tra passato e presente di cui sicuramente vale la pena goderne.

Le date del tour
30 marzo Firenze – Sala Vanni
5 aprile Milano – Santeria Social Club
17 maggio Bari – Officina degli esordi
18 maggio Roma – Auditorium Parco della Musica

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Il piccolo universo di Ylenia Lucisano è alle Scimmie

Martedì 10 giugno, Ylenia Lucisano sarà in concerto alle Scimmie di Milano (via Ascanio Sforza 49 , ore 22, ingresso: 10 euro con consumazione) per presentare dal vivo i brani del suo disco d’esordio “Piccolo universo” (a cui hanno collaborato i cantautori Pacifico e Daniele Ronda, entrambi autori di un testo, e la pianista Giulia Mazzoni).

Ylenia Lucisano

Ylenia Lucisano

La giovane cantautrice calabrese sarà accompagnata sul palco da Richard Arduini (percussioni) ed Enrico Porazzi (chitarra) e proporrà, oltre alle dieci tracce di pop raffinato con venature folk contenute in “Piccolo Universo”, alcune cover di celebri cantautori italiani. Special guest della serata sarà la giovane pianista toscana Giulia Mazzoni, che suonerà il piano nel brano “Un angelo senza nome”. Disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e sulle piattaforme streaming, l’album “Piccolo Universo” racchiude il pensiero, le speranze e il modo di vedere il mondo della giovane cantautrice, il suo “piccolo universo” e tutto ciò che esso comprende.

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Nel piccolo universo di Ylenia Lucisano

Venerdì 28 marzo arriva in rotazione radiofonica “Piccolo universo”, il primo singolo estratto dall’omonimo album d’esordio della giovane cantautrice Ylenia Lucisano. Il disco, prodotto e pubblicato da Bollettino Edizioni Musicali e distribuito da Artist First, dal 15 aprile sarà disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e sulle piattaforme streaming.

Ylenia Lucisano

Ylenia Lucisano

Il brano, scritto dal cantautore Pacifico, parla di amore e fiducia in un’epoca in cui questi valori spesso vengono a mancare: “Piccolo Universo” non è una semplice canzone d’amore -racconta la Lucisano- è piuttosto un inno alla fiducia. Un valore che significa anche libertà e che per questo rende vivo e solido qualsiasi legame. Ma quanto è difficile oggi fidarsi e affidarsi? Ecco perché nella canzone invito la persona che amo ad abbandonarsi alle proprie sensazioni, confidando nel fatto che a volte il salto e il volo sono l’unica risposta…Quando Pacifico, sublime autore e sublime persona, ha voluto regalarmi questo bellissimo testo, sono rimasta meravigliata di come sia riuscito a centrare alla perfezione la mia visione dell’amore!”.

“Piccolo universo”  racchiude dieci tracce di pop raffinato, con venature folk, e parla delle speranze e della visione del  mondo della cantautrice calabrese, il suo “piccolo universo” e tutto ciò che esso comprende. Oltre a quella con Pacifico, all’interno dell’album si trovano altre collaborazioni importanti come quella con il cantautore piacentino Daniele Ronda, che ha scritto il brano “Riscoprirmi”, e quella con la giovane pianista Giulia Mazzoni che suona il piano in “Un angelo senza nome”.