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I Perturbazione arrivano dritti all’anima di Milano

I Perturbazione hanno presentato il nuovo album “Le storie che ci raccontiamo” alla Salumeria della Musica di Milano. Il gruppo ha dimostrato, ancora una volta, la grande capacità di raccontare amori, emozioni e turbamenti umani in modo unico e semplice arrivando dritti all’anima come la lama di un coltello che trafigge la carne fresca.

Perturbazione live

Perturbazione live

di Matteo Rossini

Il concerto è stato aperto da una straordinaria Andrea Mirò che si è esibita prima di unirsi alla nuova formazione a quattro per tutto il resto del concerto dando vita a una collaborazione molto affiatata. I Perturbazione hanno proposto sia i brani del nuovo disco che le canzoni che li hanno resi tra le realtà più affascinanti della scena musicale italiana. La serata è stata un saliscendi di emozioni grazie alla voce calda e avvolgente di Tommaso Cerasuolo che ha saputo cogliere alla perfezione tutte le sfumature dei testi. Il brano “Trentenni” ha coinvolto i presenti dipingendo con pennellate melodiche le passioni e le inquietudini di chi vive in quella fascia anagrafica, mentre “Diversi dal resto”, scritta dal leader “per fare i conti con l’omologazione”, è stata la prova della grande sensibilità dei testi della band. Il concerto ha visto anche alcuni duetti tra Tommaso e Andrea tra cui quello su “Luci e ombre”, brano che il leader, a distanza di anni, ha reputato importante per compiere un passaggio nella sua vita. Le migliori esibizioni sono state quelle di “Buongiorno, Buonafortuna”, “Le storie che ci raccontiamo” e la magica “L’Unica”. I Perturbazione sono riusciti a superare se stessi, se infatti i loro album sono sempre una garanzia di musica ricercata e di qualità, nel live hanno dato ancora di più mettendo in piedi un’esecuzione perfetta sia dal punto di vista canoro che per quanto riguarda gli arrangiamenti, da brividi. La serata ha comprovato ulteriormente come il marchio distintivo del gruppo sia l’abilità di descrivere le nostre storie ed emozioni come se al momento della scrittura dei testi, fossimo lì con loro.

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I Perturbazione raccontano le nostre vite alla perfezione

Si intitola Le storie che ci raccontiamo, il nuovo intenso album dei Perturbazione, gruppo torinese guidato dalla voce di Tommaso Cerasuolo. Il disco è stato anticipato dal brano Dipendo Da Te che ricorda quanto il carattere, la forza d’animo e la volontà siano le uniche cose sui cui contare davanti alle difficoltà apparentemente insormontabili. Il disco conferma con grande piacere il sound sofisticato del gruppo che racconta tutte le sfumature della vita passando dai momenti di passione agli attimi in cui bisogna decidere cosa fare nel futuro. Li abbiamo intervistati.

Perturbazione

Perturbazione

di Matteo Rossini

Partiamo da Le storie che ci raccontiamo all’interno del quale narrate tante vite.
Rossano: L’album si muove su quella linea sottile che separa ciò che siamo realmente da quello che raccontiamo di noi. Il disco contiene brani che parlano di storie, vite e immagini che si vogliono dare all’esterno. Il brano “Cara rubrica del cuore” è al centro della tracklist proprio perché parla di questo fatto, cioè delle rappresentazioni che diamo di noi ma che, qualche volta, non corrispondono alla realtà.
Tommaso: Cerchiamo di fare sempre canzoni non giudicanti lasciando al pubblico la libera interpretazione. Mi piace che l’ascoltatore entri nel brano e scelga cosa vedere, proprio come nella casa degli specchi del Luna Park in cui trovi pareti deformanti che permettono di osservare visioni differenti della stessa persona.
Perché avete scelto Dipende da te come primo singolo?
Tommaso: Perché è il cappello delle storie raccontate nell’album. Puoi prendere tantissime botte e cadere più di una volta, ma non potrai mai sapere come andrà a finire, solo il tuo carattere potrà deciderlo.
La voce di Tommaso è molto maturata in questi anni.
Tommaso: Credo di riuscire a tirarne fuori di più ora rispetto a prima. Generalmente faccio fatica a riascoltare i vecchi dischi perché noto subito le imperfezioni. Noi siamo un gruppo che ha imparato le cose facendo e sbagliando e ho la sensazione che ci sia sempre un’evoluzione.
All’interno del disco c’è una collaborazione con Andrea Mirò che nel 2014 vi ha diretto al Festival di Sanremo.
Tommaso: Ci siamo conosciuti prima del Festival grazie a Le città viste dal basso, uno spettacolo in cui abbiamo raccontato le città attraverso la musica di grandi cantautori italiani, quindi eravamo già a conoscenza dell’entusiasmo, della simpatia e del grandissimo talento di Andrea Mirò. Quando siamo stati presi al Festival di Sanremo, ci è venuto in mente che Andrea avrebbe potuto fare il direttore d’orchestra, così glielo abbiamo proposto e lei ha accettato immediatamente.
Sarà con voi in tutte le date del tour?
Tommaso: Lo scorso anno abbiamo fatto quattro concerti insieme per testare la nostra alchimia e gli arrangiamenti, c’è stato subito un fortissimo feeling. Quando le abbiamo proposto di accompagnarci in tour, lei si è detta subito entusiasta e disponibile.
Rossano: Andrea è presente anche nel disco perché avevamo bisogno di una voce narrante femminile che esplicasse un altro punto di vista.
Nel disco ci sono anche Ghemon ed Emma Tricca.
Tommaso: Emma Tricca è una ragazza romana che vive a Londra da una vita. Il suo speech è all’interno di uno brano che fa da collante a tutto il disco. Invece la collaborazione con Ghemon è nata per caso, un giorno eravamo in studio e ci ha lanciato l’idea.
Vi siete ripresi da Sanremo?
Rossano: Assolutamente si perché l’abbiamo fatto in età adulta e con i piedi ben piantati a terra.
Tommaso: Dopo il Festival siamo andati a suonare in molte piazze ed è stato bello vedere come nell’arco di un anno il nostro pubblico fosse diventato ancora più eterogeneo.
Avete un rapporto molto stretto con i vostri fan.
Tommaso: Noi ci muoviamo in un terreno musicale meno solido in Italia rispetto ad altri stati, quindi è importante ringraziare chi ci supporta. Molte persone ci hanno raccontato che i momenti delle loro vite corrispondono ai nostri dischi, questa cosa è bellissima, ci rende davvero felici.

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Fabryka cantano “Echo” ma pensano a un EP

Echo è uscito a novembre 2013 ed è il seguito ideale del precedente EP 5 Days ma con sonorità più acustiche. Saranno ospiti del Medimex, a Bari dal 30 ottobre al primo novembre. Nell’attesa abbiamo chiacchierato con Tiziana Felle, la voce del gruppo. I suoi uomini sono Stefano Milella, Agostino Scaranello, Raffaele Stellacci e Alessandro Semisa.

Fabryka

Fabryka

di Milly Abrusci

Com’è lavorare con quattro uomini?
Siamo amici da tanto tempo quindi ci conosciamo bene ed è divertente. Chiaramente, essendo sola, ci sono sia pregi che difetti però è interessante, è positivo.
Il disco presenta brani sia in italiano che in inglese. In quale lingua preferisce cantare?
Non ho una preferenza anche se il progetto dei Fabryka, quando eravamo un duo, è partito in inglese. Però, dato che scriviamo in entrambe le lingue, non ho una predilezione più per l’inglese o per l’italiano. E’ una sperimentazione di due diverse lingue che hanno tra loro delle differenze sia tecniche, perché il suono cambia, che a livello di testo e di metrica.
Come è stato collaborare con Max Casacci (Subsonica) e Tommaso Cerauolo (Perturbazione)?
E’ stato molto interessante e ci ha arricchito parecchio. Con Tommaso c’era già stata una collaborazione precedente, mentre con Max ci siamo incontrati il I maggio, lui ha apprezzato il lavoro che avevamo realizzato ed è nata questa collaborazione che ci ha portato a lavorare, poi, per questi due singoli.
State già lavorando a un nuovo disco?
Abbiamo già iniziato a registrare qualcosa perché vogliamo buttare giù nuove idee, man mano che si va avanti si cercano sempre nuovi stimoli. Sentiamo l’esigenza di proporre nuova roba. Penso che tra un po’ uscirà anche un nuovo EP.
Uno dei brani si intitola Un giorno perfetto. Come è il suo giorno perfetto?
Non c’è un giorno perfetto ma dei momenti: per esempio quelli con il mio ragazzo, comporre un pezzo che mi ha folgorato, oppure incontrare una persona che non vedo da tanto tempo.