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Donato Santoianni: pochi anni, “Poche ore” ma tanto talento

Da Castrocaro a Ti lascio una canzone, fino a sfiorare Sanremo con il brano Poche ore, secondo estratto dopo il singolo Parte di me e disponibile in digital download, sulle principali piattaforme streaming e in rotazione radiofonica. Dopo aver reinterpretato i grandi successi della musica italiana e internazionale in chiave Jazz e Swing con l’EP Swinging pop, ha voluto svelare la sua vera natura artistica da cantautore. Donato Santoianni ha solo ventidue anni, ma ha un talento indiscusso. Lo abbiamo intervistato.

La cover di "Poche ore" di Donato Santoianni

La cover di “Poche ore” di Donato Santoianni

di Milly Abrusci

A quindici anni ha partecipato al Festival Nazionale di Castrocaro Terme. Che ricordo ha?

Un ricordo particolarmente tenero perché ero davvero molto piccolo. Insieme a me, infatti, si spostava tutta la mia famiglia, principalmente il mio papà che mi seguiva in tutte le fasi di selezione. Sono legato a quel Festival perché mi ricorda il mio primo successo e la prima conferma che forse avevo un talento o, comunque, qualcosa di buono da far vedere. Fino a quel momento, a parte qualche piccolo concorso canoro di paese, non avevo fatto nient’altro.
E’ stata sua la voglia di partecipare o è stato incitato dai suoi genitori?
Sicuramente c’è stata anche la loro influenza, essendo appassionati di musica, ma è stato anche un mio desiderio. Io ero molto piccolo e mi spaventava sia esibirmi davanti ad un pubblico che la competizione che, in generale, non mi piace molto.
Nel 2010 ha partecipato al programma Ti lascio una canzone dove ha avuto modo di duettare con alcuni degli artisti più grandi del panorama musicale italiano. Chi l’ha colpita di più?
Partecipando a quel programma ho avuto davvero la fortuna di duettare con artisti giganteschi, ma avevamo poco tempo per conoscerli perché le prove duravano poco. Due artisti, però, mi hanno colpito per il modo in cui tengono il palco e per la loro professionalità e serietà anche se devono esibirsi per trenta secondi: Baglioni e Cocciante. Mi hanno lasciato il loro perfezionismo nel voler fare bene tutto senza lasciare nulla in sospeso.
L’anno precedente al suo, hanno partecipato i ragazzi de Il volo che quest’anno hanno vinto il Festival di Sanremo. Ha avuto modo di conoscerli?
L’anno in cui c’ero io al programma vennero come ospiti, avevano già iniziato la loro esperienza americana. Li ho conosciuti e mi sono sembrati dei ragazzi molto umili. Sono molto contento che abbiano riscosso questo successo mondiale e che abbiano vinto Sanremo, anche se i miei gusti musicali sono lontani dalla loro musica. Sono dei grossi talenti che ci rappresentano nel mondo e mi auguro che ci facciano fare una bella figura, come sono sicuro che sarà, anche all’Euro Festival.
Chi avrebbe fatto vincere al Festival di Sanremo?
Anche se nemmeno lui rientra nei miei gusti musicali, Nek mi ha molto colpito per come si è presentato sul palco e nel suo modo di cantare. Quando si è esibito in “Se telefonando”, mi ha sconvolto. Nella sua canzone avevo intravisto un forte potenziale discografico e un successo radiofonico, cosa che, in effetti, si sta verificando. Come prodotto avrei fatto vincere lui, ma a livello artistico mi è piaciuta molto la canzone di Malika Ayane.
Con quale cantante le piacerebbe duettare?
Io ho un sogno che non si realizzerà mai, ma la più grande cantante italiana nel mondo è Mina. Mi piacerebbe poter cantare con lei.
Il suo brano Poche ore è stato selezionato dalla Commissione del Festival di Sanremo 2015 come una delle sessanta canzoni migliori delle nuove proposte, ma poi non ha superato la fase finale che l’avrebbe portata a esibirsi durante le serate. Che cosa è mancato?
Non saprei, ma devo essere sincero: credo che questa canzone valesse il palco dell’Ariston. Rispetto agli altri anni in cui ho provato, è stata la prima volta in cui ho creduto molto nella canzone non solo per il progetto che c’è dietro, ma anche per la produzione e perché mi rappresenta in maniera decisiva. E’ ovvio che, quando si presentano tanti brani e se ne devono scegliere solo sei, diventi davvero difficile. Ho visto Carlo Conti molto concentrato nella scelta, mi metto anche nei suoi panni. Sono felice di essere rientrato tra i sessanta, è un bel traguardo. Ho accettato la decisione finale senza nessuna polemica anche perché i sei brani selezionati, a parte qualcuno che non mi convinceva, erano davvero belli.
Chi avrebbe dovuto vincere tra le Nuove Proposte?
Io sono molto amico di Amara quindi c’è anche un discorso affettivo ma, aldilà di tutto, quando canta lei, mi vengono i brividi. Abbiamo affrontato diverse selezioni di Sanremo in cui entrambi siamo stati scartati. Se dovessi staccarmi da tutto ciò, però, credo che il progetto più forte, più interessante e più solido perché alle spalle c’è Caterina Caselli, sia stato proprio quello di Giovanni Caccamo.
Poche ore è una ballad molto romantica e intensa. E’ autobiografica?
No, parlo dell’esperienza di una persona a me molto vicina e nella quale ho potuto immedesimarmi. Ciò che mi ha particolarmente stupito è che, a differenza delle altre canzoni che ho scritto, questa è uscita tutta d’un fiato sia nel testo sia nella musica.
Com’è nata la collaborazione con Gianni Bella?
E’ nata un anno e mezzo fa. Lui l’avevo già conosciuto ai tempi del Festival di Castrocaro perché era il Presidente di giuria e volle che io accedessi alla finale, quindi mi aveva già dimostrato il suo legame artistico nei miei confronti assieme a sua figlia Chiara che rappresenta la sua etichetta. Poi ci siamo un po’ persi perché ho fatto altre esperienze e preso strade diverse con Warner, e ci siamo ritrovati un anno e mezzo fa. Lui non era stato molto bene, aveva avuto un problema di salute, e quando si è ripreso, sono andato a trovarlo per riabbracciarlo. In quell’occasione, avevo portato con me un disco di mie canzoni registrate con pianoforte e voci e, nel sentirle, sia Gianni sia Chiara hanno scelto di lavorare insieme.
Quando un vero e proprio album?
Spero prestissimo. Stiamo già lavorando al progetto, ma non so dare un tempo. Abbiamo già le canzoni, abbiamo selezionato i brani e stiamo iniziando la pre-produzione. Sicuramente faremo dei concerti e dei live in cui presenteremo in anteprima qualche brano prima dell’uscita dell’intero progetto.
Riproverà a partecipare a Sanremo?
Se le modalità rimangono uguali a quelle di quest’anno e avrò una canzone, mi presenterò quasi sicuramente perché Sanremo fa sempre bene. Prima di tutto perché è un grande palco e poi perché ti dà la possibilità di abbracciare una quantità di pubblico che oggi è davvero difficile raggiungere.

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Le “poche ore” di Donato Santoianni

Il 13 marzo esce Poche ore il nuovo singolo del giovane cantautore Donato Santoianni, secondo estratto dopo il singolo Parte di me (maggio 2014), che anticipa l’uscita del nuovo progetto discografico in lavorazione.

La cover di "Poche ore" di Donato Santoianni

La cover di “Poche ore” di Donato Santoianni

Poche Ore sarà disponibile in digital download e sulle principali piattaforme streaming (prodotto da Nuova Gente e distribuito da Artist First) e in rotazione radiofonica. Il brano, selezionato dalla commissione del Festival di Sanremo 2015 tra le migliori 60 nuove proposte, è una raffinata Ballad Pop che oltre ad essere firmata dal cantautore stesso, vede la firma di Gianni Bella, con la collaborazione di Luca Lanza e la supervisione di Chiara Bella.

Poche Ore è una produzione con influenze internazionali, accompagnata da un testo d’autore e d’amore: “E’ una dichiarazione d’amore che ogni donna vorrebbe sentirsi dire, quella dichiarazione che può permettere di recuperare anche un amore apparentemente finito, quelle parole sincere, in grado di cancellare qualsiasi sbaglio, di convincere la propria metà che senza di lei quel che rimane sono solo utopie e poche ore vuote -racconta l’artista- il testo che ho realizzato mi rispecchia profondamente, un’amore a senso unico, una visione monotematica ma non sofferente. L’ipotetico protagonista della canzone è consapevole di essere dipendente dalla sua storia d’amore ma non la vive con sofferenza o disperazione, come spesso viene raccontato, ne prende atto e si accontenta di quel che ha, vive di ricordi e solitari sguardi ma accetta che sia così, senza disperazione. Sono estremamente grato a Gianni Bella, nell’ultimo periodo è diventato il mio unico grande riferimento, non solo per una questione affettiva, insieme a Chiara ho riscoperto molte sue canzoni, anche poco conosciute, di una bellezza che mi ha travolto e che mi hanno dato grande ispirazione. Gianni è stato pragmatico, mi ha trasmesso la sua grande capacità di essere melodico e quindi popolare, ma con un gusto davvero moderno, a tratti psichedelico”.