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Miley Cyrus a Milano, il racconto del Bangerz Tour

Miley Cyrus ipnotizza i suoi “smiler” con quasi due ore adrenaliche, più cambi d’abito che una modella in una giornata di sfilate, scenografie da kolossal hollywoodiano, nebbia, un lupo gigante, un divano per amoreggiare, una macchina per un amplesso simulato, ma anche tanta tenerezza che tocca il momento più alto con “Adore you”: le telecamere proiettano il pubblico sul megaschermo, e uomini e donne si baciano, in punta di labbra se sono solo amiche o amici in maniera più decisa se la persona dello stesso sesso al loro fianco è il vero amore.

Miley Cyrus a Milano

Miley Cyrus a Milano

Una serata surreale, iniziata alle 21 in punto con “Sms Bangerz”. Sullo schermo c’è lei gigante, poi le labbra si aprono ne spunta una lingua simile a quella di una lucertola ma a forma di scivolo ed eccola, tutta luccicante a istigare i suoi giovani fan al divertimento. Mai viste tante lolite come per la sola tappa italiana del Bangerz Tour: neanche i One Direction hanno saputo toccare così voracemente i desideri di queste ragazze poco più che adolescenti. Urlanti e strepitanti.

Miley Cyrus e il suo lupo gigante

Miley Cyrus e il suo lupo gigante

Il popolo degli smiler conosce ogni sua canzone a memoria, da “love money party” a “My darling”, da “Can’t be tamed” a “Metal” e qualcuno canta anche la cover di “Lucy in the sky with diamond”: quando i Beatles la hanno inventata i genitori di queste piccole pesti forse facevano le elementari. E’ comunque confortante, significa che c’è ancora chi lascia ascoltare “On my own” di Miley Cyrus ma proprina pure la storia della musica mondiale.

Un momento del Bangerz Tour

Un momento del Bangerz Tour

Il live dell’ex Hanna Montana ha bisogno di poche parole e tante immagini per essere raccontato. Lei cambia due palchi perché tutti devono avere l’opportunità di vederla da vicino. Lei sorride, raccoglie qualche biglietto che le plana tra le lunghe gambe, fa dei selfie, sorride, ammicca, mugola ma soprattutto canta e balla. Si vede che non è costruita al computer: è una vera popstar, una delle poche nel pianeta di caratura mondiale. Durerà? Forse…chissà…ma poco importa oggi.

Miley Cyrus live al Forum di Assago

Miley Cyrus live al Forum di Assago

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“Me, I am Mariah”…e per chi se n’era scordato riecco la Carey

“Me. I Am Mariah”, un titolo semplice e apparentemente infantile quello scelto da Mariah Carey per il suo nuovo album che sarà nei negozi di tutto il mondo dal 27 maggio. L’album, che sarà disponibile in versione standard e deluxe, è già ordinabile su iTunes.

La cover del nuovo album di Mariah Carey

La cover del nuovo album di Mariah Carey

Un titolo semplice dicevamo che rievoca l’infanzia della diva del pop oggi 44enne. Nel video di accompagnamento all’annuncio del titolo del suo quattordicesimo lavoro in studio è la voce della stessa Mariah a spiegare ai suoi fan che il tutto trae origine dal primo e ultimo “autoritratto” della cantante, all’età di 3 anni e mezzo. Lo stesso che rappresenta la cover posteriore e che rivela alcune delle tracce presenti – come ad esempio “Cry”, “Supernatural”, “Thirsty”, “Make It Look Good” e la già nota “You’re Mine (Eternal)”. Sopra una “Mimi” stilizzata e coloratissima, proprio la scritta “Me. I Am Mariah”. Il resto è storia, una storia che l’ha portata a essere definita, dai suoi amici più intimi e dal grande pubblico, “The Elusive Chanteuse”, sottotitolo scelto per il disco.

Così Mariah Carey commenta: “Sul retro della copertina di questo disco c’è un tesoro personale: questo è il mio primo e unico auto-ritratto, realizzato quando avevo circa 3 anni, intitolato “Me. I am Mariah”. Vi prego, non giudicatemi per un titolo così semplice. Suvvia, avevo solo tre anni e mezzo! Era una visione creativa di come mi immaginavo, grazie all’innocenza del cuore di una bambina, prima che venisse mai infranto. Ho tenuto questa storia sotto chiave così a lungo perché quest’album è una sorta di riflesso degli alti e bassi che mi hanno portata ad essere quella che sono oggi e ho deciso di condividerla con coloro a cui realmente sto a cuore e sono stati al mio fianco per tutto questo tempo. So chi sono. Io sono Mariah. Nel corso degli anni mi sono stati dati diversi soprannomi ed inavvertitamente ho impersonificato vari personaggi. Di recente mi hanno chiamato la cantante sfuggente”.

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Resurrection per Anastacia

La Resurrection di Anastacia è completa e ad annunciarla è lo straordinario singolo Stupid Little Things, un vero inno pop dei nostri giorni e una delle canzoni migliori mai scritte da Anastacia, che nel frattempo è tornata a collaborare con i produttori Sam e Louis  (Sam Watters, Louis Biancaniello in passato al lavoro con Celine Dion, Jessica Simpson, Leona Lewis, Withney Houston, Diana Ross, Al Jarreau).

Anastacia

Anastacia

Resurrection è il primo album di brani inediti di Anastacia da Heavy Rotation del 2008, il suo sesto in assoluto. Anastacia ha venduto, nella sua carriera, oltre 30 milioni di dischi. Resurrection è stato registrato a Los Angeles e contiene dieci nuove canzoni nella versione Standard e quattordici in quella Deluxe. Continue Reading