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Blondie, una leggenda a Milano

Un vuoto lungo quarant’anni. Colmato ieri sera, in una notte straordinaria al Circolo Magnolia di Milano: sul palco i Blondie di Debbie Harry. Ho assistito a una serata straordinaria con un band che ha suonato per un’ora e mezzo e una leader carismatica che ha sedotto il pubblico, di tutte le età, prima ancora di liberare la sua voce.

Blondie al Magnolia di MIlano

Blondie al Magnolia di MIlano

L’avventura dei Blondie, ovvero di Debbie Harry e Chris Stein inizia a metà anni Settanta a New York: Stein è sedotto dalla musica dei New York Dolls e vuole creare un gruppo simile. Nel 1973 entra negli Stilettos e inizia la sua relazione con la cantante Debbie. Lei è di una bellezza unica che è stata coniglietta di Playboy, è la risposta punk a Marilyn Monroe. Tra i brai più celebri “Heart of glass”, “Call me”, “Atomic”, “Hanging on the telephone”, “Picture this”, “One way or anoter” e tutto “Parallel lines”, il terzo album, del 1978, che è una pietra miliare nella storia della musica.

Debbie Harry ha un look sexy, sofisticato e raffinato al punto che anche ora che ha 69 anni è una icona. Non dimostra tutte quelle stagioni, lo ha dimostrato ieri sera. Sul palco con lei, oltre all’ex Stein e il batterista Clem Burke, rinforzati dagli innesti di Leigh Foxx, Tommy Kessler e Matt Katz-Bohen. E’ il tour che celebra 40 anni di carriera ma la ribellione delle origini c’è tutta.

I Blondie a Milano

I Blondie a Milano

Prima di Madonna e Lady Gaga c’era lei. Ma soprattutto c’erano le bionde del cinema: Jean Harlow, Lana Turner, Catherine Deneuve e l’immensa Marilyn. Lei veniva dalla recitazione e sul palco portava la sua idea di come avrebbe cantato una diva. Voleva essere intoccabile, una fissazione per il pubblico, un fascio di luce che ti ipnotizza. Una idea folle che ha funzionato.

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Billy Idol a Milano, va in…Fabrique

Da pioniere del punk a superstar globale Billy Idol ha creato una nicchia senza precedenti nella musica pop ed è rimasto un nome di riferimento per più di tre decadi. E’ rispettato come l’artista che molto tempo fa ha trovato il modo di portare il suo atteggiamento punk nel pop e rock mainstream, dando vita a canzoni che sono sopravvissute nel tempo. L’appuntamento con lui è fissato per il 23 novembre a La Fabrique di Milano

La storica cover di "Don't Stop" di Billy Idol

La storica cover di “Don’t Stop” di Billy Idol

Come parte del famoso Bromley Contingent e fan dei Sex Pistols, Billy Idol è stato ispirato fino a guidare la popolare band punk Britannica Generation X dal 1976 fino allo scioglimento della band nel 1981. Ha poi deciso di cercar fortuna in America. Ed è a questo punto che Idol ha iniziato a frequentate il genio della chitarra Steve Stevens forgiando una cruciale partnership musicale. Da quel momento in avanti Billy ha composto molte hits tra cui “Rebel Yell”, “White Wedding”, “Dancing With Myself”, “Flesh For Fantasy”, “Hot in the City”, “Eyes Without a Face” e “Cradle of Love” tra le tante.

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Television, due passaggi in 40 anni per i miti del Punk

Ho assistito, a Milano, a una delle sette date europee del Marquee Moon Tour dei Television. Se ne aggiungeranno poi quattro degli Stati Uniti e stop. Chi c’è stato c’è stato. Per gli altri la speranza di un disco live e di qualche video su youtube

I Television all'Alcatraz di Milano

I Television all’Alcatraz di Milano

Hanno avuto una carriera breve e altalenante i Television di Tom Verlaine. Tre dischi di cui il primo, “Marquee Moon”, pubblicato in piena rivoluzione Punk, nel 1977. L’anno dopo è arrivato “Adventure”, e nel 1993, quindi in un altra epoca, l’album che porta il loro nome. Barley Arts è stata illuminata a portare a casa questo live, non capiterà più, probabilmente, di ascoltare “Marquee Moon” in sequenza, con la voce ruvida di verlaine e le chitarre a fare una tessitura musicale magistrale. Pubblico variegato, con molti giovani, tanti che nel 1977 non erano nati ma sono accorsi a porgere il loro tributo ai miti, a questi sopravvissuti all’ultima vera rivoluzione musicale, che in quattro decenni si sono trovati poco ma lasciati tanto. E quando li vedi on stage viene la pelle d’oca. Lunga vita ai Television!