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Ragin’ Madness: l’ultimo singolo A Genius Like Me, parla la frontwoman Giulia Rubino

Divertenti e scanzonati, i rocker Ragin’ Madness hanno rilasciato da poche settimane il loro ultimo singolo A Genius Like Me. È l’occasione giusta per raggiungere la cantante e frontwoman Giulia Rubino e farci raccontare da lei gli aneddoti e le curiosità dietro l’ultima canzone, così come i progetti futuri del gruppo.

Giulia Rubino e i Ragin Madness

Giulia Rubino e i Ragin Madness

di Federico Moia

Ciao Giulia, grazie per l’intervista. Come stai?
Benissimo, grazie a voi! Tutto alla grande!
Ottimo, direi di partire subito con le ultime novità da parte dei Ragin’ Madness, ovvero il singolo A Genius Like Me, disponibile ormai da qualche settimana. Cosa ci puoi raccontare a proposito?
Sì, certo. Come hai detto, A Genius Like Me è uscito il 9 maggio e finora abbiamo ricevuto reazioni e commenti molto positivi. È stato sicuramente un momento molto importante per la nostra carriera. Per la prima volta abbiamo inserito molti elementi pop e funk che hanno contaminato la nostra musica che comunque di base è un rock/metal molto scanzonato e festaiolo. Posso dire che in ogni caso è stato un passo in avanti importante perché è davvero un brano in cui si possono percepire bene le esperienze e il background musicale di tutti i componenti. Nel precedente album Anatomy of a Freak Party del 2015 erano presenti molti brani che risalivano al periodo precedente alla formazione della band e che, quindi, non risentivano positivamente dei background e delle influenze musicali di tutti i componenti. In a Genius Like Me, invece, c’è al 100% l’anima di tutti i Ragin’ Madness. Colui che riesce a tenere insieme e a dirigere tutte queste influenze e a dare la visione d’insieme è Paolo Braghetto il nostro chitarrista. Lo definiamo il factotum dei Ragin’ Madness.
Il fatto che abbiate rilasciato un nuovo singolo significa quindi che siete prossimi a lanciare un nuovo album?
[Ride] Ce lo stanno chiedendo davvero in tanti. Posso dirti che un nuovo album ci sarà, ma non sappiamo ancora né come né quando. In questi ultimi mesi abbiamo lavorato a tante nuove idee, abbiamo tracciato le linee guida per molti brani, composto un nutrito numero di nuove basi. Ora dovremo lavorarci e riuscire a concretizzare tutte queste intuizioni. Poi stiamo anche pensando a come realizzare nuovi show, per riuscire a creare sempre spettacoli coinvolgenti ed emozionanti per i fan che ci supportano sempre. Quindi, sì, qualcosa è in cantiere ma non sappiamo ancora bene quando sarà disponibile qualcosa.
Anche per il nuovo singolo avete scelto la strada dell’autoproduzione. È una decisione ben precisa che vorreste perseguire anche con il prossimo album oppure vorreste cercare un’etichetta discografica?
Allora, questo è un discorso molto complesso ed è inevitabile fare anche un ragionamento sull’industria musicale attuale. Purtroppo, come ben sai, gli album vendono sempre meno e le piattaforme di streaming, come Spotify o Youtube, rivestono un ruolo sempre più importante. In questo contesto le etichette sono sempre in difficoltà e spesso decidono di non rischiare con band nuove. Inoltre sempre più spesso, l’album inteso come raccolta di inediti legati da un filo comune viene accantonato in favore di singoli e hit facili e di fruizione immediata. Io rimango sempre molto affezionata al concetto di album anche perché è quello con cui sono cresciuta e che mi entusiasma maggiormente. Questa premessa per dire appunto che oggi è difficile trovare un’etichetta. Sicuramente cercheremo di battere questa strada in vista del prossimo album anche se ancora niente è stabilito.
Mi hai accennato prima a background e ispirazioni musicali differenti. Mi puoi raccontare qualcosa in più riguardo alle vostre influenze?
Sì, come ti ho detto proveniamo da panorami musicali abbastanza diversi e quindi spesso la differenza di vedute e di ispirazioni porta quasi a degli scontri tra noi. C’è chi viene dall’ambiente symphonic metal, chi da quello black metal, chi dal prog. Io personalmente amo molto band come i Black Label Society e gli Halestorm di Lizzy Hale. Nell’ultimo singolo abbiamo fatto confluire radici funk e pop. Come vedi è davvero un mix esplosivo. Come ti accennavo, è sempre Paolo colui che cerca di bilanciare gli equilibri all’interno del gruppo e a fare sì che la musica vada nella giusta direzione.
I testi dell’ultimo singolo, così come quelli dei brani del precedente album, sono tutti leggeri, scanzonati e autoironici. È una scelta ben precisa quella di tenere questi toni oppure avete sviluppato sempre i testi in maniera spontanea senza prefissarvi alcuna regola?
Mi sento chiamata in causa visto che l’autrice dei testi sono principalmente io. Direi che i testi sono sempre nati dalla passione o dall’emozione ben precisa di un momento. Non mi sono mai prefissata regole a priori ma ho sempre cercato di veicolare un contenuto, un messaggio, in modo tale che potesse essere adatto allo stile e all’identità dei Ragin’ Madness. Se la maggior parte dei testi sono ironici e “caciaroni” è perché rispecchiano la nostra identità come band. Tra noi c’è un rapporto di amicizia che va al di là della musica, visto che tra noi ci conoscevamo già prima. È normale che le elazioni e l’equilibrio all’interno del gruppo si siano armonizzati naturalmente e tra noi ci sia sempre una grande serenità e senso di complicità. Se alcuni testi sono autoironici è perché noi siamo molto amici e ci divertiamo sopra e fuori dal palco. Non nascondo che magari alcuni dei testi che sto preparando per il nuovo album possano finire per essere più riflessivi e impegnati. A me piace molto la psicologia e potrebbe essere un modo per parlare dell’interiorità e delle emozioni delle persone. Non penso invece che tratteremo mai di temi o problematiche sociali.
C’è qualche band o artista nella scena rock italiana con cui avete collaborato o con la quale vi piacerebbe collaborare in futuro? O semplicemente con la quale ci sia una particolare vicinanza d’intenti?
Sì, assolutamente. Ti direi senza pensarci un attimo i Give Us Barabba, una band avantgarde in cui milita proprio Paolo e che sono un po’ i nostri cugini musicali. Non abbiamo mai condiviso un palcoscenico, in realtà, ma abbiamo un legame molto stretto e siamo amici. Anche loro condividono il nostro gusto per l’ironia e l’autoironia. Abbiamo proprio tanto in comune.
Vuoi aggiungere qualcosa o lasciare un messaggio per i vostri fan?
Vorrei solo aggiungere che i Ragin’ Madness non sarebbero niente senza la loro validissima e preparatissima crew. Noi siamo solo i musicisti che si esibiscono e giocano a fare le rockstar, ma senza tecnici, fonici e ingegneri che ci seguono e preparano ogni singolo show e spettacolo non riusciremmo davvero a fare nulla. Può sembrare banale ma il nostro successo è in gran parte merito loro. E naturalmente grazie ai nostri fan che fortunatamente, data dopo data, diventano sempre più numerosi. Grazie di cuore a tutti!

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Ragin Madness, il nuovo video è A Genius Like Me: guardalo qui

Da oggi, venerdì 10 maggio, è disponibile su YouTube “A Genius like me”, il video del nuovo singolo dei Ragin’ Madness, heavy metal band veneta capitanata dalla grintosa Giulia Rubino. Il brano, già disponibile in streaming e in rotazione radiofonica, rappresenta un punto di svolta per la formazione, che, mantenendo intatta la potenza dei suoni, contamina la propria produzione con venature funk e pop.

Ragin' Madness

Ragin’ Madness

 

A  GENIUS LIKE ME, IL VIDEO

I know it’s difficult to deal with a Genius like me

I did not mean to offend you for my inborn higher IQ

I know It’s difficult to deal with a Genius like me

You just have to do what I say you’re supposed to do


«Dopo il precedente disco “Anatomy of a freak party” abbiamo deciso di mostrare ancora di più i nostri muscoli. – Raccontano i Ragin’ Madness –  “A Genius like me” è un brano con maggiori contaminazioni rispetto al passato, tutte dovute alle diverse influenze di ogni membro del gruppo, con più “pepe” e arrangiamenti più complessi. Non manca la nostra tipica dose d’ironia. Il testo, infatti, è una divertente sintesi dei nostri rapporti interni, dove ci siamo noi (Francesco, Giulia, Manta e Fabio) che rendiamo la vita impossibile a Paolo, il “control freak” della situazione. Il tutto usato come metafora per spiegare, nel nostro stile, che il controllo non ci piace.» A Genius like me è stata scritta da Giulia Rubino, composta da Paolo Braghetto, arrangiata e prodotta daiRagin’ Madness e registrata e mixata al DropC Studio Padova. Master di Aemme studio Lecco. Il video è opera del regista Francesco Sogaro.

I padovani Ragin’ Madness sono Giulia Rubino alla voce, Paolo Braghetto e Fabio Compagno alle chitarre, Alex Manta al basso e Francesco Forin alla batteria. La band si forma nel 2014 e, un anno dopo, pubblica l’omonimo debut album, completamente autoprodotto e anticipato dal singolo “Today I feel inspired”, lanciato con un videoclip ufficiale nella primavera di quell’anno. Nel 2016, la formazione torna con un secondo disco, “Anatomy of a freak party”, che li fa notare dalla critica di settore, grazie a un sound personale dove heavy metal, southern rock e hard rock si uniscono alla perfezione, e a dei testi estremamente ironici che sottolineano il carattere festaioli della band. Il successo del disco e del singolo “The guys are in da club”,  il cui video è stato registrato dal vivo al Rock’n’Roll di Milano e promosso e con un interactive video giocabile su Youtube da PC (“Ragin’ Madness – THE GAME”) li porta a suonare in giro per tutto il nord Italia, collezionando una serie di ben sessanta date in alcuni dei rock club più famosi e frequentati. Diretta conseguenza di questo “tour de force”, una fan base sempre crescente che segue costantemente i Ragin’ Madness, fino ad organizzare vere trasferte da una città all’altra. Nell’aprile 2019 la band torna con un nuovo singolo, “A Genius like me”, con il quale la formazione veneta contamina la potenza delle sue sonorità con venature funk e pop.