0

Ernia, un rapper da 68 con lode

Esce venerdì 7 settembre, dopo un anno dall’album Come uccidere un usignolo/67, il nuovo album di Ernia intitolato 68. Quest’album anticipato dai brani Domani e Simba contiene 12 tracce inedite. Noi abbiamo incontrato Ernia per farci raccontare qualcosa in più sull’album.

Ernia

Ernia

di Carlotta Sorrentino

Raccontami dell’album? Cosa significa 68?
E’ il lavoro che meglio riflette il percorso fatto finora. Il disco rappresenta il momento della carriera che sto vivendo. Il titolo, 68 prende il nome dall’unico autobus che porta da Bonola, quartiere in cui sono cresciuto, che è estrema periferia milanese, a Porta Genova che è il centro della città. Per me questo autobus è una metafora della crescita del mio percorso.
La copertina dell’album è un chiaro riferimento alla copertine di Vogue scatta da Blumenfeld nel 1950: come mai questa scelta?
Principalmente perché mi piaceva, quando è stato il momento di scegliere mi erano state fatte varie proposte e appena ho visto questa immagine mi è piaciuta subito molto. Oggi l’immagine del rapper è spesso tamarra e troppo piena, sembrano quasi tutti dei mafiosi con queste collanone e questo oro. Appena ho visto quell’immagine così iconica, elegante e pulita ho pensato che è proprio quella che meglio mi rappresenta.
Nell’album è presente una sola collaborazione, come mai e perché hai scelto Tedua?
Perché fare tante collaborazioni? E’ il mio primo album, e nonostante a me piaccia molto fare featuring con altri artisti per questo album ho deciso di inserirne solo una. La scelta di Tedua è perché doveva capitare, io e lui siamo cresciuti insieme e prima che tornasse a vivere a Genova con sua madre, abbiamo iniziato a fare musica insieme, ci tengo molto a questa collaborazione.
Questo è l’album che segna il passaggio dall’essere emergente all’essere uno dei giovani meglio considerati in Italia. Cosa significa per te questo passaggio?
Questo cambiamento è una crescita che si percepisce solo online, nella vita vera continuo a essere me stesso e a fare ciò che faccio sempre senza forti cambiamenti.
Come uccidere un usignolo è disco d’oro cosa ti aspetti da 68?
Dai, facciamolo anche con 68 un disco d’oro! Con Come uccidere un usignolo non ce lo aspettavamo ed è stata una bellissima sorpresa.
Chi sono gli emergenti da tenere d’occhio?
Questo è un momento di cambio generazionale, noi che eravamo emergenti siamo ormai sulla scena da un po’. I nuovi emergenti fanno tutte cose già fatte e tendono semplicemente a imitare Sfera, facendo trap sotto i palazzoni, c’è bisogno di novità. Personalmente non penso ci sia nessuno da tenere particolarmente d’occhio ora come ora.
Hai da poco concluso il tour, come è andato?
Il tour è andato molto meglio di come mi immaginassi. Il tour invernale è stato pazzesco, è venuta tanta gente ed è quello che è importante alla fine, avere tanti numeri sul web ma poi i live vuoti non serve a nulla. Molto bello anche il tour estivo anche se un po’ più dispersivo e complicato perché i locali all’aperto sono più complicati da affrontare.
Visto che l’album si può ascoltare dall’inizio alla fine e dalla fine all’inizio tu in che modo preferisci ascoltarlo?
Ascoltarlo dalla fine all’inizio è come ascoltare il mio percorso il ordine cronologico, so già che vinco! A me piace ascoltarlo in ordine, dall’inizio alla fine.

0

Doll Kill, Oh My Doll è il nuovo EP della rapper sarda: guarda il video di Tokyo

Oh My Doll è il quarto lavoro per la rapper sarda Doll Kill, un EP di quattro tracce prodotto dalla label romana TAK production.

Doll Kill

Doll Kill

TOKYO, IL VIDEO

Un po’ come in tutta la sua produzione, Doll richiama contenuti forti e provocatori, mettendo in luce la sua spiccata personalità. La copertina rimanda all’immaginario rosa degli Anni ’50, una critica alla massima aspirazione femminile dell’ epoca, le pin up, che rappresentavano la donna come mero oggetto sessuale. Attraverso le rime, l’approccio e il look, Doll Kill vuole destabilizzare il pubblico, mescolando femminilità e aggressività dove il suo viso candido tradisce un atteggiamento da “maschiaccia”. Doll Kill è una ragazza di poche parole, convinta del fatto che “la gente sta più attenta quando dici poco”. Anticipato dal singolo Metempsicosi con la produzione di Sick Luke e dal Tokyo, Oh My Doll è interamente prodotto da Eker Blow, beatmaker sardo, nonché fratello maggiore di Doll Kill. La scelta di non coinvolgere altri artisti con featuring, sottolinea la scelta dell’artista di concentrarsi su se stessa per mettere ulteriormente in luce la sua scrittura e il suo flow.

 

0

Trafitto da Lucrezia Dea (feat. Hyst): guarda il VIDEO

A tre anni da suo primo album Clip e la collaborazione del singolo Revolution prodotto da The Essence, Lucrezia Dea ha riscosso interesse nelle scene musicali dell’ Hip Hop italiano, adesso ritorna col nuovo singolo Trafitto in collaborazione con Hyst,

Lucreazia Dea

Lucreazia Dea

TRAFITTO: GUARDA IL VIDEO

Il brano prodotto da Blackstone Management e distribuito da Mhodì Records È un mix di suoni elettronici e delicati prodotti da Funkyman che si sposano perfettamente con le immagini proposte dal videoclip con la regia di Nanni Musiqo. Questo brano è l’inizio di una serie di singoli con la quale la rapper siciliana si proporrà al grande pubblico. Non resta che farvi “trafiggere” dalle note di questo pezzo e continuare a seguirla sui social per le future uscite.