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Marti Stone, una rapper sulla bocca di tutti

Marti Stone è una rapper che ti sfonda con lo sguardo e con la voce, forte come i suoi contenuti. È ironica e seducente, è donna, e questo suona ancora strano in Italia.

La cover di Marti Stone

La cover di Marti Stone

Però, proprio come tutti gli altri rapper, con o senza testosterone, ama le feste da nascondere dietro gli occhiali da sole, canta il sesso e l’amore, ma soprattutto racconta il disagio sociale, con pungenti giri di parole che rubano dal vocabolario straniero la possibilità di costruire nuove rime e bizzarri ingranaggi. Sesso, dipendenze e musica sono classici palliativi per una giovane esistenza in crisi senza prospettive, ma sulla bocca di Marti diventano anche la porta di ingresso per montare su un aeroplano, da cui guardare il mondo da lontano, dall’alto e in costante movimento, per sentirsi davvero liberi e a casa “in tutta la nazione, in ogni stazione, in ogni emozione”.

Con la determinazione dura come la pietra che si trascina dietro il suo vero nome, ristretto però in arti per non perdere tempo, la giovanissima rapper Marti Stone è da martedì 3 giugno in tutti gli store digitali con il disco “Sulla bocca di tutti”, per l’etichetta La Grande Onda di Piotta e la distribuzione Made in Etaly. Con questo primo album ufficiale, prodotto artisticamente da DaCo e Manu PHL (già beatmaker per Clementino, Debbit, Kiave, Turi, etc.), Marti Stone, classe ’92, partita maggiorenne da Lanciano e da allora sempre in tour, mette in mostra le sue “rime ostinate e le suole bruciate” per il suo irrefrenabile vizio di prendere i treni di corsa e scappare via dalla fiction di tutti i giorni.

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Music Summer Festival: the winner is…Clementino!

Clementino vince il Music Summer Festival 2013

Clementino è il vincitore del Music Summer Festival 2013, la manifestazione canora andata in onda nel mese di  luglio per quattro appuntamenti in prima serata su Canale 5 e in contemporanea radiofonica su RTL 102.5. Clementino, arrivato primo tra i 9 giovani artisti in gara, ha partecipato col singolo “O’ Vient”, tratto dal suo album “Mea Culpa”, pubblicato a maggio su etichetta Universal/Tempi Duri.

“Eclettico” è l’aggettivo che meglio definisce Clementino. Star assoluta del free style (non c’è nessuno che possa dire di averlo battuto da quando, nel 2004, ha vinto il “Tecniche Perfette”). Il rapper napoletano che da sempre unisce la passione per la recitazione e il teatro alla musica (ha recitato in “Che Ora è” adattamento teatrale del film di Ettore Scola, diretto per la scena da Pino Quartullo), recentemente ha aperto alcune date del tour negli stadi di Jovanotti. La collaborazione con Lorenzo (che lo ha definito “uno dei nuovi cantautori più interessanti che abbiamo”) è nata per l’album “Mea Culpa”, con il duetto per il  brano “Fratello”.

Nel 2011 è l’incontro con Fabri Fibra a Napoli, durante il Controcultura Tour, a segnare la svolta nella carriera di Clementino. Fabri Fibra riconosce il particolare talento del rapper napoletano e lo porta a firmare per la sua etichetta Tempi Duri. In “Mea Culpa” le collaborazioni di Clementino sono svariate e spaziano dal mondo rap vero e proprio (tra cui Fabri Fibra nel brano ”Questa volta” e Marracash nel brano “Delle Palazzine” ) a quello più pop e rocknroll (vedi i duetti con Il Cile e i Negrita, rispettivamente ospiti nei brani “Il Re Lucertola” e “Buenos Aires/Napoli”).

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Emis Killa, il rapper di strada che non teme la verità

Emis Killa

Emis Killa cresce. Tra le nuove leve dell’hip hop è tra quelli che più i giovani amano. Perché è uno di loro. Uno cre frequenta sempre gli stessi amici  e che crede ancora nel valore della strada: <Una volta tutto si svolgeva in strada. Si giocava, si faceva amicizia, ci si trovava…poi sono arrivati i social network e ci si è rintanati in casa. Ma io credo ancora nella strada, lì ci sono le radici dell’hip hop e della vita.
Il suo album “L’Erba cattiva” va benissimo.

Sono contento. Ci ho lavorato molto. E’ il frutto di anni di lavoro, di decine di canzoni affidate alla rete.
I suoi testi non si possono definire proprio buonisti.

Sono molto estremi, come sono estremo io.
Sembra un anarchico.
Non lo so ma di certo seguo la politica. Neanche la religione. È giusto che ognuno abbia qualcosa in cui credere ma in Italia siamo quasi
costretti a essere cattolici.
Sarà per la presenza del Vaticano?
Probabile. Pensi a Milano quando c’è stata la visita del Pontefice: strade bloccate, zone proibite ai cittadini.
E costi esorbitanti.
Se poi è vero che è costato tre milioni di euro co nlacrisi che si respira e il dramma dell’Emilia piegata dal terremoto mi sembrano tantini.
Momento difficile.
Io non navigo nell’oro ma ho dato il mio contributo per le vittime del terremoto.
Bisogna darsi una scossa.
Il problema è che in Italia tutti si lamentano e poi nessuno si attiva realmente per cambiare le cose.