0

Furious Georgie canta Sono Mama!: che disco!

Ci sono dei dischi che ti incantano al primo ascolto. Non capita spesso ma per fortuna…capita. Quello di Furious Georgie, ascoltato quasi per caso, è rientra in questa ristretta categoria. Le parole, il suono, le variazioni di suono, gli elementi poetici, l’idea solare che trasmette…difficile che tutti questi elementi si trovino in un solo album. Bravo bravo a Giorgio Trombino, l’avatar anagrafico di Furious Gergie, per il suo .

Furious Georgie, la cove di Sono-Mama!

Furious Georgie, la cove di Sono-Mama!

Uscirà il 22 aprile, in concomitanza con il Record Store Day, il secondo disco del cantautore siciliano Furious Georgie, al secolo Giorgio Trombino. Sono-Mama!, questo il titolo, segue a quattro anni di distanza il tanto acclamato dalla critica You Know It (Tone Deaf Records). Registrato al Tone Deaf Studio di Palermo con l’ausilio di Silvio “Spadino” Punzo, Sono-Mama! è la personale interpretazione di Furious Georgie alla creazione artistica. “È un’espressione giapponese che significa ‘proprio così, esattamente così’ – racconta l’artista palermitano – e nel libro ‘La via dello Zen’ indica lo spirito con il quale si consiglia di avvicinarsi alla creazione nell’arte Zen e nella scrittura degli Haiku. Tramite questa visione del mondo ci si approccia alla creazione con uno sguardo distaccato dalla prospettiva umana e terrena e si cerca di fotografare la realtà senza orpelli e adulterazioni.” L’album risulta equamente diviso in due sezioni, una acustica e l’altra elettrica, con collegamenti più o meno diretti al primo album ma con influenze riconducibili a gruppi come Popol Vuh, Can o Phish. Resta inalterato il quid fondamentalmente psichedelico del progetto Furious Georgie ben esemplificato in You Know It. E così come per il primo lavoro, anche in Sono-Mama! tutti gli strumenti sono stati sovraincisi da Giorgio Trombino. Disco ufficiale del Record Store Day di Palermo durante il quale sarà presentato con uno showcase live, Sono-Mama! è stato prodotto da sei etichette: NonomoriOnisco Associazione Culturale, Qanat RecordsRizzo Manufacture StudioTempus FugitTone Deaf Records.

 

0

Eco di Sirene Tour: Carmen Consoli oltre il confine del sogno

Come una sacerdotessa laica in abito bianco pronta a regalare un sogno. Carmen Consoli così è apparsa sul palco del Teatro delle Celebrazioni di Bologna per la prima delle due date felsinee dell’Eco di Sirene Tour. Al suo fianco soltanto Emilia Belfiore e Claudia della Gatta, violino e violoncello. Quando sul palco sale Carmen è difficile annoiarsi ma questa volta mi ha davvero stupito, per carisma, eleganza, voce e magnetismo.

Carmen Consoli Live

Carmen Consoli Live

Il concerto, in forma semi-acustica, è andato avanti per circa due ore e mezzo ed è stato aperto da Eva, rivelazione dell’ultima edizione di X Factor, che ha conquistato il pubblico con tre canzoni, tra cui quel Voglio andare fino in fondo per lei scritto da Giuliano Sangiorgi. Carmen Consoli, perla nella conchiglia (quella è la forma che è stata data al palco) ha suonato, nell’arco della serata, ben sei chitarre. Non avendo un disco in promozione ha potuto costruire una scaletta che ha toccato tutte le tappe della sua storia. Il pubblico ha apprezzato fin dall’inizio quando ha proposto Sulle rive di Morfeo, Parole di burro e Fiori d’arancio. Poche parole e tanta musica. Un concerto essenziale ma che lascia il segno come un libro divorato con foga: lei non ha bisogno di parlato ci sono già i suoi testi che urlano. Si è concessa il doveroso ringraziamento al pubblico, ai suoi collaboratori e alle “due fimminazze, che in Sicilia a un valore positivo, che sono sul palco con me”, qualche aneddoto sulla sua famiglia e qualche lieve, nei toni ma non nei contenuti, richiamo sociale. D’altra parte canzoni come Geisha, Mio Zio e Maria Catena sono manifesti che denunciano, col cuore che ribolle, violenze verso le donne che non si sono mai sopite. A qualunque latitudine. Non mi dilungo sulla scaletta, va scoperta in platea…ma vanno citate perle (a proposito di conchiglia) quali L’ultimo bacio, Contessa Miseria, Confusa e felice, Quello che sento e Amore di Plastica con cui chiude la serata. Cercate, per quanto possibile, di incontrare Carmen e la sua musica…un viaggio profondo nelle nostre coscienze, che tocca i sentimenti, belli e brutti, e che fa tornare a casa col sorriso. Quei sorrisi che oggi sono sempre più rari.

0

Nicolas Michaux, A la vie A la mort: la recensione

L’essenza del polistrumentista. Nicolas Michaux irrompe nell’empireo della musica con un disco che dalle radici folk stende i rami per l’elettro-pop, la balld, un rock lieve. Il disco è A la vie A la mort.

Nicolas Michaud

Nicolas Michaux

E’ quello che non ti aspetti. L’album di debutto di Nicolas Michaux si intitola A la vie A la mort e racconta gli incontri e i momenti che hanno segnato la sua vita. Sono dieci brani in levare che portano alla luce quanto oggi sia importante la parola. In una epoca dove i suoni sono spesso invadenti e dove più che cantare si urla, il cantautore belga restituisce alle parole una dolcezza d’altri tempi che cui dona una spessa patina di attualità. Gli arrangiamenti sono minimali e le sonorità intime, da club. Il richiamo agli chansonnier degli anni Settanta è evidente ma la differenza sta nel come lui tratta il suono poiché ci mette carezze di synth, fa incursioni pop e questo rende il suo sound unico. Un disco da ascoltare con particolare attenzione perchè è stratificato…nasconde sempre qualcosa che nobilita ogni ascolto. E più A la vie A la mort si consuma più mostra tutte le sue sfumature.