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Alt! Renato Zero torna all’Arena di Verona

Reclamato a gran voce dai propri fan, Renato Zero torna live a oltre due anni di distanza dall’ultimo tour! L’1 e 2 giugno, infatti, l’artista si esibirà nella prestigiosa location dell’Arena di Verona, dove incanterà il pubblico con i suoi successi di sempre e presenterà per la prima volta dal vivo i nuovi brani contenuti nell’album ALT, in uscita l’8 aprile.

Renato Zero

Renato Zero

Dalle ore 16.00 di giovedì 24 marzo sarà possibile acquistare in prevendita i biglietti online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali. Unico, rivoluzionario, libero. A tre anni dal doppio progetto di Amo, incentrato su tematiche più intime e riflessive, Renato Zero torna, forte di rinnovata passione e spirito di denuncia, ai grandi temi sociali e alle battaglie civili con Alt: 14 brani inediti, dove trovano spazio i temi della fede, della violenza, dei giovani, del lavoro, del destino dell’arte, dell’amore in tutte le sue declinazioni, dell’ecologia, delle politiche d’accoglienza e dei nuclei affettivi. Da venerdì 25 marzo l’album sarà in preorder in formato digitale su iTunes; tutti coloro che lo acquisteranno in anteprima, riceveranno subito come instantgratification due brani Chiedi e Gli anni miei raccontano.

Questa la tracklist del disco “ALT”: “Chiedi”, “In questo misero show”, “La lista”, “In apparenza”, “Il cielo è degli angeli”, “Il tuo sorriso”, “Perché non mi porti con te”, “Gesù”, “La voce che ti do”, “Nemici miei”, “Vi assolverete mai”, “Alla tua festa”, “Rivoluzione”, “Gli anni miei raccontano”. Il disco è anticipato dal singolo Chiedi (musica di Renato Zero e Maurizio Fabrizio; testo di Renato Zero), attualmente in rotazione radiofonica e disponibile in digital download, il cui video, diretto da Sebastiano Bontempi con la fotografia di Timoty Aliprandi. Un po’ di numeri: 28 album in studio, 3 raccolte, più di cinquecento canzoni, 45 milioni di dischi venduti. Ma Renato Zero ancora ai trofei preferisce la piazza, le sue accorate grida e i suoi intimi sussurri. La fede, la violenza, i giovani, il lavoro, il destino dell’arte, l’amore nelle sue declinazioni, l’ecologia, le politiche d’accoglienza, i nuclei affettivi. Tanti temi trovano spazio in queste nuove sorprendenti canzoni, che ancora una volta non leggono il giornale di oggi ma quello di domani, guardando avanti e alle nuove generazioni con coraggio, spirito identitario e irriducibile speranza.

 

 

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Renato Zero prepara un gran finale per l’Amo Tour

Si aggiungono ancora nuove date al tour dei record di Renato Zero. Nel corso del “Gran Finale” previsto a febbraio, l’Amo Tour farà tappa anche al Pala Rossini di Ancona, il 18 febbraio, e al Pala Bam di Mantova, il 21 febbraio.

Renato Zero

Renato Zero

Le prevendite per le nuove date si apriranno martedì 14 gennaio alle ore 16. Mentre in radio suona Sia neve, il nuovo singolo estratto dall’ultimo album di inediti di Zero Amo – Capitolo II, non accenna dunque ad arrestarsi la richiesta da parte del pubblico di poter assistere al live dell’artista, che da aprile a dicembre 2013, ha già raccolto oltre 300 mila spettatori in 48 date nei palasport di tutta Italia. Continue Reading

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Le interviste di Note Spillate: Renato Zero racconta il secondo capitolo di "Amo"

Renazo Zero durante l'incontro con Note Spillate

“Amo – Capitolo secondo” e già questo titolo scioglie i cuori e i pensieri. Se poi il cantore è Renato Zero che l’amore ce lo canta in tutte le sue sfaccettature dagli anni Settanta, i sentimenti sono ancora più caldi. Il papà di migliaia di sorcini ci regala 15 nuove canzoni e intanto continua a girare l’Italia con tour che colleziona sold out e ora occhieggia all’estero.

Renato Zero ogni sera oltre tre ore sul palco.
E dire che una volta avevo l’ansia da palcoscenico! Ora vivo i concerti come una terapia. Il mio percorso artistico mi ha fatto guadagnare autonomia, resistenza e lucidità.
Anche nei momenti più difficili della carriera il pubblico non la ha mai abbandonata.
E’ ostinatamente presente.
Polemico?
Il botteghino è la mia rivincita sullo snobbismo dei media che non segnalano questi risultati.
Ci parli dei due “Amo”?
Sono una svolta nella scrittura, i testi hanno una nuova prospettiva.
Cosa intende?
Mi rivolgo ai giovani con più coraggio e meno retorica. Sento l’emozione di canzoni che giungono nelle orecchie di gente insospettabile.
Ci sono molte contaminazioni.
Una magia in paese qual è l’Italia che è restia alle jam session sono difficili.
Ancora polemico?
Si parla tanto di Europa ma non si fa nulla per costruirla e allora i provo a dare un scossone: usciamo dalla provincia, portiamo altrove la nostra arte e il nostro mondo.
Belle parole ma nei fatti?
Le major detengono il monopolio nelle televisioni italiane: viene emarginato il nuovo che avanza con risultati disastrosi.
Tipo?
Non si fanno crescere i potenziali De Andrè. Con questo ostracismo non vedremo più gente come Lucio Dalla. Finché si lavora per incanalare la gente in un percorso pericoloso e anti-produttivo non si approda a nulla. Per riaprire il canale dei produttori e degli autori non bisogna guardare il look ma chiedere di farci vedere quel che sanno fare. La mia generazione ha oggi una rivincita amara: i miei si sono rappresentati bene, qualcuno forse si è perso in qualche festival politico, ci sono stati retaggi nella commistione tra politica e musica che hanno incasinato le

Renato Zero

 acque, ma recepita la lezione si è andati avanti.
Lei si produce in proprio.
E’ una bella sensazione di libertà. Ma alle major non piace. Mi ricorda quando avevo messo in commercio i miei occhiali. Dopo un po’ le grosse aziende hanno chiesto di non venderli.
Consiglierebbe l’auto-produzione?
Eccome e al di là dei risultati perché è una forma di preservazione per tenere la musica lontana da ingerenze inopportune.
Cosa rappresenta oggi Renato Zero?
Una vittoria della musica italiana più che personale.
Che insegnamento dà?
Invito i giovani a non stare davanti al pc con i campionatori ma a vedersi e suonare, come facevo io nella cantina di via Torino, vicino alla stazione Termini a Roma.
Oggi gli spazi mancano.
Lo Stato vuole vendere le caserme? Ne dia qualcuna ai giovani per fare arte.
Prossimi appuntamenti?
Altri concerti e poi un tour estero. Infine uscirà un cofanetto speciale di “Amo”.
Una canzone si intitola “L’eterno ultimo”: lei non lo è più…
Ma lo sono stato. La dedico a tutti i ragazzi che rischiano di esserlo ma non lo meritano.
Sentirsi ancora dire “Ciao Ni” la emoziona?
Incarna la sofferenza e te la chiedono all’anagrafe quando vuoi fare l’artista.