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Notre Dame de Paris all’Arena di Verona, un tris finale…da favola: il racconto

Sono passati 15 anni dalla prima rappresentazione di Notre Dame de Paris, l’opera teatrale più di successo in Italia e che ha conquistato quasi 4 milioni di persone e toccato circa 50 diverse città. Il cast originale è tornato a Verona per l’ultima entrata in scena prima di una lunga pausa già preannunciata, “e poi… chissà” dice Riccardo Cocciante. Vi raccontiamo la prima delle tre serate in Arena.

Notre Dame de Paris all'Arena di Verona

Notre Dame de Paris all’Arena di Verona

di Irene Venturi

“Se 15 anni fa mi avessero chiesto quanto tempo pensa che Notre Dame de Paris reggerà la scena?-avrei risposto spero un paio d’anni, che per il teatro in Italia sono troppi. Sono passati 15 anni e ha continuato a tenere la scena con un successo strepitoso, che non conosce paragoni», commenta uno degli artefici, David Zard. L’Arena è ancora una volta sold out per l’opera popolare moderna che da 15 anni non ha smesso di far sognare grandi e bambini. É il tempo delle cattedrali, e proprio a Verona, cattedrale dell’amore, è avvenuto il saluto dalle scene (temporaneo?) del musical dei record scritto da Riccardo Cocciante e Luc Plamondon, nella versione italiana con i testi di Pasquale Panella. Varcata la soglia di uno dei tanti arcovoli si comincia a respirare un’aria diversa. Non sarà un concerto, non sarà solo una serata di musica e spettacolo. Ti siedi ma ti sembra che sia già iniziata l’opera perché senza accorgertene inizi a cantare le canzoni insieme a chi ti circonda. Sono attimi di trepidante ed emozionante attesa. Il palco è ancora dormiente, la scenografia ancora non si intravede e le persone prendono posto.

Notre Dame de Paris all'Arena di Verona

Notre Dame de Paris all’Arena di Verona

Si abbassano le luci in Arena e il palco, di un blu profondissimo, prende forma, colore, vita. Finalmente chi voleva cantare lo può fare con Esmeralda (Lola Ponce), Quasimodo (Giò di Tonno), Frollo (Vittorio Matteucci), Clopin (Leonardo di Minno), Grigiore (Matteo Setti), Febo (Graziano Galatone) e Fiordaliso (Tania Tuccinardi). “É una storia che ha per luogo, Parigi nell’anno del Signore, millequattrocentottantadue. Storia d’amore e di passione”. La storia è più che nota, così da assaporare ogni singola sfumatura o quadro dell’opera. La più acclamata pare essere Esmeralda, accolta da un caloroso abbraccio da parte del pubblico. Lei, così passionale, sensuale e desiderata, con un cuore destinato solo a Febo, attanagliato tra due amori così distanti e così diversi come quello per Fiordaliso e la zingara. Quasimodo, interpretato sempre egregiamente da Giò di Tonno, cerca di superare l’ostacolo estetico che lo tiene rinchiuso nella cattedrale per conquistare la bella gitana, rendendo semplice perfino cantare incatenato ad una ruota. É con “le campane” che riesce a rapire il pubblico grazie anche alla scenografia e grazie al corpo di ballo che con coreografie circensi cattura l’attenzione dal primo all’ultimo secondo. É storia di amori carnali e passionali, verso una donna o verso un paese, verso la religione o verso la poesia e la scienza, è storia di odio, guerra, gelosie e ingiustizie, è storia di personaggi che ormai sono entrati nei cuori della gente, quella gente che vorrebbe che questo fosse solo un “Arrivederci”.

Il cast di Notre Dame de Paris all'Arena di Verona

Il cast di Notre Dame de Paris all’Arena di Verona

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Cocciante, canzoni e opera popolare ascoltando Club Dogo e Korn

Riccardo Cocciante (foto di Michel Figuet)

E’ il papà dell’Opera popolare, ha scritto “Margherita”, “Celeste Nostalgia”, “Quando finisce un amore” e “Bella senz’anima” ma ascolta Korn e Club. Quando di più lontano può esserci dalla sua musica. Ma non dalla sua natura curiosa, onnivora di musica. Riccardo Cocciante è stato tra i primi a capire il valore delle contaminazioni. Ha da poco pubblicato un album quadruplo, “Sulle labbra e nel pensiero”, che riassume una storia fuori dall’ordinario. Note Spillate lo ha incontrato in albergo a Milano.
Cocciante vive sempre in Irlanda?
Si, ho decisoo di vivere altrove per non farmi condizionare dal successo e da tutti quegli elementi che possono falsare l’idea di verità di uno che deve comporre e creare. Quando l’ingranaggio commerciale sopravanza quello artistico si resta spaesati. davanti a tutto deve esserci l’uomo.
Eravamo all’Arena di Verona quando ha tenuto il suo ultimo concerto: ripensamenti?
Assolutamente. Farne uno ogni tanto è un piacere ma cadere ancora nelle logiche dei tour riporta nell’ ingranaggio. Il piacere è dato dall’ogni tanto.
Con “Notre Dame de Paris” e “Giulietta e Romeo” ha sdoganato il musical.
Ho sperato si potesse sviluppare per fronteggiare lo strapotere di Inghilterra e America ma si è sviluppato nella parte superficiale.
I suoi però non sono musical.
A “Notre Dame” non ho dato per scelta il nome musical, è l’operetta degli anglosassoni. E’ Opera popolare.
Ha conquistato tanta gente annoiata dall’Opera tradizionale.
Si crede ancora che sia quella dell’Ottocento, con voci impostate e violini.
Cosa è un’Opera?
E’ mettere in musica una pièce teatrale. Oggi serve un nuovo linguaggio per conquistare i giovani.
Lei ne è il padre.
Se è così sono fiero di questa paternità.
Verso quale futuro dobbiamo guardare?
Il jazz è la musica classica del Novecento. Ora bisogna puntare su India e Africa, capire loro musica e loro vocalità.
Cosa è una canzone?
Un vettore di racconto. Non chiamatele canzonette. Molta musica classica si è ispirata alla musica popolare dei trovatori.
Bella rivoluzione ha fatto con Notre Dame.
Dopo sono venute traduzioni di musical ma anche originali creazioni artistiche. Troppo spesso la scenografia e la messa in scena sopravanzano i testi. Prima deve rimanere la storia, così io lavoro.
Questa è cultura.
E la cultura è una forma di trasmissione del pensiero.
Che c’è nel suo futuro?
Tornare a Verona con Giuletta e Romeo. Stiamo anche lavorando a un film girato a Verona nei luoghi storici della vicenda. Dopo dieci anni Notre Dame ha bisogno di una pausa ma tornerà. Poi Il Piccolo Principe, ripartendo dalla Francia per arrivare in Italia.