0

Arisa a Sanreno guardando il cielo!

Dopo un’anno da “valletta” Arisa torna in gara al Festival di Sanremo, portando in dote un secondo posto e due vittorie nel 2009 con Sincerità e nel 2014 con Controvento. Quest’anno canterà Guardando il cielo, scritto da Giuseppe Anastasi e che da il nome al suo nuovo album. La abbiamo intervistata.

Arisa

Arisa

di Carlotta Sorrentino

Nella serata cover interpreterà Cuore cover italiana di Heart di Phil Spector, resa celebre nel nostro paese da Rita Pavone. Perché questa scelta?
Ho sempre trovato questa canzone molto moderna. Io parlo spesso da sola, ho un rapporto molto esclusivo con il mio cuore, il cuore, se lo ascoltiamo bene, attraverso il suo battito ci fa capire tante cose perché la sua pulsazione non mente.
Se fosse a casa per chi farebbe il tifo?
Patty bravo, ovviamente.
Cosa si aspetta da Sanremo?
Guardando il cielo è una canzone che aspettavo da tempo di cantare, ora ho potuto viverla realmente. Nell’anno passato ho avuto modo di testare il testo della canzone sulla vita dunque ora sono pronta a cantarvela.
Cosa la ha spinta a guardare il cielo?
Nel 2013 io ho fatto una vancaza molto lunga in Basilicata e mi sono resa conto di quanto la natura, guardare il cielo e passeggiare nel verde in primis, mi rappacificasse: è importante credere nella propria spiritualità.
E’ al quinto Sanremo: in questa edizione cosa porta per il suo percorso di crescita?
Ho deciso che continuerò a fare musica solo se ho cose da dire, quando tu credi in una cosa la devi dire, se cambi idea devi avere il coraggio di dirlo.
Non vorrebbe andare all’estero e provare ad avere un successo più internazionale?
Non ho intenzione di diventare famosa nel mondo. Se lo dovessi fare vorrei che fosse un processo “artigianale”, piccolo, in un piccolo teatro francese per qualche settimana, con la locandina e con la gente che sparge la voce e basta, perché voglio anche vivere.
La sua passione per la Cina si sente nel disco?
L’oriente ha tutta una cultura da scoprire. Gli orientali rimangono fedeli a loro stessi e alla loro cultura anche con i tempi che passano. Io non ho viaggiato molto, per me il viaggio è la vita, la vedo come un viaggio in treno, non sai chi ti capita accanto, non sai se ti piacerà o meno ma per forza di cose è li. C’è sempre un posto nel mondo che ci accoglierà e non è per tutti lo stesso.
In questo album sono presenti molte collaborazioni tra cui la talentuosa Federica Abbate, Cheope, Fabio Gargiulio, Andres Diamond e Don Joe in Come fosse ieri. Qual è una canzone di quest’album, in uscita il 12 febbraio, che, secondo lei, tra cinquant’anni si ascolterà ancora?
Guardando il cielo.
Che look ci dobbiamo aspettare da Arisa a Sanremo?
Nudità! Nascondersi non ha senso, la volgarità non ha senso ma una donna vestita da donna e consapevole delle sue forme è bella.

0

Arisa racconta la sua estate in tour

Arisa vola per l’Italia con un tour che oscilla dall’acustico a rock. Ma importa poco in quale delle due versioni ci si imbatta quel che conta è lei, Arisa, energia pura! Il debutto è all’Andersen Festival di Sestri Levante sabato 7 giugno.

Arisa fotografata da Luigi Orrù

Arisa fotografata da Luigi Orrù

Rosalba (questo il vero nome,ndr) sfatiamo una volta per tutte la sua nascita a Genova?
Mia mamma ha avuto una gravidanza impegnativa e dunque mi ha partorita al Gaslini. Ma ho rischiato di non vedere la luce.
Una avvio di vita difficile.
Pensi che lei ha rischiato di non poter mai scrivere di me.
In versione acustica, per restare a Genova, è accompagnata dai…genovesi Gnu Quartet.
Con Francesca Rapetti, Stefano Cabrera, Roberto Izzo e Raffaele Rebaudengo, cui si aggiunge al piano Giuseppe Barbera, compositore e arrangiatore che mi accompagna dagli esordi, dagli esordi mi trovo benissimo.
Che scaletta propone?
Al centro delle serate c’è l’ultimo nato, <Se vedo te>. Ma non mancano brani dei precedenti “Amami”, “Malamoreno” e “Sincerità”.
Qual è il valore agginto dei Gnu Quartet?
Danno sensazioni uniche e raffinate. Abbiamo fatto delle prove per il tour ma quando hai a che fare con teste di serie bastano poche modifiche.
Come lavora?
Si parte da una base di piano e voce e poi arriva la reinterpretazione dei musici. Io rispetto il loro gusto. Solo alla fine ci confrontiamo ma va sempre bene>.
Lo scorso febbraio con “Controvento” Arisa ha vinto il Festival di Sanremo…
E’ stata una bella serata, dentro di me sono ancora in festa.
Chissà che festeggiamenti.
Guardi l’ultima volta che ho festeggiato è stato per i miei 18 anni. In generale non esterno molto i miei successi, li vivo come uno stimolo interiore che mi deve spingere a fare meglio, a continuare su questa strada. Sa quale è la mia gioia?
No.
I sorrisi e gli abbracci della gente, l’empatia che si crea tra loro e me. Questo è il motivo primario per cui amo questo lavoro al di là di tutto.
Perché ha vinto “Controvento”?
E’ una canzone scritta per la gente e così è stata recepita.
Sta scrivendo?
Sempre perché l’ispirazione va colta, altrimenti è persa per sempre.
Una delle bellezze di “Se vedo te” è la varietà di stili che contiene.
La ringrazio. Arrivo dal piano bar e ho assorbito tanti stili che poi ho elaborato e ripropongo ora nella mia carriera da interprete. E’ questa la mia passione. Ed è per questio che sono felice quando mi si dice che ma mia musica è colma di stili e sfumature.

0

Sanremo 2014, vince Arisa

Vince Arisa. Ma c’è stato un finale a sorpresa a Sanremo 2014. Esce Francesco Renga, partito con i favori della vigilia. E di prima della vigilia. E allo sprint finale si piazzano Renzo Rubino che, giorno dopo giorno, ha scalato la classifica, Arisa, anche lei tra i favoriti, e la discussa coppia Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots. Dopo un finale al fotofinish la vittoria va a Arisa.

Arisa

Arisa