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Sanremo 2015, tutti i nomi

Carlo Conti cala sua ventina. Ci sono sorprese, nomi noti e qualche ritorno. Nei prossimi giorni i commenti…intanto la lista di chi si contenderà, all’Ariston, il premio del Festival della Canzone Italiana

Malika Ayane

Malika Ayane

Una finestra tra le stelle – Annalisa Scarrone
Adesso è qui – Malika Ayane
Che giorno è – Marco Masini
Straordinario – Chiara
Sogni infranti – Gianluca Grignani
Fatti avanti amore – Nek
Sola – Nina Zilli

Annalisa Scarrone

Annalisa Scarrone

Il mondo esplode – Dear Jack
Un attimo importante – Alex Britti
Vita d’inferno – Biggio e Mandelli (I soliti idioti)
Oggi ti parlo così – Moreno
Il solo al mondo – Bianca Atzei
Grande amore – Il Volo
Libera –  Anna Tatangelo
Buona fortuna amore – Nesli
Un vento senza nome – Irene Grandi
Siamo uguali – Lorenzo Fragola

Bianca Atzei

Bianca Atzei

Come una favola – Raf al Festival dopo 24 anni
Voce – Lara Fabian
Io sono una finestra – Grazia Di Michele e Mauro Corazzi

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Perturbazione di settembre

Ancora qualche concerto, poi Buster Keaton e infine una seratona a sopresa, con ospiti e amici, a fine settembre a Milano per celebrare un periodo staordinariamente felice. Ecco l’estate dei Perturbazione, band tra le più “belle” e raffinate d’Italia, giunta sesta all’ultimo Sanremo. Tommaso Cerasuolo, voce e mandolino, ci racconta tutto.

Perturbazione

Perturbazione

Cerasuolo che estate vi attende?
Dal 10 agosto per un paio di settimane andremo in vacanza. Ma prima dobbiamo sfidare Buster Keaton.
Che significa?
Il 7 e 8 agosto sonorizzeremo dal vivo “The General”, in Italia presentato “Come vinsi la guerra”, pellicola del  1926 con Buster Keaton. Lo faremo a Torino nel Cortile di Palazzo Reale nell’ambito della rassegna Cinema a Palazzo curata da Distretto Cinema.
E’ la prima volta?
Con Keaton sì ma vevamo già fatto un “Maciste” del 1916 al Traffic Festival del 2006.
Un film ancora oggi ricordato.
E’ vero, ma pur essendo il punto fermo di una certa cinematografia non era di certo un capolavoro.
Stavolta?
L’impegno è più importante, il film lo abbiamo proposto noi e ci piacerebbe portarlo anche in tour in un prossimo futuro.
Cosa vi resta del Festival di Sanremo?
Ha creato intorno a noi un pubblico misto.
Tradotto?
C’è sempre lo zoccolo duro che ci segue dal primo disco del 1998. Si sono aggiunti quelli che si sono affezionati negli ultimi mesi e quasi si scusano per non esserci sempre stati.
Come li portate nel vostro mondo?
Usiamo l’ultimo album “Musica X”  come ariete per aprire a tutti le porte della nostra musica.
State lavorando a nuove canzoni?
Ne abbiamo da parte già una decina anche se a livello embrionale.
Quando ci lavorerete?
In inverno ma senza fretta. La nostra etichetta, la Mescal, non ci pressa o meglio ci mette la giusta pressione ben conscia che l’arte non si compra nei negozi.
L’appuntamento di settembre?
E’ in definizione. Sarà a Milano, a fine mese, ci staimo lavorando. Sarà una festa con tanti amici e tanti fan

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Arisa racconta la sua estate in tour

Arisa vola per l’Italia con un tour che oscilla dall’acustico a rock. Ma importa poco in quale delle due versioni ci si imbatta quel che conta è lei, Arisa, energia pura! Il debutto è all’Andersen Festival di Sestri Levante sabato 7 giugno.

Arisa fotografata da Luigi Orrù

Arisa fotografata da Luigi Orrù

Rosalba (questo il vero nome,ndr) sfatiamo una volta per tutte la sua nascita a Genova?
Mia mamma ha avuto una gravidanza impegnativa e dunque mi ha partorita al Gaslini. Ma ho rischiato di non vedere la luce.
Una avvio di vita difficile.
Pensi che lei ha rischiato di non poter mai scrivere di me.
In versione acustica, per restare a Genova, è accompagnata dai…genovesi Gnu Quartet.
Con Francesca Rapetti, Stefano Cabrera, Roberto Izzo e Raffaele Rebaudengo, cui si aggiunge al piano Giuseppe Barbera, compositore e arrangiatore che mi accompagna dagli esordi, dagli esordi mi trovo benissimo.
Che scaletta propone?
Al centro delle serate c’è l’ultimo nato, <Se vedo te>. Ma non mancano brani dei precedenti “Amami”, “Malamoreno” e “Sincerità”.
Qual è il valore agginto dei Gnu Quartet?
Danno sensazioni uniche e raffinate. Abbiamo fatto delle prove per il tour ma quando hai a che fare con teste di serie bastano poche modifiche.
Come lavora?
Si parte da una base di piano e voce e poi arriva la reinterpretazione dei musici. Io rispetto il loro gusto. Solo alla fine ci confrontiamo ma va sempre bene>.
Lo scorso febbraio con “Controvento” Arisa ha vinto il Festival di Sanremo…
E’ stata una bella serata, dentro di me sono ancora in festa.
Chissà che festeggiamenti.
Guardi l’ultima volta che ho festeggiato è stato per i miei 18 anni. In generale non esterno molto i miei successi, li vivo come uno stimolo interiore che mi deve spingere a fare meglio, a continuare su questa strada. Sa quale è la mia gioia?
No.
I sorrisi e gli abbracci della gente, l’empatia che si crea tra loro e me. Questo è il motivo primario per cui amo questo lavoro al di là di tutto.
Perché ha vinto “Controvento”?
E’ una canzone scritta per la gente e così è stata recepita.
Sta scrivendo?
Sempre perché l’ispirazione va colta, altrimenti è persa per sempre.
Una delle bellezze di “Se vedo te” è la varietà di stili che contiene.
La ringrazio. Arrivo dal piano bar e ho assorbito tanti stili che poi ho elaborato e ripropongo ora nella mia carriera da interprete. E’ questa la mia passione. Ed è per questio che sono felice quando mi si dice che ma mia musica è colma di stili e sfumature.