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Chiara Filomeni insegue Sanreno con le “buone ragioni” di Zibba

“Una canzone nata come una seduta dallo psicologo. Ero seduta sul divano rosso di Zibba, mentre lui prendeva appunti. Questa canzone sicuramente parla di me, ma prima di tutto è un dialogo”, così Chiara Filomenti, ventenne marchigiana, commenta Buone ragioni, il brano scritto da Zibba che potrebbe aprirle le porte del Festival di Sanremo.

Chiara Filomeni

Chiara Filomeni

Un dialogo tra due persone diverse. Diverse come le loro esperienze, come la loro visione del mondo. Ma nelle loro vite entrambi scoprono una costante, un punto di contatto: la tempesta. E alla tempesta si sa, segue sempre un giorno di sole e l’ottimista cita in fondo “qui non è poi così male” , tutto va come deve, tutto si risolverà. Nonostante spesso si viva soprattutto di apparenze, quando si trova una persona disposta a condividere qualcosa con noi, bisogna cogliere l’occasione, “basta non sia piangere che ho già provato e non mi viene bene”. Il videoclip è una rottura dell’illusione scenica, un distacco dal mondo della finzione che forse solo la persona positiva/ottimista riesce davvero ad avere. O forse no, ma la consapevolezza a volte basta. È un’importante presa di coscienza, un messaggio carico del significato che ognuno ne darà ascoltandola.

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UnoJazz Sanremo 2015, che spettacolo!

Ecco Unojazz Sanremo 2015, festival internazionale di musica jazz che dal 20 al 23 agosto porterà la Città dei Fiori nuovamente al centro del panorama musicale internazionale. Unogas Energia, tra i leader italiani della vendita di gas naturale ed energia elettrica, per l’estate 2015 ha scelto di tornare a Sanremo, ovvero nella città che ha dato i natali alla prima rassegna jazz d’Europa, da allora tra le principali piazze internazionali di musica afroamericana. Prima ancora di Umbria Jazz, Torino, Montecarlo, Juan Le Pins, Nizza. E Unojazz Sanremo 2015intende nello specifico coniugare l’eredità del passato e la ultracinquantennale tradizione jazzistica sanremese con il presente.

Eliane Elias

Eliane Elias

Per perseguire questo intento è nata una feconda collaborazione con il Comune di Sanremo – Assessorato alla Cultura e Turismo che ha sposato l’evento, curato nell’organizzazione dalla Cooperativa CMC. La direzione artistica di Antonio Faraò, tra i più noti ed affermati pianisti della scena jazz mondiale, preserva la necessità di connotare l’iniziativa con un carattere ben preciso senza incorrere in “spersonalizzazioni” che possono fatalmente confondere la rassegna sanremese con mille altre. Una prospettiva “fedele alla linea” ma comunque al passo con i tempi, in grado di “fotografare” l’attuale scena jazz italiana e internazionale, ospitando in una intensa quattro giorni (da giovedì 20 a domenica 23 agosto) alcuni tra i più grandi nomi della scena jazz internazionale e italiana.

Lo straordinario programma prevede, venerdì 21 agosto, Kyle Eastwood Band, guidata dal talentuoso contrabbassista americano erede di uno dei più grandi attori di Hollywood,e la acclamatissima Eliane Elias, cantante pianista compositrice, cinque nomination GRAMMY® Award, quattro volte “Gold Disc Award“ . Sabato 22 agosto è atteso il quartetto d’assi composto dalle stelle Jack DeJohnette alla batteria, in una delle sue rare esibizioni italiane, Antonio Faraò al pianoforte, Eddie Gomez al contrabbasso e Chris Potter al sassofono, tutte star indiscusse nei rispettivi strumenti, celebrati nei festival di tutto il mondo. Mario Piacentini Group, arricchito dalla presenza di Gianluigi Trovesi al clarinetto,aprirà la serata conclusiva di domenica 23 agosto; degno finale sarà, a seguire, quello con il più grande chitarrista manouche del mondo: Bireli Lagrene.

Un programma, dunque, eccezionale sia per il valore degli interpreti sia per rappresentare vari mondi dell’universo jazzistico certamente raggiungendo una vasta prospettiva di appassionati, ben oltre i confini italiani.

La scaletta propone, altresì, una anteprima al Festival giovedì 20 agosto ad ingresso gratuito con la partecipazione di due interessanti realtà del territorio: si tratta degli Ottimo Massimo, sestetto guidato dal sassofonista Andrea “Dema” De Martini che nella circostanza presenta il proprio progetto compositivo intitolato “For Ail”, e della formazione West Project Orchestra, interessante realtà ponentina, nata esattamente venti anni fa e quest’estate al ritorno sulle scene con la propria operazione di recupero della famosa Liberation Music Orchestra di Charlie Haden. Con gli Ottimo Massimo e la West Project un ospite di grande caratura, ovvero Flavio Boltro, tra i più sensibili specialisti della tromba jazz.

I concerti si svolgeranno sul palco di Pian di Nave, accanto al Forte di Santa Tecla,location ideale sia per la posizione centrale che per lo spazio a disposizione.

Partite bene le prevendite, curate dal Consorzio turistico Riviera dei Fiori, sia on line (sulla piattaforma web https://thelittleboxoffice.com/unojazzsanremo) sia all’Info Point di corso Inglesi a Sanremo, nei locali attigui alla scalinata di accesso principale al Casinò. E’ consigliabile affrettarsi ad acquisire i biglietti per poter avere più opzioni nella scelta dei posti. L’Info Point è aperto tutti i giorni da lunedì a domenica ore 9.30/12.30, ed inoltre martedì e giovedì ore 15.30/18.30, venerdì e sabato ore 15.30/22.00. Questi i costi per l’acquisto in prevendita: singola serata euro 23.50; abbonamento alle tre serate euro 58.50. Al botteghino di Pian di Nave, invece, nel corso delle serate i biglietti costeranno per 1 serata € 20,00; per 3 serate € 50,00. La serata di Anteprima Festival di giovedì 20 agosto è ad ingresso gratuito.

 

Solidarietà

 

La parte di incasso di competenza di Unogas Energia sarà interamente devoluta in beneficenza all’associazione TOKO-VATO.

L’associazione TOKO-VATO opera nella regione di Itasy, situata nella provincia di Antananarivo, nel Madagascar centrale, un’area di origine vulcanica con terreni fertili che giacciono inutilizzati dalla fine dell’epoca coloniale. I latifondisti hanno ottenuto in concessione le terre, che vengono coltivate dalla popolazione unicamente a riso, in cambio di paghe irrisorie.

Oltre ai problemi economici e alle calamità naturali, ad aggravare la situazione si aggiungono gli antichi riti dei capo clan: questi, infatti, costringono la popolazione a continue migrazioni, invitano a praticare la poligamia, aumentando il numero della prole. Un clima come questo ostacola l’equilibrio all’interno dei nuclei familiari e si oppone all’autonomia della donna. Nascono così conflitti tra generazioni: i giovani vorrebbero cambiare le basi di questa società così legata a rigidi e obsoleti schemi che si oppongono ai loro ideali e allo sviluppo.

L’associazione TOKO-VATO è intervenuta durante un’epidemia di tigna che ha invaso la scuola e il villaggio assicurando alla popolazione visite e cure mediche, ha, inoltre, creato la mensa scolastica e rifornito la scuola di materiale didattico e sanitario.

Con questi interventi ha conquistato la fiducia della gente locale, l’impegno è quello di aiutarli, con il loro appoggio e la loro approvazione.

Il progetto prevede di:

- creare una scuola elementare dotata di mensa a mezzogiorno e di un terreno comunitario che venga coltivato dagli alunni e da cui si possa trarre sostentamento;

- costruire una scuola agricola che introduca le colture di riso-mais-manioca-arachidi e l’allevamento di suini e bovini;

- realizzare un deposito per la raccolta di arachidi finalizzato alla produzione dell’olio, resa possibile dalla pressa manuale regalata dal Comizio Agrario di Mondovì;

- impegnarsi nell’alfabetizzazione degli adulti;

- sostenere la promozione del ruolo della donna, al fine di sviluppare la sua autonomia;

- occuparsi del rifacimento delle strade;

- acquistare un trattore necessario al trasporto di materiale o di prodotti agricoli.

 

 

Partner

 

Si ringrazia per la collaborazione anche Yamaha, Casinò di Sanremo, Hotel Villa Sylva di Sanremo, Best Western Hotel Nazionale di Sanremo, Royal Hotel di Sanremo.

 

 

Contatti

 

Cooperativa CMC: tel. 0184 544 633 – e-mail staff@cooperativacmc.com

Comune di Sanremo – Assessorato alla Cultura e Turismo: tel. 0184 580 279

Sito web di Unojazz Sanremo 2015: http://www.unojazzsanremo.it/

Assistenza clienti per prevendite on-line: 0184 192 85 85 (da lunedì a sabato 9.30/13.00)

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Donato Santoianni: pochi anni, “Poche ore” ma tanto talento

Da Castrocaro a Ti lascio una canzone, fino a sfiorare Sanremo con il brano Poche ore, secondo estratto dopo il singolo Parte di me e disponibile in digital download, sulle principali piattaforme streaming e in rotazione radiofonica. Dopo aver reinterpretato i grandi successi della musica italiana e internazionale in chiave Jazz e Swing con l’EP Swinging pop, ha voluto svelare la sua vera natura artistica da cantautore. Donato Santoianni ha solo ventidue anni, ma ha un talento indiscusso. Lo abbiamo intervistato.

La cover di "Poche ore" di Donato Santoianni

La cover di “Poche ore” di Donato Santoianni

di Milly Abrusci

A quindici anni ha partecipato al Festival Nazionale di Castrocaro Terme. Che ricordo ha?

Un ricordo particolarmente tenero perché ero davvero molto piccolo. Insieme a me, infatti, si spostava tutta la mia famiglia, principalmente il mio papà che mi seguiva in tutte le fasi di selezione. Sono legato a quel Festival perché mi ricorda il mio primo successo e la prima conferma che forse avevo un talento o, comunque, qualcosa di buono da far vedere. Fino a quel momento, a parte qualche piccolo concorso canoro di paese, non avevo fatto nient’altro.
E’ stata sua la voglia di partecipare o è stato incitato dai suoi genitori?
Sicuramente c’è stata anche la loro influenza, essendo appassionati di musica, ma è stato anche un mio desiderio. Io ero molto piccolo e mi spaventava sia esibirmi davanti ad un pubblico che la competizione che, in generale, non mi piace molto.
Nel 2010 ha partecipato al programma Ti lascio una canzone dove ha avuto modo di duettare con alcuni degli artisti più grandi del panorama musicale italiano. Chi l’ha colpita di più?
Partecipando a quel programma ho avuto davvero la fortuna di duettare con artisti giganteschi, ma avevamo poco tempo per conoscerli perché le prove duravano poco. Due artisti, però, mi hanno colpito per il modo in cui tengono il palco e per la loro professionalità e serietà anche se devono esibirsi per trenta secondi: Baglioni e Cocciante. Mi hanno lasciato il loro perfezionismo nel voler fare bene tutto senza lasciare nulla in sospeso.
L’anno precedente al suo, hanno partecipato i ragazzi de Il volo che quest’anno hanno vinto il Festival di Sanremo. Ha avuto modo di conoscerli?
L’anno in cui c’ero io al programma vennero come ospiti, avevano già iniziato la loro esperienza americana. Li ho conosciuti e mi sono sembrati dei ragazzi molto umili. Sono molto contento che abbiano riscosso questo successo mondiale e che abbiano vinto Sanremo, anche se i miei gusti musicali sono lontani dalla loro musica. Sono dei grossi talenti che ci rappresentano nel mondo e mi auguro che ci facciano fare una bella figura, come sono sicuro che sarà, anche all’Euro Festival.
Chi avrebbe fatto vincere al Festival di Sanremo?
Anche se nemmeno lui rientra nei miei gusti musicali, Nek mi ha molto colpito per come si è presentato sul palco e nel suo modo di cantare. Quando si è esibito in “Se telefonando”, mi ha sconvolto. Nella sua canzone avevo intravisto un forte potenziale discografico e un successo radiofonico, cosa che, in effetti, si sta verificando. Come prodotto avrei fatto vincere lui, ma a livello artistico mi è piaciuta molto la canzone di Malika Ayane.
Con quale cantante le piacerebbe duettare?
Io ho un sogno che non si realizzerà mai, ma la più grande cantante italiana nel mondo è Mina. Mi piacerebbe poter cantare con lei.
Il suo brano Poche ore è stato selezionato dalla Commissione del Festival di Sanremo 2015 come una delle sessanta canzoni migliori delle nuove proposte, ma poi non ha superato la fase finale che l’avrebbe portata a esibirsi durante le serate. Che cosa è mancato?
Non saprei, ma devo essere sincero: credo che questa canzone valesse il palco dell’Ariston. Rispetto agli altri anni in cui ho provato, è stata la prima volta in cui ho creduto molto nella canzone non solo per il progetto che c’è dietro, ma anche per la produzione e perché mi rappresenta in maniera decisiva. E’ ovvio che, quando si presentano tanti brani e se ne devono scegliere solo sei, diventi davvero difficile. Ho visto Carlo Conti molto concentrato nella scelta, mi metto anche nei suoi panni. Sono felice di essere rientrato tra i sessanta, è un bel traguardo. Ho accettato la decisione finale senza nessuna polemica anche perché i sei brani selezionati, a parte qualcuno che non mi convinceva, erano davvero belli.
Chi avrebbe dovuto vincere tra le Nuove Proposte?
Io sono molto amico di Amara quindi c’è anche un discorso affettivo ma, aldilà di tutto, quando canta lei, mi vengono i brividi. Abbiamo affrontato diverse selezioni di Sanremo in cui entrambi siamo stati scartati. Se dovessi staccarmi da tutto ciò, però, credo che il progetto più forte, più interessante e più solido perché alle spalle c’è Caterina Caselli, sia stato proprio quello di Giovanni Caccamo.
Poche ore è una ballad molto romantica e intensa. E’ autobiografica?
No, parlo dell’esperienza di una persona a me molto vicina e nella quale ho potuto immedesimarmi. Ciò che mi ha particolarmente stupito è che, a differenza delle altre canzoni che ho scritto, questa è uscita tutta d’un fiato sia nel testo sia nella musica.
Com’è nata la collaborazione con Gianni Bella?
E’ nata un anno e mezzo fa. Lui l’avevo già conosciuto ai tempi del Festival di Castrocaro perché era il Presidente di giuria e volle che io accedessi alla finale, quindi mi aveva già dimostrato il suo legame artistico nei miei confronti assieme a sua figlia Chiara che rappresenta la sua etichetta. Poi ci siamo un po’ persi perché ho fatto altre esperienze e preso strade diverse con Warner, e ci siamo ritrovati un anno e mezzo fa. Lui non era stato molto bene, aveva avuto un problema di salute, e quando si è ripreso, sono andato a trovarlo per riabbracciarlo. In quell’occasione, avevo portato con me un disco di mie canzoni registrate con pianoforte e voci e, nel sentirle, sia Gianni sia Chiara hanno scelto di lavorare insieme.
Quando un vero e proprio album?
Spero prestissimo. Stiamo già lavorando al progetto, ma non so dare un tempo. Abbiamo già le canzoni, abbiamo selezionato i brani e stiamo iniziando la pre-produzione. Sicuramente faremo dei concerti e dei live in cui presenteremo in anteprima qualche brano prima dell’uscita dell’intero progetto.
Riproverà a partecipare a Sanremo?
Se le modalità rimangono uguali a quelle di quest’anno e avrò una canzone, mi presenterò quasi sicuramente perché Sanremo fa sempre bene. Prima di tutto perché è un grande palco e poi perché ti dà la possibilità di abbracciare una quantità di pubblico che oggi è davvero difficile raggiungere.