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Simona Salis canta…Simona con dedica alla sua Sardegna

Arriva rotazione radiofonica e nei digital store il nuovo singolo di Simona Salis dal titolo Simona, brano che racconta la promessa che la stessa artista fece alla propria terra natale, la Sardegna.

Simona Salis

Simona Salis

Simona, dalle sonorità etniche ed elettroniche che miscela la lingua madre, il sardo, all’italiano, raccontando il saluto alla propria terra e la promessa di ritorno. Abarra innia ca deu torru, questa è la promessa che Simona Salis decise di fare prima della partenza, prima di lasciare la sua terra per rincorrere i propri sogni, ma con l’obiettivo di ritornare, un giorno, a casa sua. Con queste parole l’Artista sarda vuole descrivere il singolo: “C’è qualcosa di ancestrale che ci tiene legati al luogo in cui nasciamo, anelare il ritorno a casa è uno dei “leitmotiv”di tantissime persone che decidono di lasciare la propria terra madre.  In questo brano c’è tanto del mio vissuto, la partenza dall’isola per realizzare il mio sogno di cantautrice, l’amore, il dolore nascosto dietro ad una vita dissoluta, la crescita, la determinazione e la ricerca di spiritualità.” Prosegue Simona Salis “Amara terra mia, amaro è il distacco, amaro e il fatto che non è il luogo adatto per soddisfare le aspettative artistiche di chi vuole vivere e nutrirsi di musica. La stessa amara terra che mi richiama al suo grembo, che mi ha dato la vita e nutrita.” Il singolo anticipa l’uscita dell’album in uscita a ottobre dal titolo Nomi, prodotto da Ivan Ciccarelli con l’assistenza alla produzione affidata a Francesca Morandi.

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Bravi Mildred, debuttano raccontando i “figli dei perché”

Figli Dei Perchè è il singolo di debutto dei sardi Mildred, tratto dall’album d’esordio Il Primo, e che vanta il featuring di Vinx dei Vanilla Sky.

Mildred

Mildred

Il brano, in maniera estremamente orecchiabile, tratta un tema attualissimo e fa un’analisi della generazione moderna che, nascosta dietro ad uno schermo, vive una vita parallela fatta di immagine sui social network. Nell’era odierna, in cui tutto è incentrato sull’apparire, e dove il costante bisogno di esser protagonisti sovrasta la necessità d’informarsi su ciò che ci circonda, si è sempre di più ciò che gli altri vorrebbero che fossimo, rischiando di non esser più niente. Concetto riportato in maniera molto chiara anche nel videoclip per la regia di Gianpaolo Stangoni per Workflow.

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Le culture resistenti si trovano al Karel Music Expo

Dall’electroblues di Bob Log III (“la roba più strana che possa mai aver sentito”, ha detto di lui Tom Waits) alla new wave di Blaine Leslie Reininge (cofondatore e leader dei californiani Tuxedomoon) che presenta il suo nuovo progetto solista in coppia con Georgio Valentino (songwriter originario della Florida ma Belga di adozione), passando per il cantautorato nostrano di Colapesce, Dimartino e Giuliano Dottori e il rock alternative di Appino e degli inglesi Clinic: questo è solo un assaggio di quello che la nuova edizione del Karel Music Expo ha in serbo per il pubblico.

Appino

Appino

Musica, ma non solo. Protagonista della nona edizione della manifestazione cagliaritana sarà anche il cinema. Così tra un concerto e l’altro ci sarà la possibilità di passare in rassegna alcune delle pellicole più interessanti dell’ultimo hanno selezionate da Daniela Lucato, regista, attrice e curatrice di KME MOVIE. Nelle diverse location del festival si potrà assistere alla proiezione di film indipendenti nazionali e internazionali con l’obiettivo di promuovere i giovani registi e cineasti impegnati nel campo dell’arte contemporanea attraverso fiction e cortometraggi animati fino a 20 minuti. Un ampio ventaglio di generi musicali e stili cinematografici che invaderanno la magnifica città di Cagliari per una tre giorni dedicata anche alla valorizzazione del territorio. In primo piano infatti le location più suggestive della città come il Palazzo Siotto che ospiterà le proiezioni e gli incontri per il KME Movie, il Teatro Civico e il Teatro S.Croce. Un’occasione imperdibile per puntare i riflettori su una delle città sarde più belle e sui suoi angoli di paradiso.

L’edizione del 2015 chiude inoltre la tetralogia dei colori presenti nella Ruota della Medicina della nazione Lakota, oggetto simbolo dell’unità attraverso la diversità, in cui bianco, nero, rosso e giallo rappresentano la molteplicità delle
esperienze umane attraverso un percorso secolare. Il mondo emotivo che riconduce alle differenti declinazioni del colore giallo é caratterizzato da visioni apparentemente ossimoriche – che a seconda della latitudine possono indicare pazzia o regalità, sole o pericolo – e decodifica una molteplicità di sentimenti umani, quasi come se accomunasse le diversità attraverso la sua tensione cromatica che lo rende uno dei colori primari. In questo senso il giallo vive nelle radici del nostro pensiero come rappresentazione del collegamento fra calore e luce, l’origine stessa della vita. Il programma sul sito ufficiale.