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Arisa racconta la sua estate in tour

Arisa vola per l’Italia con un tour che oscilla dall’acustico a rock. Ma importa poco in quale delle due versioni ci si imbatta quel che conta è lei, Arisa, energia pura! Il debutto è all’Andersen Festival di Sestri Levante sabato 7 giugno.

Arisa fotografata da Luigi Orrù

Arisa fotografata da Luigi Orrù

Rosalba (questo il vero nome,ndr) sfatiamo una volta per tutte la sua nascita a Genova?
Mia mamma ha avuto una gravidanza impegnativa e dunque mi ha partorita al Gaslini. Ma ho rischiato di non vedere la luce.
Una avvio di vita difficile.
Pensi che lei ha rischiato di non poter mai scrivere di me.
In versione acustica, per restare a Genova, è accompagnata dai…genovesi Gnu Quartet.
Con Francesca Rapetti, Stefano Cabrera, Roberto Izzo e Raffaele Rebaudengo, cui si aggiunge al piano Giuseppe Barbera, compositore e arrangiatore che mi accompagna dagli esordi, dagli esordi mi trovo benissimo.
Che scaletta propone?
Al centro delle serate c’è l’ultimo nato, <Se vedo te>. Ma non mancano brani dei precedenti “Amami”, “Malamoreno” e “Sincerità”.
Qual è il valore agginto dei Gnu Quartet?
Danno sensazioni uniche e raffinate. Abbiamo fatto delle prove per il tour ma quando hai a che fare con teste di serie bastano poche modifiche.
Come lavora?
Si parte da una base di piano e voce e poi arriva la reinterpretazione dei musici. Io rispetto il loro gusto. Solo alla fine ci confrontiamo ma va sempre bene>.
Lo scorso febbraio con “Controvento” Arisa ha vinto il Festival di Sanremo…
E’ stata una bella serata, dentro di me sono ancora in festa.
Chissà che festeggiamenti.
Guardi l’ultima volta che ho festeggiato è stato per i miei 18 anni. In generale non esterno molto i miei successi, li vivo come uno stimolo interiore che mi deve spingere a fare meglio, a continuare su questa strada. Sa quale è la mia gioia?
No.
I sorrisi e gli abbracci della gente, l’empatia che si crea tra loro e me. Questo è il motivo primario per cui amo questo lavoro al di là di tutto.
Perché ha vinto “Controvento”?
E’ una canzone scritta per la gente e così è stata recepita.
Sta scrivendo?
Sempre perché l’ispirazione va colta, altrimenti è persa per sempre.
Una delle bellezze di “Se vedo te” è la varietà di stili che contiene.
La ringrazio. Arrivo dal piano bar e ho assorbito tanti stili che poi ho elaborato e ripropongo ora nella mia carriera da interprete. E’ questa la mia passione. Ed è per questio che sono felice quando mi si dice che ma mia musica è colma di stili e sfumature.

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Arisa…se vedo te a Sanremo 2014

Arisa riappare a Sanremo per la quarta volta nelle ultime sei edizioni: nel 2009 ha vinto tra i giovani con “Sincerità”,nel 2010 fa la sua bella figura con “Malamorenò” e nel 2012 giunge seconda con “La notte”. E ora ci riprova con “Lentamente (il primo che passa)”, scritto con Cristina Donà, e “Controvento”. Entrambi fanno parte del nuovo disco “Se vedo te” in uscita il 20 febbraio per Warner Music. La abbiamo intervistata.

Arisa

Arisa

Tra pochi giorni si comincia: è pronta?
Eccome, resta uno dei pochi spazi che concede spazio alla musica.
Ne sa qualcosa?
Ultimamente è più facile che mi chiamino a recitare in un film o come autore.
Adesso è la voce di Gloria in Barry, Gloria e i Disco Worms.
Infatti, le altre opzioni sono doppiatrice e conduttrice un talent.
Musica nulla?
Nunna proprio no ma è la nota dolente e non solo per me: se non hai potere radiofonico e non fai conoscere il tuo progetto è difficile emergere.
Sanremo offre opportunità?
E’ una grande finestra.
In “Se vedo te” per la prima volta prende le distanze da Giuseppe Anastasi, suo autore storico, e si avvicina ad giovani, quali Dente e Guazzone. Come mai?
Ho fatto scelte artistiche diverse. Con Marco Guazzone ci siamo visti, mi ha fatto vedere il suo teso e io gli ho detto istintivamente te lo canto.
Cosa la ha colpito?
La sua pulizia, e quella di tanti altri giovani, che non sono schiavi del mercato.
Cosa è la musica?
Non seguire quello che funziona ma dire cose importanti. Non abbiamo più una valenza sociale e politica, noi cantanti, ma abbiamo il dovere di osare.
“Lentamente (il primo che passa)” è co-firmato con Cristina Donà: che racconta?
Un abbandono che è sinonimo di dolore, ma il racconto lento diventa il germoglio per ricominciare. In amore è tutta esperienza tranne la nascita di un figlio: quello è un amore che porterai sempre con te.
“Controvento”?
All’inizio non la condividevo, conteneva tutto il mio passato. Poi ho trascorso il natale  insieme a tutti i miei cari ne ho capito l’essenza: è accettare le persone per come sono.
Dopo Sanremo Arisa parte in un tour?
Due date sono già fissate, domenica 6 aprile a Roma all’Auditorium Parco della Musica e mercoledì 16 aprile a Milano al Teatro degli Arcimboldi, poi partirà il tour vero.
Obiettvi per il  2014?
Voglio dedicarmi solo alla musica e studiare da manager, mi piacerebbe diventare un produttore.
Lanciare giovani?
Anche. Mi sento pronta per stare dietro una scrivania.

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Se vedo te… vedo Arisa!

Arisa svela la copertina del suo nuovo album di inediti Se vedo te che verrà pubblicato durante il Festival di Sanremo. L’album, che vede la produzione artistica di Saverio Lanza per Pastis, conterrà i brani in gara sul palco dell’Ariston, Lentamente (il primo che passa) e Controvento.

La cover dell'album di Arisa: Se vedo te

La cover dell’album di Arisa: Se vedo te

Lentamente (il primo che passa) (scritto da Cristina Donà e Rosalba Pippa, musica di Saverio Lanza e Cristina Donà) è un brano che descrive un risveglio, la magia di ritrovare se stessi senza bisogno di altro. Ricominciando da un nuovo giorno. Continue Reading