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Tra musica e una libreria, “il lato giusto” di Li Bassi

Daniele Li Bassi per il suo primo disco Il lato giusto si è affidato alla sezione ritmica di Eugenio Finardi, capitanata da Claudio Arfinengo, e lo promuoverà in diverse librerie. Mentre lo intervistiamo stanno provando gli ultimi cori prima di partire con la promozione.

Un momento della realizzazione del video

Un momento della realizzazione del video

di Milly Abrusci

Come e quando nasce il progetto Li Bassi?
Abbiamo iniziato circa un annetto e mezzo fa ascoltando dei provini che avevo a casa. Ci siamo resi conto che venivano fuori 12 pezzi e quindi abbiamo deciso di fare un disco.
Cosa farebbe se la sua ragazza dimenticasse il cellulare a casa sua?
Se capitasse io sarei clemente perché io potrei aver fatto di peggio, quindi sarei buono (ride, ndr).
Quanto hanno inciso i suoi viaggi su questo disco?
Veramente tanto. I viaggi, le persone e gli ascolti hanno influenzato la voglia di questo disco pur rimanendo, però, con una vena personale.
Per i lavori futuri si affiderà di nuovo alla sezione ritmica di Eugenio Finardi?
Sì, spero proprio di sì anzi, io sono talmente contento che bisognerebbe chiedere a loro se per il loro prossimo progetto si affideranno alla sezione cantautoriale Daniele Li Bassi.
Un rapporto che va oltre la musica…
Assolutamente. Quando mollano gli strumenti rimangono fra i miei più cari amici. Lavorare con gli amici è bellissimo.
Ha avuto modo di conoscere Eugenio Finardi?
Sì, lo ho conosciuto molti anni fa. Dopo averlo visto in concerto gli scrissi una mail e lui mi rispose incoraggiandomi. Quando mi ha incontrato e gli ho raccontato questo aneddoto, non si ricordava perché ovviamente riceve tantissime e-mail. Ma è stato carinissimo e disponibile. E’ una persona molto generosa che ha voglia di dare spazio agli emergenti.
Preferisce l’Italia o l’estero?
Per viverci preferisco l’Italia anche per una questione di affetti. Per la scena musicale, per gli spunti che si possono prendere, diciamo che l’estero ha tante opportunità.
Ha lavorato per diversi jingle pubblicitari…
Sì. E’ molto divertente perché è un lavoro da alchimista che ti tiene chiuso in casa tantissimo per poi uscire con 30, 60 secondi di video, di giochi. Quindi per me è proprio super ludico fare jingle pubblicitari. E’ capitato anche che qualche idea pubblicitaria che ho scritto, poi non l’ho utilizzata per i jingle ma l’ho tenuta per le mie canzoni.
E’ stato chitarrista e voce storica dei Radiocuba, poi hai deciso di proseguire da solo: perché?
Sono sempre legato al progetto “Radiocuba” e quando posso faccio live in scaletta un po’ riarrangiando. Radiocuba era legato al mondo della musica italiana di metà e fine anni ’90 e adesso che ho trenta anni, ho voglia di un sound nuovo e di staccare e provare questa esperienza più individuale, legata alla canzone d’autore.
Live in programma?
Sì, sabato 11 ottobre saremo ospiti nella libreria “Ponte sulla Dora” a Torino perché stiamo cercando di creare una piccola distribuzione in Italia tramite le librerie dato che i negozi di dischi sono sempre meno purtroppo, e poi due date zero per provare il live: il 23 ottobre ai Magazzini sul Po a Torino e il 5 novembre al Baladen di Piozzo (CN), un posto storico per la canzone d’autore.