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La Themagogia di The André è un viaggio nella vita

Il nuovo che avanza è un album di esordio intitolato Themagogia tradurre, tradire, traspare ed è  firmato The André, cantautore senza volto nato sul web. Nonostante sperassimo di conoscere il volto dell’artista il controverso cantautore si è presentato a volto coperto per mantenere segreta la sua identità. Per chi ancora non lo conoscesse, The André è un vero e proprio fenomeno del web, diventato tale grazie alle straordinarie versioni di cover d’autore in cui omaggia il grande maestro immaginando come si sarebbe cimentato ai giorni nostri cantando i testi trap e indie. In Themagogia The André propone una sola cover gli altri saranno tutti singoli inediti nei quali il cantautore sviluppa alcuni temi trattati nella musica trap a modo suo. Lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio.

The André

The André

di Carlotta Sorrentino

Come è nato The André?
Io nasco sul web, cantavo le canzoni trap cambiando il contesto musicale. Oggi mi sto evolvendo, “traduco” nel senso che i testi sono legati ai testi trap. Come se avessero dato un tema io lo svolgo a modo mio, tenendo parole che richiamino alla canzone di riferimento.
Come mai hai deciso di nascondere la tua identità? Per quanto tempo la terrai nascosta?
Nei miei primi video io non comparivo, c’era la mia voce e sullo schermo si muovevano diapositive. Dovendo portare fuori la mia musica ho preferito continuare a tenermi nascosto. Vorrei che passasse prima la musica. Non so per quanto la nasconderò, questo progetto è partito meno di un anno fa e sta procedendo molto velocemente. Al momento non ho intenzione di mostrarmi, non penso sia realmente interessante sapere chi sono!
Quale è il tuo legame con De André?
Sono cresciuto ascoltando De André, ho imparato a suonare la chitarra grazie a lui. Molti dei suoi messaggi mi sono entrati dentro e per come l’ho capito io lo condivido a pieno. Con il mio progetto musicale non voglio “scimmiottarlo” ma omaggiarlo immaginando come si sarebbe posto nei confronti di questo “cantautorato trap”.
Con che criterio scegli i testi e che legame hai con essi?
Inizialmente cantavo i brani che conoscevo, Non giudico assolutamente nessun genere musicale. Dovendo frequentare il mondo della trap ho capito che non è il solito prodotto, fa parte di un modo di esprimersi di un gruppo culturale. Il mio non è un lavoro di traduzione letterario ma una traduzione da un mondo a un altro. I testi che scelgo sono quelli che mi permettono di dire qualcosa.
Cosa significa il titolo dell’album?
Gioca sul mio nome d’arte: The André, Themagogia.
Cosa offre al pubblico?
Sto dando al pubblico quello che vuole, il trash, facendo musica come piace a me.
Ti vedremo presto live?
Quando abbiamo iniziato era l’ultima cosa che volevo fare, abbiamo concluso una stagione estiva molto importante. Ora in programma ci sono alcuni appuntamenti più teatrali che iniziano il 30 marzo a Roma.
Poi?
Per la prossima estate vediamo cosa succederà, sicuramente qualche festival.