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Thomas, il maggiorenne single lancia Thomas 18 Edition: l’INTERVISTA

Thomas torna con bun jnuovo album impreziosito da inediti. lo abbiamo incontrato e intervistato, ora ci racconta chi è e poi progetti e sogni
thomas
di Camilla Sessa

La prima cosa che hai fatto da magiorenne?
Ho fatto raggiunta la maggiore età è stata il passaporto e altre cose in ambito puramente burocratico. Con i diciotto anni aumentano le responsabilità ma anche le opportunità, soprattutto per quello che riguarda i viaggi.
Ci parli di Thomas 18 edition, la nuova versione del tuo album.
Thomas 18 edition, la nuova versione del mio album, è stata fatta con l’obbiettivo di festeggiare per me questa importante tappa dei diciotto anni ed è stata un’esperienza molto divertente e in chiave ironica mi fa sorridere associare la mia immagine ai 18 anni. È stata fatta anche per l’esigenza di tornare in studio, rielaborare alcuni brani, vederli crescere e presentarli al pubblico.
Come sceglie un testo?
Scelgo un testo in base ad un insieme di cose: qualcosa che ti capita nella vita reale, qualcosa che vuoi rivivere qualcosa che non provi da tempo, oppure un testo che ti porti in un’ altra dimensione che desideri, che ti faccia viaggiare e andare oltre, la cosa importante è che stimoli forti emozioni e sensazioni.
Un altro bacio è firmato da Valentina Tioli, che si è fatta conoscere a X Factor: come è nata la vostra collaborazione?
In realtà mi è stata presentata dal direttore artistico come autrice, è veramente molto brava e mi piace molto come scrive, la cosa bella sua è che mette nei testi delle storie che possono vivere tutti senza rinunciare al suono…spesso vanno in contrasto la metrica e il sound, lei invece è capace di metterli insieme perfettamente, è fighissimo, mette il contenuto e ci mette del sound, a me piace un sacco!
Ci presenti i nuovi brani presenti nel disco: Non te ne vai mai, Tutta la notte, Libero, Rallenty e Giovani diamanti.
Non te ne vai mai è il nuovo singolo, un brano arrivato all’ultimo tra l’altro, è stata una sorpresa per il giorno del mio compleanno, è piaciuto a tutti e abbiamo detto proviamo a realizzarlo, è un brano che può arrivare a più persone; Tutta la notte è un pezzo che ha una dimensione sua, io la vedo tanto come una città dove siamo soltanto io e una persona speciale con cui voglio condividere quel momento e magari iniziamo a correre per le strade spensierati a giocare come due bambini e ci divertiamo con tanta dolcezza; Libero è un brano scritto da Valentina che ha una sonorità tutta sua,  è un inno alla libertà,essere legati da un sentimento che si basa sulla fiducia e che ti lascia libero, quello che lega due persone è proprio la fiducia e l’amore in sè,il sentimento, non il fatto di essere fidanzati o amici,bisogna essere spontanei e se stessi; Rallenty invece è un brano che mi ha colpito e che mi dà un sacco di immagini provocate dalle forte emozioni che ti regala o una ragazza o qualcosa che ti piace, è come se si fermasse il tempo e iniziano ad alternarsi tutta una serie di immagini che ti provocano forti sensazioni; Giovani diamanti che è un brano che parla del fatto che talvolta noi non sempre mostriamo come stiamo dentro e questo è un limite e io ho voluto esorcizzarlo tramite questa canzone, la cosa bella è stato mescolare la batteria elettronica con delle sonorità più acustiche, cosa che non c’è nelle altre canzoni, negli altri brani non lo avevo ancora sfruttato. In generale sono legato a ciascun brano per motivi diversi, non vedo l’ora di proporli e ricevere un feeeback da parte del pubblico.
Volente o nolente devi avere un rapporto costante con i social: però per il tuo compleanno hai risposto a voce ai fan: che effetto ti ha fatto?
Effettivamente non ho lo stesso rapporto che ho con le canzoni con i social, sono un po’ estraneo ai social anche se ora dovrò abituarmi e mettermi in gioco perché so che questo è importante per il mio pubblico, per i miei fan e sto facendo del mio meglio. Al mio compleanno abbiamo messo a disposizione questo contatto così il pubblico ha potuto chiamarmi e inviarmi dei messaggi. La cosa fighissima è che praticamente dopo dieci minuti era già esploso il telefono, non funzionava più niente, il telefono si è surriscaldato e lo abbiamo dovuto mettere più volte nell’arco della giornata fuori dalla finestra per raffreddarlo!!! La cosa bellissima è l’ entusiasmo dei fan, non me lo aspettavo, è durato tutto il giorno, non mi immaginavo una risposta così!
Il prossimo futuro cosa prevede?
Sto preparando tante cose molto belle per l’estate che non vedo l’ora di realizzare e condividere con il mio pubblico, ci sono tante novità, nuovi progetti, un duetto per una sigla di un cartone Spirit, che ha accompagnato la crescita mia e di tanti altri ragazzi, duetto con Mal che è umanamente una persona fantastica con cui mi sono subito trovato, un grande artista. È stata un’esperienza bellissima, musicalmente nuova per me nel senso che non è il mondo musicale che ho presentato fino ad ora però mi sono messo in gioco ed è stato divertente tornare un po’ bambini.
Sei fidanzato?
Non sono fidanzato, ho avuto qualche esperienza prima di Amici, qualche storiella ma niente di serio. In questo momento non ho la testa per avere una storia d’amore, sono troppo concentrato sul mio lavoro e sui miei obbiettivi.

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Festival Show, il grande tributo alla bella musica italiana

Ancora una volta l’Arena di Verona si rende partecipe di un grande evento musicale, il Festival show, kermesse itinerante di radio Birikina e Radio Bella & Monella che ha intrattenuto 7 tappe del nord Italia raggiungendo più di 150 mila spettatori. 12 i giovani emergenti che si sono sfidati sul palco ma solo 3 sono riusciti ad aggiudicarsi il pass per il gran finale di stasera

Festival Show

Festival Show

di Irene Venturi

Ore 20.30, che lo spettacolo abbia inizio. Sulle note di Uptown Funk iniziano le danze con i corpo di ballo di Etienne Jean Marie. Presentano Giorgia Surina e Paolo Baruzzo. Il palco viene calcato da big della musica che porteranno i loro tormentoni estivi a conclusione di questa stagione e giovani che hanno il compito di rompere il ghiaccio. Lo Show inizia proprio con la sezione emergenti, i quali vengono giudicati da una commissione artistica di tutto rispetto composta da: Michele Torpedine, produttore discografico e manager musicale, il maestro Adriano Pennino, direttore d’orchestra, Luca Chiaravalli, autore di gran successo, l’autore Danilo Ciotti e il vocal coach Giancarlo Genise. La prima concorrente in gara è Chiara Ranieri di Napoli, 13 anni solo sulla carta. Presenza scenica e voce molto più matura della sua età, Chiara porta sul palco di Verona il suo primo inedito Chiedimi che racconta la sua età e le insicurezze a chi come noi la decina davanti l’età non la vede da un pò. A seguire Nico, diciottenne di Ragusa con Se vuoi. Il palco sembra il suo ambiente ideale, si sente al sicuro e ci regala divertimento. La canzone è fresca, carismatica quanto lui e ti rimane nella testa. Concludono i Thema, band milanese che anima l’Arena e soprattutto la quota femminile. Se ci stai, il loro singolo, ha già raggiunto più di 150 000 visualizzazioni. Carica esplosiva sul palco e sonorità travolgenti che lo enderebbero facilmente un tormentone estivo. Velocemente si scopre il podio che vede vincitore della 18° edizione del Festival show Nico, che inaugura la vittoria facendo quasi scivolare il premio. Chiara Ranieri invece si aggiudica il secondo posto e i Thema il terzo.

Festival Show

Festival Show

Cast d’eccezione per il festival che festeggia non solo il quarto anno in Arena ma bensì la maggiore età tra musica, moda, ballo e spettacolo. A questo compleanno gli invitati sono Benji e Fede, Alex Britti, Francesco Gabbani, Raphael Gualazzi, Fausto Leali, Le Vibrazioni, Ermal Meta, Moreno, Nek, Riki, Shade, Sonohra, Thomas, Paola Turci, Nina Zilli. Tra le sorprese di questa serata Senhit, voce internazionale nata a Bologna da genitori eritrei che può vantare  di aver scalato tutte le classifiche inglesi. Presenza elegante ma allo stesso tempo forte e grintosa, forse per i capelli voluminosi che tutti vorremmo. Non nasce per caso, in passato ha avuto una lunga gavetta che l’ha vista aprire i concerti di Stadio, Zucchero e Renga. Ci presenta “something on your mind”, un electro pop che fa ballare e che speriamo di sentire più spesso anche sulle nostre frequenze. I tempi sono abbastanza lenti a causa delle frequenti pause per ingraziare e presentare i numerosi sponsor. All’ennesima interruzione il pubblico comincia a rispondere con toni non troppo accomodanti. Altri annunci importanti sono il ritorno in grande stile delle Vibrazioni e l’uscita del prossimo album di Thomas il 13 Ottobre per Warner Music Italia. Dopo il precedente EP ci aspetta un vero e proprio album che verrà presentato ufficialmente l’11 Novembre all’Atlantico di Roma e il 12 Novembre al Fabrique di Milano. Ed è subito Amore quando a calcare il palco arriva il duo di casa che era uscito dalle scene da un po’ di anni, i Sonohra. Dopo il sold out nell’ultimo tour, li ritroviamo nel tempio della musica che loro conoscono bene e che omaggiano dedicando proprio a Verona la canzone che li ha portati al successo. Luci accese, mani in alto e grida provenienti da ogni voce, perché dalle mamme ai bambini non c’è nessuno che non abbia fatto dell’Amore la propria colonna sonora. Riarrangiata dal duo composto dai fratelli Luca e Diego Fanello non smette mai di coinvolgere, avvolgere ed emozionare. Lo Show si conclude con Riki, acclamatissimo dai più giovani accorsi all’Arena solo per lui, e Gabbani, che riesce sempre a catturare un range di fan molto ampio. Rinnovata la partnership con REAL TIME che per il secondo anno segue l’evento. Potremo rivedere la finale sul canale 31 del gruppo Discovery Italia. L’appuntamento è per il prossimo anno con nuove voci emergenti e nuovi tormentoni.

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I Thomas e una musica senza…FIN

I Thomas nascono nel 2001 facendo live improvvisati in tutta Italia. Nel 2010 è arrivata la svolta: il primo disco seguito da un secondo uscito a fine novembre 2014 e che prende il nome di FIN. La band è composta da Giordano Menegazzi alle tastiere, Enrico Di Marzio alla chitarra elettrica, Nicolò Gallo al basso, Sergio Sciammacca alla batteria e Massimiliano Zaccone a synth, voci e percussioni. Abbiamo intervistato la voce del gruppo.

Thomas

Thomas

di Milly Abrusci

Com’è nato FIN?
E’ nato dalla delusione del disco precedente che è stato recensito e accolto dalla critica molto bene, ma non ha funzionato come ci si aspettava e questo ci ha lasciati un po’ di amaro in bocca perché avevamo cercato di fare qualcosa di Pop. Fin nasce come il disco che volevamo fare senza tanti compromessi. Abbiamo suonato quello che volevamo.
Dopo la delusione del primo disco, Mr. Thomas’ Travelogue Fantastic, avete avuto qualche ripensamento?
Sì, abbiamo rischiato di sciogliere la band. Per fortuna, però, abbiamo resistito e siamo andati avanti. L’unica differenza è che prima eravamo in sei e adesso siamo in cinque.
Avete dato un nome particolare all’album.
Fin in francese significa fineE ed è relativo al fatto che stavamo per mollare tutto, mentre in inglese significa pinna. Una fonte d’ispirazione per il disco è stato sicuramente il mare.
Come mai la scelta di cantare esclusivamente in inglese?
La musica che abbiamo sempre ascoltato è quella straniera. Nessuno di noi ha mai avuto una propensione per quella italiana e quindi ci è sempre venuto naturale scrivere e cantare in inglese. I testi li scrivo quasi tutti io e non mi è mai venuto l’istinto di farlo in italiano. A livello musicale, credo che la lingua che funziona meglio sia proprio l’inglese.
A quale genere musicale appartengono i Thomas?
Domanda impossibile. Noi tendiamo a non catalogare la musica, non ci piace farlo ed è forse per questo che i nostri dischi sono abbastanza eterogenei. Produciamo un po’ tutto e quindi se ci viene voglia di suonare un pezzo reggae lo facciamo tranquillamente, così come uno psichedelico. Per noi esiste solo la bella e la brutta musica. Le radici sono quelle della musica anni ’70 prevalentemente inglese, ma c’è tanto anche funk americano, Stevie Wonder, Prince.
A proposito, quali sono le vostre influenze?
Sono molto miste. Si va dall’inglese anni ’70 ai Pink Floyd e Peter Gabriel, ma anche Prince, Stevie Wonder per quanto riguarda la musica nera. C’è anche l’elettronica tedesca degli anni ‘70/’80, la musica giapponese di Yellow Magic Orchestra o di Sakamoto.
Per il nome della band avete scelto Thomas, come mai?
Nessuno si chiama Thomas e non è l’acronimo di niente. Nasce perché abbiamo sempre avuto un approccio un po’ alternativo, soprattutto inizialmente nel modo in cui ci proponevamo. L’idea era quella di fare improvvisazione tecnicamente complessa dal vivo, ma affiancarla a titoli e testi stupidi. Ci sembrava, quindi, giusto avere un nome altrettanto stupido. Da una lista stilata di nomi, abbiamo scelto Thomas.
Avete iniziato a far musica nel 2001, ma solo nel 2010 avete pubblicato il vostro primo disco. Perché avete aspettato tutto questo tempo?
E’ stata una scelta sbagliata perché, probabilmente, se avessimo iniziato subito sarebbe stato più facile affrontare la carriera da musicista. Adesso è un pochino più complesso. L’errore c’è stato perché ci divertivamo a fare live in piccoli posti. E’ stata un po’ l’incoscienza, ma anche il pensiero che sarebbe finita lì. E invece…
Avete suonato anche in Olanda, pensate di espandervi anche nel resto d’Europa?
Durante il tour del primo disco abbiamo suonato a Den Haag ed è stato bellissimo, adesso siamo pronti ad andare in tutte le città europee. Suonando in tanti posti in Italia e andando, poi, all’estero ci si rende conto di quanto qui la realtà sia un pochino smorta. Prima si usciva per andare ad ascoltare anche la band più sconosciuta adesso, invece, o si è qualcuno di famoso oppure le insignificanti cover band.
Che cosa pensa delle cover band?
Ormai si è diffusa questa moda, una specie di karaoke dal vivo che a me non piace. Questo ha creato un tipo di ascoltatore diverso. E’ diventato un fenomeno troppo ampio e c’è più molta più richiesta per le cover band o, peggio, delle tribute band che del resto. Anche i cache sono molto più alti. Io la trovo una cosa assurda e degradante.
Avete già fatto qualche data subito dopo l’uscita del disco. Ne avete in programma qualcun’altra?
Abbiamo suonato in Liguria prima delle feste di Natale ed è andata molto bene. Adesso stiamo preparando le date dello spettacolo nuovo e ne abbiamo fissata una il 19 marzo al Marla di Perugia.