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Per Samuel Heron il nuovo disco è…Triste

Il primo disco di Samuel Heron si  intitola Triste. Tra un ballo e l’altro l’abbiamo incontrato per farci raccontare qualcosa in più sul suo primo progetto discografico.

Samuel Heron

Samuel Heron

di Carlotta Sorrentino

Raccontami dell’album, e perché questo titolo?
Questo titolo ha tante chiavi di lettura, vuoi mettere le mani avanti. Vuole dare un senso di rottura da quella che è la percezione che si ha di me, sono si solare e positivo ma ho anche un lato più malinconico e profondo ed è questo che voglio far uscire. Questo disco non è cupo, come ho detto prima c’è sempre un mio lato gioioso, però con delle tematiche all’apparenza irriverenti, che nascondono quel qualcosa in più.
Com’è stata scelta la copertina?
La mia arma è la musica, per questo nella copertina ho deciso di sostituire l’immagine di un arma con una tromba. La tromba è uno strumento che amo molto, riesce ad avere un suono tanto triste quanto gioioso. É stata realizzata da Luis Sal, che come me è un creativo.
Questo è il tuo primo album ufficiale, cosa ti aspetti?
La prima cosa è che sono soddisfatto di ciò che ho fatto, la qualità di questo disco non la voglio definire in base ai numeri che farà. Oggi passa che un lavoro è buono solo se ha determinate visualizzazioni o riconoscimenti, secondo me ci sono tanti progetti che non fanno li stessi numeri ma sono altrettanto validi.
Qual è l’elemento più importante della tua musica?
L’elemento più importante di questo disco è che mi sono lasciato andare e ho tolto quei paletti che mi ero auto-imposto, spero che sia l’inizio di un percorso. Ci ho messo la massima cura nel realizzarlo, ma con meno restrizioni, da oggi vorrei che la mia musica fosse questo.
Dell’album qual è la traccia a cui sei più legato?
Londra e Fb, se devo sceglierne solo una direi Fb, perché nel realizzarla mi sono anche commosso, ho liberato alcune cose che avevo dentro e mi sono lasciato andare. Questo brano è nato come uno sfogo mentre ero in studio, dopo è stata creata la canzone. È la mia preferita perché mi sono proprio sfogato.
Parlami un po’ delle collaborazioni, come sono nate?
Le collaborazioni di quest’album sono tutte con amici. La collaborazione con Lodo è nata quando gli ho mandato un messaggio proprio mentre lui era a Londra, è stato un segno! Con Tony invece è stato tutto molto più hip hop, è passato in studio e abbiamo creato il pezzo.
Mi definiresti precisamente cosa intendi per “Parruccata”?
La parrucca si mette sopra per nascondere, è nata da degli amici di La Spezia e come dire “Guarda che baracca, che cavolata”!
Sei un personalità curata in ogni dettaglio, qual è il tuo rapporto con la moda e quanto pensi sia importante per la tua musica?
A me piacciono le cose giuste, di gusto, sia nella musica che nel modo di vestirmi. Non sono legato ai brand non mi faccio condizionare dalla marca dei vestiti, se non mi piace non lo metto. Non è quello che compri, ma come lo indossi! È il portamento la cosa importante, anche i manichini indossano vestiti firmati, sta alla persona, non è il “pezzo” che la rende più bella.
Che musica ascolti?
In questi ultimi mesi solo la mia, mi sono concentrato e ho lavorato talmente tanto a quest’album che in testa ho solo quello. In generale l’hip hop mi sta un po’ annoiando, fanno in tanti la stessa cosa. Cerco sempre di ascoltare musica del mio passato e molti singoli.
L’estate è alle porte, cosa Succederà e ti vedremo in un tour invernale?
L’estate la concentriamo molto nei club, per settembre ci piacerebbe creare uno show più integrato.