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Che estate sarebbe senza il Festival di Villa Arconati? Il programma!

Nasce all’insegna del piacere del ritorno la ventinovesima edizione del Festival di Villa Arconati. Non solo perché alcuni degli artisti che si esibiranno sono già stati ospiti della rassegna di Castellazzo, ma perché nel 2017 si torna dentro i confini della villa, entrando nel bellissimo e suggestivo spazio della Corte Nobile. Si torna dentro e si cambia dimensione: sia in senso storico – riprendendo posto nello scenario della splendida cornice settecentesca della Villa di Delizia – sia nel senso della dimensione artistica. Una situazione più raccolta permette di scegliere proposte diverse, anche più libere, certamente più vicine alle origini del Festival, come più coeso e integrato è il rapporto con Fondazione Augusto Rancilio, promotrice di tutte le iniziative di cui Villa Arconati è protagonista.

Remo Anzovino e Roy Paci

Remo Anzovino e Roy Paci

Si parte proprio da un doppio ritorno, martedi 11 luglio. Quello del teatro, che rimette piede al Festival dopo molti anni, e quello di Marco Paolini con “U”. Definito dal suo autore “un’odissea tascabile ridotta ad un oratorio diviso in movimenti, rapsodie ballate e frottole”, è uno spettacolo che accompagna Paolini da anni, una specie di “work in progress” anche dal punto di  vista musicale che, per questa edizione, è a cura di Lorenzo Monguzzi, già compagno di Paolini con i Mercanti di Liquore. “U” è una storia tagliente narrata dal punto di vista di chi per salvarsi deve mentire, travestirsi, ingannare, combattere. Per ridare dignità a un milione di odissee serve immaginarne il coraggio, la bellezza e l’astuzia e non solo l’orrore. Serve stupore e non solo pietà, serve ironia dentro la tragedia. Un’odissea molto, molto attuale, in questi tempi migranti. E proprio il movimento, il continuo andare a tornare migrante è la chiave di collegamento con la seconda data del Festival di villa Arconati, prevista per mercoledi 12 luglio. Sul palco tornano infatti i Tinariwen. Provenienti da Tessalit, nel nord est del Mali, la loro musica, il Tishoumaren, mischia tra loro elementi blues, rock, world e di musica tradizionale Tuareg. “The desert is a place of hardship and subtle beauty, a stark world that reveals its secrets slowly and carefully.” I Tinariwen sono reduci dalle registrazioni del loro nuovo album “Elwan” – il settimo www.festivalarconati.it della band – nel deserto roccioso vicino M’Hamid, una piccola città nel sud del Marocco (conosciuta anche con il nome berbero di Taragalte), situata nella valle del Draa, nella zona di Zagora. Costretti ad allontanarsi dal Mali – troppo instabile in questo periodo – i Tinariwen hanno scelto Taragalte perché luogo di notevole importanza culturale per la popolazione Tuareg-berbera, essendo il posto in cui tutte le carovane si fermavano prima di continuare il lungo viaggio per Timbuktu. Musica in viaggio, fatta di partenze, arrivi e ritorni, reali o immaginari. Il concerto di giovedi 13 luglio è un ritorno nel nostro immaginario collettivo più profondo e nascosto: quello della paura. Arriva “Profondo Rosso” e la sua colonna sonora unica e memorabile suonata dal progetto Claudio Simonetti’s Goblin. Il film che ha rivelato a tutta Italia il talento di Dario Argento, troverà nuova vita grazie alla soundtrack suonata live da Claudio Simonetti, figlio d’arte amante del prog di qualità e delle atmosfere cupe ed emotivamente potentissime, soprattutto se accompagnate dalle immagini del film che Argento girò nel 1974. Un doppio prodigio – musica live e film – che darà nuovi brividi a chi ama i territori al limite della paura e dell’ansia e che troverà una casa perfetta nei giardini della Villa. Il muoversi, l’andare e il tornare come senso delle cose e come espressione artistica, di un pensiero, di un'idea: ecco perché torna con un progetto speciale Eugenio Finardi con “40 anni di Musica Ribelle. Diesel Edition” nella serata di venerdì 14 luglio. Il 1977 era per Eugenio l’anno di “Diesel”, disco “dolce ma forte” che definiva in maniera chiara e assoluta l’orizzonte del cantautore rock milanese: raccontare il presente di quegli anni con trasparenza nei testi e forte identità musicale. Rock ovviamente, ma anche jazz rock a tutta velocità per dare sostanza all’immagine del motore diesel, metafora di un mondo che si muoveva e che cercava nuove strade. Quel disco e la sua carriera saranno alla base del live di Finardi, che ritorna felicemente in Villa dopo il suo primo passaggio nel 1995. Viaggiare dentro la storia di un artista è una delle operazioni più straordinarie che possono capitare a chi ama la musica, e se il viaggio è dentro l’universo di Lucio Battisti, allora si tratta molto più probabilmente di magia. Una magia che si compierà martedì 18 luglio, quando Peppe Servillo alla voce, Javier Girotto al sax, Fabrizio Bosso alla tromba, Furio Di Castri al contrabbasso, Rita Marcotulli al pianoforte e Ruben Bellavia alla batteria saranno protagonisti di “Pensieri e parole. Omaggio a Lucio Battisti”. Il gruppo di musicisti – che ha già omaggiato con successo Modugno e Celentano – definisce Battisti “l’autore più intimo, lirico e personale della canzone italiana”. Battisti è stato tutto questo e molto di più, come certifica l’affetto infinito che il pubblico ha per le sue canzoni. Brani che nel tempo hanno raggiunto l’immortalità – tutto il periodo legato ai testi di Mogol – assieme a canzoni meno popolari come quelle scritte con Pasquale Panella, piccoli capolavori che nell’interpretazione di Servillo and company troveranno nuova luce e vecchie, care emozioni. A chiudere il Festival venerdì 21 luglio due italiani combattenti e sognatori, insieme per un omaggio unico ad uno dei più grandi personaggi del XX secolo: Remo Anzovino & Roy Paci con  “Fight for freedom. Tribute to Muhammad Ali”. Colonna sonora di un documentario d’autore, i www.festivalarconati.it dodici brani dell’opera sono un vero e proprio combattimento per la libertà delle espressioni musicali e per i diritti delle persone, di cui Muhammad Ali è stato uno dei massimi esponenti della storia universale. Un’altra tappa di quel viaggio senza fine che da 29 anni porta il Festival di Villa Arconati a cercare suoni e storie da raccontare e che lo guiderà al trentennale. Ma questa sarà un’altra storia …

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Orquesta Buena Vista Social Club, un addio in salsa cubana

Gli amici se ne vanno e lo fanno passando da Villa Arconati per il loro Adios Tour. L’appuntamento con L’Orquesta Buena Vista Social Club è per martedì 14 luglio.

La cover dei Buena Vista Social Club

La cover dei Buena Vista Social Club

L’Orquesta Buena Vista Social Club realizzò il suo unico album in studio nel 1997, prodotto da Ry Code. All’album, che vide la partecipazione di un suggestivo ensamble di veterani musicisti Cubani, fece seguito il celebre e fortunatissimo film di Wim Wenders, oltre ad una serie di tour internazionali e da ulteriori album solisti dei componenti del gruppo, dando vita ad un vero e proprio “fenomeno Buena Vista”.  Ora, nel 2014, dopo migliaia di performances di successo in tutto il mondo, i musicisti dell’Orquesta Buena Vista Social Club, con due ospiti d’eccezione: Omara Portuondo e Eliades Ochoa, si apprestano a salutare il loro amato pubblico decidendo di esibirsi per l’ultima volta. In prima linea ci sono tre musicisti “superstiti”: il trombettista Guarjiro Mirabal, il virtuoso del laud Barbarito Torres e il trombonista Jesus “Aguaje” Ramos. La giovane generazione di musicisti cubani è rappresentata invece da talenti del calibro di Carlos Calunga, una delle voci cubane più amate oggi, e dal pianista Rolando Luna. Il trombone di Jesus “Aguaje” Ramos è stato parte organica delle registrazioni del World Circuit’s Cuban per oltre un decennio; la sua esperienza sul palco ne ha fatto un componente imprescindibile, in passato anche per i tour di Ibrahim Ferrer e Omara Portuondo stessa. Barbarito Torres è stato invece a capo del Grupo Campoalegre di Celina Gonzalez e ha avuto occasione di lavorare sia con i più grandi nomi della scena musicale cubana, che con star internazionali del calibro di Oscar de Leon. Eliades Ochoa è considerato uno dei più importanti soneros di tutti i tempi. Cappello da cowboy e chitarra alla mano, Eliades regala alle sonorità dell’Orchestra un tocco decisamente magico. Ciascuno di questi artisti ha un approccio molto personale all’ampio range di stili di musica cubana, contribuendo con il proprio estro individuale al Son montunos, al danzon, al cha cha cha, al bolero ed al jazz cubano. In tutti questi anni questi straordinari musicisti hanno saputo mantere la passione per la musica continuando ad esprimersi con un’esuberanza ed una vitalità sempre stupefacente.

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Fiorella Mannoia, voce regina a Villa Arconati

Le mille sfumature della sua voce, le canzoni senza tempo, scritte per lei dai più grandi autori italiani, torneranno a far sognare ed emozionare gli spettatori del Festival di Villa Arconati, tappa del suo Fiorella Live Tour.

Fiorella Mannoia (foto di Ottavio Celestino)

Fiorella Mannoia (foto di Ottavio Celestino)

In tutti i concerti sul palco c’è perfetta sintonia tra Fiorella e i suoi musicisti e tra l’artista e gli spettatori: una festa in musica con abbracci e strette di mani, quando la cantante scende tra il pubblico a cantare e ballare.  Ancor di più al Festival di Villa Arconati, manifestazione con cui l’artista ha saputo costruire un rapporto particolare, incrociando un’empatia personalissima che ha fatto sì che questo pubblico seguisse con affetto e attenzione la sua carriera che oggi colloca Fiorella all’apice di un successo che, contrariamente a quanto succede di solito, mantiene in equilibrio il consenso di pubblico e di critica. Soprattutto ora che, dopo aver rappresentato per decenni lo scrigno in cui rilucevano i migliori gioielli della nostra realtà autorale, la maggior parte dei quali scritti per lei, per le sue specifiche qualità timbriche, sta intraprendendo la strada di autrice per se stessa. Si, il rapporto di Fiorella con questo Festival e il suo pubblico è storico e consolidato per cui ci sono ancora più motivi per aspettarsi una vera e propria festa. a testimonianza del gradito ritorno, a 25 anni esatti dalla sua magica esibizione del 1990 su questo palco.