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Marie And The Sun, quando il cliché è un must!

Marie and The Sun sono Giulia Magnani e Francesco Drovandi e il loro progetto musicale è la conferma che chi ha idee, è creativo ha un suo spazio privilegiato nell’universo confuso della musica.

Marie and the Sun

Marie and the Sun


Sanno farsi valere in italiano e inglese, Giulia ha una voce che lascia il segno pur essendo vellutata. Francesco è la cornice della voce: ma è una di quelle cornici rinascimentali che per spostare servono tante braccia. Ho ascoltato in anteprima il loro EP tutto in inglese. Quattro canzoni trascinate da Cliché (che video efficace nella sua semplicità) e con un featuring in Good Vibes con altri talenti della musica, i Retrospective for Love. Sentite poi la voce di Giulia in Goodbye Softly: un ventaglio di tonalità. Si sono conosciuti alla Spezia, in una sala prove, facendo una versione originale di Walk on the Wild Side di Lou Reed: evidentemente quel battesimo è stato di buon auspicio, i risultati sono davanti agli occhi ma soprattutto nelle orecchie. Non scordatevi il loro nome, Marie and the Sun.

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Marie and The Sun, il lato (bello e) selvaggio della musica

Si chiamano Giulia Magnani e Francesco Drovandi ma in arte sono Marie and The Sun. Vengono dall’estremo Levante ligure e in questo rinascimento della musica della Liguria sono degli avanguardisti. In attesa del loro show case a Milano, in Santeria giovedì 27 ottobre alle ore 19, vi racconto un po’ di loro.

Marie and The Sun

Marie and The Sun

Giulia come nascete?
Ci siamo trovati in una sala di registrazione, abbiamo improvvisato una versione di Walk on the wild side Lou Reed che ancora oggi commuove ad ascoltarlo ed è partita la nostra storia.
Il nome?
E’ il nomignolo di una mia amica. Ci piaceva.
La sua storia?
Vengo dal mondo black e soul. Ho anche studiato lirica ma non mi sono appassionata.
Pilastri?
Ero super fissata con Etta James e Nina Simone per fare qualche nome. Ma anche Erykah Badu, Joss Stone e Amy Winehouse.
Altre influenze.
Ho ascoltato parecchio Hip Hop che è stato importante per la ritmica.
La scrittura?
Abbiamo scelto di restare distanti dagli impianti cantautorali, siamo essenziali.
Nel vostro curriculum ci sono due presenze al Collisioni Festival di Barolo.
Due momenti straordinari, unici.
L’EP ha avuto una lunga gestazione.
Non è stato facile, ma ora c’è e noi siamo già con la testa verso altri progetti.
Anticipazioni?
Vorremmo fare qualcosa in inglese. Ci stiamo lavorando.