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Noel Gallagher, l'ex ribelle pentito. O no?

L’ex ribelle (se lo dice da sé) torna on stage. Prima il disco e poi il tour. Noel Gallagher si lancia nella carriera da solista, coronando un inseguimento che dura da anni ma prima, nonostante le frizioni, il gruppo era prioritario. E’ a Milano a fare promozione. Come probabilmente la farà in altri luoghi prima di tornare nella sua Inghilterra.

Mister Gallagher davvero non è più cattivo?
Ho 44 anni e dunque gli eccessi vanno smorzati. Io non ho mai spaccato chitarre, anche se qualcuno mi attribuiva questo vizio. Ho troppo rispetto per loro per farle a pezzi e distribuirle al pubblico.

Però ci sono band di ragazzini che lo fanno.
Non conosco giovani band interessanti. Ho 44 anni e non devo capirli per forza.

Sta invecchiando…
Basta col mito dell’eterno Peter Pan. Io sto bene in famiglia e con i miei figli.

Il ribelle è davvero evaporato.
Lo ripeto: ho 44 anni e amo stare in famiglia.

Per famiglia intende anche suo fratello?
Con Paul ci siamo sentiti da poco e abbiamo parlato del City primo in classifica e di quanto sono figo.

E cono Liam?
Non ci parliamo.

Dispiaciuto?
Assolutamente no.

Ma è vero che non lo ha invitato al suo matrimonio?
Certo. Non gli piacciono i miei amici e dunque non gli sarebbe piaciuto.

Sua madre che pensa di questa situazione.
Le dispiace.

Se un domani capitasse un qualcosa di simile ai suoi figli?
Mi spiacerebbe.

Il suo disco si intitola Noel Gallagher’s High Flying Bird: che significa?
E’ il mio nome con tre parole che avevo scritto su un foglio e mi sono piaciute.

E’ vero che ne ha già un altro pronto?
Sì, con gli Anamorphous Androgynous e uscirà nel 2012.

Ha un passato da scordare?
I mie ultimi dieci anni sono stati eccezionali.

A giudicare dalle disavventure targate Oasis non si direbbe.
Il rock’n’roll è così. Abbiamo tirato avanti finchè ci siamo riusciti. Ma abbiamo avuto problemi da sempre.

Farete una reunion?
Non quest’anno (ride, ndr).

Quando la rivedremo?
Il 23 novembre all’Alcatraz di Milano. Da solo.

Nessuna speranza di reunion, eh?
Servono solo a fare soldi.

Ma i Led Zeppelin non ci sono cascati.
Provi a dargli 500 milioni di dollari per un tour mondiale vedrà a che velocità si riuniscono.

Dal vivo farà canzoni degli Oasis?
Certo, le ho scritte io e dunque sono mie.

Come si fa a suonare con lei?
Bisogna saper suonare almeno come me.

Nel disco traspaiono influenze di Ennio Morricone.
Sono cresciuto con Clint Eastwood e i suoi spaghetti western dunque c’è eccome. E le dico che mi piacerebbe fare una bella colonna sonora. Mi facessero una proposta ci penserei seriamente.

Inviterà Robbie Williams e i Take That ai suoi concerti (Robbie ha detto che i Rolling Stones hanno riempito 2 Wembley, gli Oasis 3 e i Take That 7 dunque potevano baciargli il posteriore, ndr).
Con tutto il testosterone che Williams ha assunto la sola cosa che gli posso baciare sono quelle sue tettine cadenti.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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