2

Cesare Cremonini conquista l'Arena e poi brinda a…birra!

Cesare Cremonini all'Arena di Verona

L’intervista di Note Spillate a Cesare Cremonini
La video intervista di Note Spillate a Cesare Cremonini
Manda la tua recensione del concerto di Cesare all’Arena: info@ilovebeer.it

Si presenta subito come un re. Non c’è bisogno di scaldare l’Arena, perché ci pensano il caldo e l’attesa. Cesare Cremonini fa un passo per volta, da saggio emiliano e all’Arena ci è arrivato quando avrebbe potuto già macinarne parecchie. E invece ha guardato il pubblico stupito, dopo due canzoni fatte tutte d’un fiato, quasi per esorcizzare l’emozione e ha detto: “Mi sono sempre domandato quando ci sarei arrivato qui” ed ecco che  sfila la giacca e parte con “Dicono di me”. Prima, quando la band è apparsa nella penombra sull’intro “Cercando Camilla” lui è rimasto in retrovia, come un generale che guarda il piazzamento delle truppe, e poi ha aperto le corde vocali con “Il comico (sai che risate?)” e “Stupido a chi?”. Sembra un gioco semantico, due canzoni e due domande. Ma lui, Cesare, all’Arena

Cesare Cremonini all'Arena di Verona

c’è davvero. E ha un pubblico straordinario, che gli ha regalato un sold out…aspettato. Perché se oggi i sold out non li fa lui che è nella top five italiana chi li fa? Carisma. Capacità, tecnica ma soprattutto essere se stesso sempre.

Cremonini canta “Le tue parole fanno male” ma non è vero. E’ una bugia: avercene di parole così, come quelle che sa inanellare lui. E tocca bene le corde del cuore quando dedica ai suoi genitori “Padremadre”. Ecco le prime file si alzano. Non è un concerto da vivere seduti quello di Cremonini e chi lo fa sbaglia. Il palco è elettrico nella sua sobrietà. Cremonini e i suoi ragazzi sono centrali, il resto è teoria dei colori, giusto che ci sia ma non deve scavalcare musica e parole. Preceduti da una melodia di archi (“Ho imparato ad amarli ascoltando Ennio Morricone”, ha detto nell’ultima intervista a Note Spillate, ndr)

La scaletta del concerto all'Arena

arriva “Latin lover”, la canzone che sta all’origine di Cesare: “Latin lover” è il suo big bang e la offre da solo sul palco. Vengano da Ginevra a scoprire come nasce la musica. Vengano dal Cern ha scoprire come nascono le parole. La musica secondo Cesare, quasi un vangelo apocrifo. L’intimismo del latin lover torna pop con “L’uomo che viaggia tra le stelle”, che esegue al piano, “Non ti amo più”, con un finale lungo, rock come non se ne vede più e che chiude tra il pubblico, e “Figlio di un re”.

La birra di Cremonini personalizzata dagli amici

Una pausa strumentale lo fa apparire sul palco d’onore, esattamente di fronte al palco, come un Houdini della musica. Lo attende un pianoforte per avviare “Due stelle in cielo”. Il momento romantico si allunga con “Vieni a vedere perché”, “Vorrei”, “Tante belle cose” e “Niente di più” e sotto quella luna piena è tutto davvero speciale. Il re torna sul palco per raccontare il suo “Mondo”, con una scarica elettrica che fa vibrare l’Arena; poi appare Lorenzo Jovanotti ma solo sullo schermo: Cesare è stato chiaro fin dall’inizio “è la mia serata, nessuno ospite sul palco, voglio godermela, so quanto è stato difficile arrivare a questo palco”. E’ il momento di “Una come te”, tirata, danzante, ipnotizzante. “La nuova stella di Broadway” è un inno al destino un pensiero “a serate in cui i sold out non c’erano: se siamo qui oggi è la vittoria nostra ma anche vostra, di chi ha iniziato a credere in questo progetto quando è nato, nel 1999”. Si prosegue con “Deve essere così” e poi quella “50 special” che è un inno alla vita, la gioia dello scoprire a ogni curva i colli bolognesi: “Tutto è cominciato

La Heineken di Cremonini personalizzata dagli amici per la serata dell'Arena

da qui”, urla Cesare e l’Arena è in piedi, in alto le gambe ora si balla e si salta. Si marcia verso il finale, un finale che profuma di “Marmellata #25”, che solo ad ascoltarla si impiastricciano le mani e la bocca si fa dolce e pastosa, “Il pagliaccio”, “Le sei e ventisei” e “I love you” che nonostante questi tempi grami fa venire davvero la voglia di “una vita in più”. Siamo alla fine: una pausa e poi il ritorno sul palco per cantare “Hello”, “Un giorno migliore” e presentare tutti gli amici. Ed è la fine di un bellissimo giorno. Si va a casa sognando un altro giorno migliore.

notespillate

notespillate

Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

2 Comments

  1. A malincuore non ho potuto essere presente all’Arena perdendomi così tutti i colori, le note e le parole di Ce!!! Ma l’articolo merita calorosi complimenti perchè scritto con entusiamo incalzante e perchè riporta con semplicità le splendide sensazioni che hanno travolto tutto il pubblico e soprattutto il cantante!!! Come esserci stata!!!! Tks! :-)))

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *