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Stai sicura, Emanuele Barbati c’è!

E’ uno dei nuovi cantautori ma anche uno degli ultimi. Emanuele Barbati, pugliese di Taranto, si prepara a prendere in pugno la sua vita, tra musica e parole. Lo ho intervistato.

Emanuele Barbati

Emanuele Barbati

Barbati stiamo per avviare un nuovo percorso.
Vero. E il primo passo è Roberto Vernetti come produttore.
Determinante in cosa?
Nel cambiare il sound, nel trovare sonorità più vicine a me.
Risultato?
Un approccio più europeo e un po’ meno pop…italiano.
Lei ha vissuto negli Stati Uniti: perché è tornato?
Volevo approfondire il mondo delle produzioni indipendenti e le confesso che ci sarei rimasto.
Perché è tornato?
Voglio cantare e creare in italiano. Mi piace indagare nella mia lingua, senza paranoi intellettuali.
Perchè un EP e non un album avendo molti brani nel cassetto?
La crisi non è solo di vendite ma anche di spazi. le radio apprezzano tanta musica ma passano solo quella che fa classifica. Produrre 12 brani comportava più spazi e investimenti: quei soldi li tengo da parte per il disco, che verrà dopo l’EP.
Eppure la Puglia è una fucina di talenti.
Ci sono sempre stati, solo che con l’incremento del turismo e iniziative quali quelle di Puglia Sounds ora si notano di più.
Lo scorso primo maggio gran concerto a Taranto.
Eccome. 130mila persone. Segno che c’è chi vuole crescere con la cultura.
Perché fare il cantauroe nel 2014?
Per me scrivere è un bisogno. Vado per la mia strada.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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