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O Generosa, io sto con Giovanni Allevi

Ora che le polemiche, quelle gratuite e di pancia, si sono affievolite bisogna cominciare a contarsi! E io sto con Giovanni Allevi e la sua “O Generosa”.

Giovanni Allevi

Giovanni Allevi

Magari non è la composizione più bella di Giovanni ma deve rappresentare un mondo, un concetto, una idea. Deve precedere un sogno, quello del tifoso che insegue una vittoria. E’ così che la interpreto e, credo, andrebbe interpretata. Giovanni Allevi vive lontano dal mondo del calcio. Non è uno sportivo. Ama il nuoto, lo vive come una forma di ripasso mentale delle sue musiche. Il calcio se deve avere un inno (ma è giusto chiamarlo così?) deve chiederlo a un super partes. E Giovanni lo è: non è schierato, non è tifoso, se gioca con un pallone lo fa solo con i suoi figli. E forse. E’ stato giusto chiedere a lui di comporre un brano che impreziosisse gli attimi che precedono il fischio di inizio. Chi propone i tappi per le orecchie sarebbe meglio li proponesse per chi va allo stadio e urla insulti politici e razziali. Giovanni ha composto un qualcosa che gli assomiglia: lui è un generoso, tante volte lo ho visto trascinare via dal palco perché lui non avrebbe mai smesso di solleticare il suo pianoforte. Tante volte è stato ore a firmare autografi e fare foto dopo un concerto, dopo la presentazione di un suo disco o libro. Lui è un generoso nel cuore, nell’animo e merita rispetto e merita applausi la sua “O Generosa”, fosse solo per quello che Giovanni ha donato in emozioni nel corso della sua carriera.

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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