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Wicked Expectation, la loro musica provoca…Visions

E’ Visions (La saletta dischi) l’album d’esordio dei Wicked Expectation. Il disco è composto da 8 brani incentrati sul rapporto tra l’uomo e la natura che lo circonda.

Wicked Expectation

Wicked Expectation

Tralasciando quelle che sono le tematiche più ricorrenti nel repertorio della maggior parte delle band come i sentimenti, le relazioni, l’amore in tutte le sue numerose declinazioni, i Wicked Expectation, parlano del modo in cui l’uomo nella nostra società moderna, sia eccessivamente concentrato sugli aspetti più frivoli, superficiali e materiali, a discapito della natura e dell’ambiente che lo circonda. Sfruttando o vivendo in modo troppo intensivo le risorse naturali, l’uomo corre il rischio di perdere il legame con la natura, per ritrovarsi a vivere in un pianeta completamente stravolto e irrimediabilmente danneggiato. Riguardo al concept del disco, i Wicked Expectation dicono: “Nelle canzoni del nostro primo
album il tema ricorrente è il rapporto uomo-natura. Pensiamo che l’uomo stia esagerando, non ci sarà un futuro se le risorse continueranno ad essere sfruttate in questa maniera. Se l’unica ragione di vita continuerà ad essere quella di fare sempre più soldi, verremo tutti sepolti in un cimitero di diamanti”.

Con il loro album di debutto, i Wicked Expectation accantonano le sonorità utilizzate in precedenza e di matrice prevalentemente brit rock, per approcciarsi alla sperimentazione in ambito elettronico, anche grazie all’introduzione di synth, drum machine, vocoder e chitarra con tanto di kaoss pad. All’interno di Visions sonorità elettroniche regnano incontrastate e si alternano ad altre con una contaminazione maggiormente rock. L’alternanza tra brani graffianti, potenti, movimentati ed altri dai ritmi più lenti, con sfumature più riflessive ed introspettive, regala a Visions una struttura ed una ritmicità molto dinamiche, mai banali o noiose. Il percorso che ha portato alla nascita di Visions è stato lineare e naturale: “Abbiamo creato e registrato i primi pezzi, che si sono piano piano modificati con il tempo. Avendo dei tape registrati, abbiamo creato un castello, partendo dai giri che ci venivano in mente e utilizzandoli come singoli mattoncini. Non siamo partiti con l’idea di fare un disco ma quando ci siamo ritrovati con 4 o 5 pezzi già registrati ed altri in cantiere, sui quali stavamo ancora lavorando, ci siamo chiesti: “Perché non fare direttamente un album invece che semplicemente un demo?”. Questa decisione ci ha richiesto un po’ più di tempo per lavorare al progetto e un’attesa più lunga. Siamo però soddisfatti di aver preso questa decisione. Ascoltare un album partendo dalla prima canzone fino all’ultima, è come fare un percorso, una sorta di viaggio. Nel nostro caso, un viaggio tra suoni ed emozioni che cerchiamo di evocare. Ci piace l’idea che l’ascoltatore sia trasportato in questo percorso”.

Il primo singolo estratto da “Visions è Night. Un brano estremamente evocativo, rilassante e sognante: “Il nostro singolo è una delle poche canzoni che non parla del rapporto uomo-natura. La musica ed il testo sono sopratutto un’esperienza onirica. Vorremmo che ognuno, ascoltando questo pezzo, viaggiasse ad occhi chiusi nei posti che più gli piacciono. Che questi siano l’universo, le Highlands scozzesi od una strada statale per Malpensa a noi questo non importa, perché il nostro obiettivo sarà stato raggiunto!”. Secondo brano estratto è Leaves in Autumn, che tratta il tema predominante dell’album ed il cui video rappresenta un tributo al film Koyaanisqatsi, life out of the balance di Godfrey Reggio.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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