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Come non amare un libro con una vecchia radio? E’ “Percoco” di Marcello Introna

“Giulio dormiva stringendo un maglione della madre che profumava dei suoi abbracci, Giulio che era dolce e sorrideva anche quando Franco gli sputava addosso il suo ribrezzo. Dormiva con la sua pancerina di lana, pure se faceva caldo, e suo fratello si coricò tributandogli la solita occhiata a metà strada tra il disprezzo e il disgusto per se stesso perché provava questo sentimento. Giulio lo ricambiava dell’amore puro che solo animali e bambini possono sentire. Aveva otto anni e solo la metà delle sue facoltà mentali, era un bambino, era un gatto, un cane, un topolino, un passero e una rondine, una pinta di birra che schiumava amore, ma che rimaneva sul bancone di un bar che solo sua madre frequentava di tanto in tanto.” (da Percoco di Marcello Introna).

Percoco di Marcello Introna

Percoco di Marcello Introna

“Il mio nome sarebbe entrato nel linguaggio comune come ‘carta’, ‘pane’, ‘acqua’ evocando terrore e morte. Io sono Franco Percoco e questa è la mia storia”. In una Bari che si sta riprendendo lentamente dopo la Seconda guerra mondiale, la famiglia Percoco vive la sua esistenza borghese e illusoriamente irreprensibile. È solo tra le mura di casa, in via Celentano 12, che le apparenze crollano mostrando una realtà molto diversa. Vittorio, il maggiore dei tre figli, è in galera per cleptomania, Giulio, il piccolo di casa, è affetto dalla sindrome di Down e Franco, il protagonista della storia, sembra l’unico a non dare problemi. Il padre Vincenzo, ispettore delle ferrovie, è un debole rassegnato, la madre Eresvida una casalinga con l’ossessione dell’affermazione sociale che vuole vedere a tutti i costi il figlio professionista laureato. Nel castello fasullo che i Percoco hanno costruito Franco ha infatti il ruolo dello studente universitario modello, l’unico in grado di dare lustro al blasone familiare. La vicenda, ispirata a un fatto realmente accaduto, parte dall’adolescenza del protagonista, fino al terrificante epilogo in cui, agli albori del boom economico degli anni Cinquanta, tutte le inettitudini, compulsioni e paure di Franco Percoco esploderanno devastando la quiete di una comunità intera. Leggendo questo romanzo non si può fare a meno di chiedersi quale sia il labile confine tra follia e ragione. Senza dare giudizi l’autore racconta la vicenda, i sentimenti, le nevrosi, le pressioni famigliari, le aspettative, i continui fallimenti, il senso di inadeguatezza… fino all’esplosione finale. Percoco è un romanzo d’esordio che coinvolge fin dalle prime battute, potente e cinematografico, scritto con voce personalissima e straordinariamente empatica.

Marcello Introna è nato a Bari nel 1977 e dopo il liceo classico si è laureato in Medicina veterinaria e ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università di Bari. Autore e sceneggiatore televisivo, attualmente svolge la professione di veterinario. Percoco, pubblicato originariamente dall’editore pugliese Il Grillo nel 2012 ottenendo un buon successo a livello locale, è il suo primo romanzo e viene ora proposto in una nuova versione completamente rivista e arricchita.

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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