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The White Buffalo, il 2 maggio in concerto a Milano. L’INTERVISTA

DI MARCO LATINI

Capello indomito, virile barba e sguardo artico. White Buffalo, all’anagrafe Jake Smith, è un personaggio che difficilmente passa inosservato. L’aspetto inizialmente mi ha intimorito lo confesso, avrei tranquillamente cambiato marciapiede ed accelerato il passo se lo avessi incontrato in una ventosa notte senza luna.

The White Buffalo

L’apnea nei pensieri è stata interrotta quando Jake, dopo appena qualche minuto, è riuscito come una bombola d’ossigeno a mettermi completamente a mio agio grazie a qualche sketch e a un ampio e costante sorriso. L’aspetto non è l’unica cosa a colpire di Jake. La sua voce baritonale, profonda ed espressiva, è un marchio di fabbrica che da più di vent’anni gli permette di raccontare storie ed emozionare milioni e milioni di persone in tutto il mondo. White Buffalo, ha fatto uscire l’album On The Widow’s Walk nell’aprile del 2020. L’artista classe1974, originario dell’Oregon ma cresciuto in California, ha dato alla luce un disco che riesce ad unire blues, country e rock classico in un dissetante cocktail capace di condurci in una torrida estate del vecchio West, fuori da un saloon, con davanti al naso chilometri e chilometri di steppa senza anima e sulla fronte un sole rovente da far perdere i sensi. L’album, non ha preceduto un tour mondiale per via del periodo di riabilitazione che ha vissuto l’intero Globo negli ultimi anni. Questo Aprile è uscita una versione Deluxe con quattro brani inediti, che trasporteranno l’ascoltatore lungo un cammino di forti emozioni, introspezione e profondo senso del desiderio, ma soprattutto che ci riscalderanno la voce in vista del concerto del 2 Maggio all’Alcatraz di Milano.

Ciao Jake, Come sta andando questo tour?
Bene! Sono molto felice. Non mi ero reso conto di quanto mi mancasse stare in tour e poter essere in contatto con i miei fan da tutto il mondo.
Ho sentito molti dei tuoi fan, sostenere che la tua voce sia quasi meglio dal vivo che in cuffia. In pochi giorni stai affrontando molti concerti e viaggi lunghi. Qual è il segreto per mantenere te e la tua voce così forti e reattivi?
(Ride, ndr) È pesante, ho appena condotto tre concerti di fila. È la mia passione, mi spingo sempre al massimo cercando di dare il mio meglio a ogni prestazione. Per mantenere la mia voce, ho alcuni segreti imparati
con l’esperienza e che custodisco con cura. Ti confesso che non prendo sempre le migliori decisioni, ho alcuni vizi tra cui il fumo che non aiutano e dovrei abbandonare. La mia esperienza mi tiene allenato, ho imparato a conoscermi e capire quando ho bisogno di fermarmi e riposare la voce.
Sei pronto per il 2 Maggio, ti piace l’Italia?
Non vedo l’ora amico mio! L’Italia è così piena di cose stupende. Io personalmente adoro il cibo, le persone, la gioia e la cultura. Amo l’Italia per quanto sa essere luminosa e piena di vita.
Sono stati anni duri per gli artisti, come hai vissuto questo periodo?
Ero nervoso a tornare in Tour, ero nervoso a testare la mia voce ed il mio corpo. Avevo paura non avrebbero retto. Avevo paura di non avere più la confidenza di prima, di non riuscire a reggere i ritmi. Temevo di non essere più in grado di fare ciò che amo. Sai, per me esibirmi davanti alla mia gente è la mia vita.
Hai trovato nuove attività o passioni?
Durante la pandemia ho cercato di tenermi occupato e fare cose, perché a stare fermo mi sentivo depresso e triste. Mettevo in dubbio le mie capacità continuamente, ero entrato in un loop negativo in cui non vedevo obbiettivi. Essere finalmente fuori di nuovo fuori mi ha fatto sentire vivo, mi ero dimenticato di quanto fosse incredibile e meraviglioso. In questo periodo ho provato a migliorarmi, ad implementare le mie competenze; ho implementato le mie capacità con il piano, cercando di creare nuove melodie e arricchire il mio stile senza però snaturalizzarlo. Volevo mettermi alla prova in nuovi suoni senza però cambiare troppo il mio stile e la mia voce che mi caratterizzano da sempre.
Le tue canzoni raccontano storie: dove trovi l’ispirazione?
Non so cosa mi trasmetta effettivamente l’ispirazione. La verità è che le storie che racconto e i personaggi di cui parlo sono versioni di me, di quello che sento e dei miei pensieri. C’è una componente di fantasia ovviamente. L’ispirazione per me è silente, arriva quando non me ne accorgo. È come un vascello composto da immagini ed emozioni da cui io mi lascio totalmente trasportare, e sulla base di quello che mi trasmette creo poi la canzone. Nei miei brani c’è la mia vita, i miei pensieri e la mia fantasia. Spesso nelle mie storie narro di piccoli uomini e piccole vite per poter parlare di fenomeni e emozioni più grandi.
Il tuo album On The widows walk mi sembra abbia tre punti principali: acqua, tempo e passione. Penso e forse sbaglio, che attraverso la metafora dell’acqua tu voglia parlare degli altri due. Pensi molto al passato? hai rimpianti?
No, non sono una persona che vive nel passato, provo sempre a stare nel presente. Pensare troppo al passato è una trappola che conosco. Io provo a vivere ogni giorno focus sulle cose importanti poiché il mio passato non è sempre un posto rassicurante dove andare…preferisco il futuro.
Cosa rappresenta per te l’acqua?
Il tema dell’acqua doveva essere il concetto principale attorno al quale avrebbe ruotato tutto l’album. On the Widows Walk è quel posto isolato sopra tutto, dove puoi riflettere e vedere dall’alto la sconfinata potenza del mare. On The Widows Walk è quel luogo dove isolarti e connetterti con la natura, dove stare lontano da tutto e ritrovare te stesso.
Jake, io sono un ragazzo giovane, questa domanda la sento molto mia. Sei un artista conosciuto a livello internazionale, sei bello e famoso, stai vivendo una vita piena: quali sono le risposte che hai trovato e vuoi dire al mondo?
(Ride, ndr) Sei molto gentile a dire queste cose, ti ringrazio. Il consiglio che mi sento di dare al mondo è di essere autentici. Non date troppa importanza a ciò che le altre persone pensano. Siate sempre reali con voi stessi e non scegliete cose false che non vi rappresentano. Io scrivo canzoni per sentire emozioni e far emozionare chi mi ascolta. La mia musica mi permette di connettermi con tantissima gente restando umile e me stesso sempre.

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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