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Mare mette in Controluce la psicologia dell’amore

Dopo solo un mese dall’uscita del primo singolo, “Meteore”, in collaborazione con Pioggia Rossa Dischi, Mare torna a farsi sentire con “Controluce”, un brano profondo e dai toni struggenti, che svela gli aspetti psicologici che si nascondono dietro i comportamenti umani.

Mare

“Menomale che pensi a te” è l’ironico e dolceamaro refrain ricorrente in “Controluce”, a voler sottolineare la fortuna dell’amato – e non dell’amante – ad avere il coltello dalla parte del manico. “Amare in controluce” significa essere in una situazione di poca chiarezza e mancanza di una comunicazione sincera tra le parti, ma soprattutto con sé stessi. È amare incondizionatamente qualcosa che ci sta accecando, fino a farci perdere la percezione della realtà, al punto da iniziare a dubitare che al centro di quel sentimento ci sia semplicemente l’idealizzazione di una persona. “Controluce” disegna il dramma di chi ama, di chi in una storia dà tutto e non si vede ricambiato nella stessa misura, perché per l’altro non è – e non sarà mai – una priorità, ma solo un piacevole divertimento. Il mondo sonoro e interpretativo è drammatico, le accuse sono forti e sprigionano tutta la lacerazione di una persona che, finalmente, crede di aver trovato la pace con la propria “metà”, ma quest’ultima si rivela essere uguale, se non peggio, di tutti gli altri.

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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