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Vasco Brondi in concerto a Roma: tre momenti da ricordare

DI LUCREZIA VITTORIA NATALE
Dopo l’uscita del suo ultimo album, Un Segno di Vita, Vasco Brondi fa tappa nei club delle principali città italiane. Seguendolo ormai da diversi anni, dovrei essere abituata alla sua musica e ai suoi concerti. Eppure, riesce a sempre a stupirmi. Anche il 16 aprile a Roma è stata un’esperienza straordinaria. Ogni concerto è un rituale in cui viene celebrata la vita. Sebbene sia difficile catturare e racchiudere la grandezza di questo cantautore, posso provare a sintetizzare la serata nei suoi tre momenti più memorabili.

Vasco Brondi

Il primo momento indimenticabile è senza dubbio stato l’ingresso sul palco di Vasco Brondi, segnando l’inizio del concerto sulle note di Illumina Tutto, canzone di Un Segno di Vita. L’attesa è stata interrotta da un applauso che racchiudeva tutta la sincera devozione che il pubblico prova per il cantautore, e da urla che non mi sarei aspettata. I presenti hanno cantato a squarciagola tutte le canzoni, rimanendo invece in un silenzio di rispetto e ammirazione durante le parole che intervallavano e accompagnavano le canzoni. Si rimane incantati, incollati sulla sua figura quando recita poesie, come se ogni parola pronunciata fosse una verità sacra che merita di essere ascoltata. I brani stessi trascendono la dimensione della canzone e arrivano alla poesia, invitandoci ad esplorare dentro noi stessi e dentro all’umano.

Il secondo momento è stato durante “A Forma di Fulmine”, brano che apre
l’album Terra del progetto Le Luci della Centrale Elettrica. Sicuramente una delle canzoni più apprezzate dal pubblico di Vasco Brondi, rappresenta un inno alla resilienza umana, alla capacità di sopravvivere, vivere, andare avanti nonostante le avversità. È stato magico ascoltare le frasi centrali della canzone cantate e urlate da un pubblico che le sente proprie: “Possiamo crescere ma ricordare per sempre la tua piccola cicatrice a forma di fulmine poi continuare a vivere e non avere niente da perdere”.

Il terzo momento è stato quando Vasco Brondi è sceso dal palco per avvicinarsi al pubblico, immergendosi nell’entusiasmo della folla. Così, con Nel Profondo Veneto, la serata si è chiusa. Questo gesto ha dimostrato la capacità del cantautore di stabilire un legame autentico e intimo con il suo pubblico, creando un’atmosfera di connessione profonda. Allo stesso tempo, è emerso il profondo rispetto che il pubblico nutre nei confronti dell’artista:
nonostante l’euforia generale, il suo spazio è stato sempre rispettato e non è stato invaso fisicamente dalle persone.

Insomma, Vasco Brondi ha dimostrato ancora una volta di saper toccare nel profondo ognuno dei presenti grazie all’intensità delle sue parole e alla naturale empatia che stabilisce in modo spontaneo col suo pubblico.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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